SAN GIOVANNI TEATINO – 3.100 gli articoli sequestrati, denunciati i titolari delle ditte coinvolte nella gestione dei due gradi punti vendita di Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino (Chieti), a un passo dal casello autostradale di Dragonara, gestiti da cittadini cinesi.
L’operazione è stata condotta in maniera congiunta dalla Questura di Chieti e dall’Agenzia delle dogane di Pescara.
La merce sequestrata in alcuni casi non aveva il marchio Ce della Comunità europea, oppure lo aveva contraffatto, in altri casi aveva contraffatto noti marchi del mercato mondiale e in altri casi ancora conteneva metalli tossici.
Nessuna contestazione, invece, per i venti dipendenti, tutti cinesi con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro.
A riferire i risultati dell’operazione congiunta sono stati il questore Filippo Barboso e il direttore dell’Agenzia delle dogane di Pescara, Filippo D’Aloiso.
Degli articoli posti sotto sequestro, oltre 1.400 riguardano il settore elettrico (per lo più lampade e lampadine), tutta merce risultata sprovvista del marchio Ce, la marcatura della Comunità europea che proprio i cinesi spesso riportano in maniera identica ma con significato diverso. Nella versione cinese, infatti, Ce sta per China Export, marchio apposto sui prodotti cinesi destinati all’esportazione.
Il materiale elettrico sequestrato nell’ipermercato o non aveva il marchio Ce oppure lo aveva ma era contraffatto.
Altri 700 pezzi sequestrati riguardavano invece merce di altro tipo, soprattutto capi d’abbigliamento, profumi e giocattoli. In questo caso il problema derivava dal fatto che era stato contraffatto il nome della casa produttrice.
Sono stati sequestrati infine mille paia di scarpe da lavoro (antinfortunistica) contenenti una percentuale di metalli pesanti definita “molto superiore ai limiti consentiti dalla normativa europea”.
Gli articoli devono essere ancora analizzati in maniera più approfondita. Si va alla ricerca della presenza di cromo esavalente e piombo, entrambe sostanze altamente tossiche.





