L’AQUILA – La valorizzazione delle risorse ambientali e culturali tra l’Altopiano delle Rocche e la media Valle dell’Aterno: sarà questa il tema centrale del convegno “Casuentum, la rinascita dopo il terremoto”, che si svolgerà sabato prossimo nel convento di Santo Spirito a Ocre (L’Aquila).
L’obiettivo è il rilancio sostenibile del territorio con un occhio di riguardo nei confronti dell’abitato di Casentino, frazione di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), uno dei paesi più danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.
Un incontro alla presenza dei sindaci della Valle aquilana e di esperti e tecnici che affronteranno le tematiche del post-sisma correlate alle emergenze geologiche, geomorfologiche e paesaggistiche dell’Aquilano e per esporre le indagini sulla messa in sicurezza del patrimonio storico di Casentino.
La due giorni è organizzata dall’associazione Casuentum Onlus e dal comitato scientifico aquilano del Club alpino italiano (Cai). Proseguirà il giorno successivo con un’escursione di 8 chilometri aperta a tutti gli appassionati di trekking e archeologia.
Il convegno sarà anche l’occasione per il comitato aquilano del Cai per promuovere la conoscenza, lo studio e i problemi scientifici degli ambienti montani con l’aiuto di esperti e operatori naturalistici e culturali.
La Casuentum onlus, promotrice dell’evento, nasce con lo scopo di “promuovere la ricerca e la tutela dei siti di interesse paesaggistico, archelogico e artistico del territorio”, come spiega il presidente, Innocenzo Chiacchio.
“La nostra associazione è stata riconosciuta onlus per il settore di tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse storico e artistico e per quello di tutela della natura e dell’ambiente – ha proseguito Chiacchio – con l’intento di organizzare manifestazioni e attività volte diffondere l’interesse per il patrimonio storico ambientale”.
“La maggioranza dei nostri associati è costituita da abitanti del paese per lo più giovani – ha concluso – Il professor Giuseppe Centauro, nostro presidente onorario, si è occupato del piano di ricostruzione di Casentino ed è titolare, tra l’altro, della cattedra di Restauro dell’Università di Firenze”.



