Nell’Abruzzo delle emergenze ogni tanto una buona notizia: il Contratto di fiume del Feltrino è stato individuato come buona pratica a cui ispirarsi dal Ministero dell’Ambiente, e inserito nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici come prassi a cui ispirarsi.
Comuni che si sono alleati per salvare e riqualificare il fiume chietino, tra i più degradati d’Abruzzo, sono quelli di Lanciano, capofila, Castel Frentano, Frisa, San Vito chietino e Treglio. Avviando l’iter del Contratti di fiume, strumento di programmazione strategica e negoziata che per rinaturalizzare un fiume prevede un protocollo d’intesa tra sindaci e associazioni, una fase di studio e ascolto della popolazione, e infine un piano di azione, finanziabile con fondi europei, per eliminazione dell’inquinamento, del dissesto idrogeologico, dei rischi di esondazione.
Il contratto del fiume Feltrino è alla fase di studio.
“Il Contratto di fiume Feltrino – si legge in una nota del comitato che cura l’iniziativa – viene riportato come esempio virtuoso di “coordinamento intersettoriale, con lo scopo di creare sinergie tra diversi attori per favorire la realizzazione di progetti collettivi, la cooperazione intersettoriale e lo scambio di informazioni e conoscenze”.
L’inserimento del Feltrino tra le iniziative degne di nota all’interno di un documento strategico di rilevanza nazionale rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto, che tuttavia ci pone di fronte all’obiettivo di pervenire ad un risultato di qualità elevata rispetto alla definizione del migliore scenario possibile di risanamento e di riqualificazione per il bacino idrografico del Feltrino”.






