L’AQUILA – Contatori del gas impazziti al progetto C.a.s.e. di Sant’Elia 2 (L’Aquila). Ventimila metri cubi di gas dal 2009 a oggi: sarebbe questo, infatti, il consumo di un appartamento di 48 metri quadrati, composto di bagno, camera e cucina.
A fare l’amara scoperta è una cittadina aquilana, Andreina Pellegrini, assegnataria dallo scorso 2 aprile dell’appartamento in questione che, in 4 anni avrebbe superato l’astronomica cifra di circa 7.500 euro di bolletta.
Numeri che farebbero impallidire chiunque. “Questa è la lettura appartenente ai precedenti inquilini, rilevata da chi mi ha consegnato l’alloggio qualche settimana fa – spiega la Pellegrini – ed è evidentemente non veritiera. È impossibile che si siano consumati così tanti metri cubi, considerando che l’appartamento è molto piccolo e molto caldo e non c’è bisogno di tenere i riscaldamenti accesi per tutto il giorno. Inoltre, c’è da aggiungere che questa cifra astronomica sarebbe stata prodotta da settembre ad aprile di ogni anno, mesi più freddi, nei quali i termosifoni restano accesi”.
L’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Alfredo Moroni ha rassicurato la signora precisando che per lei, subentrata in un secondo tempo come coinquilina dell’appartamento, “non ci saranno problemi”.
“Non è come dice l’assessore – conclude la Pellegrini – se il contatore non funziona, continuerà a non funzionare e,magari mi ritroverò a dover pagare cinquantamila metri cubi di gas tra dieci mesi. Questo contatore va visto al più presto, sperando che non ce ne siano altri difettati, sparsi per i vari progetti C.a.s.e.”.
Quella della Pellegrini è solo l’ultima delle segnalazioni di problematiche collegate all’utilizzo e alla gestione dei nuclei di palazzine antisismiche.
Risale allo scorso gennaio l’ira degli assegnatari degli alloggi che si sono visti recapitare avvisi di pagamento con cifre a tre zeri per il saldo dei consumi arretrati di acqua, energia elettrica e gas.
Sono poi arrivati a centinaia i ricorsi in autotutela, presentati da cittadini contro il provvedimento del Comune, che ha poi messo una pezza sulla questione delle bollette pazze, alleggerendo il carico per le famiglie più bisognose e procedendo entro 5 mesi, alla verifica puntuale dei consumi per ogni singola abitazione.






