CHIETI – Il “Comitato Bonifica Sostenibile”, facendo proprie le problematiche di tanti utenti, ha presentato un ricorso al Tar Abruzzo, sezione di Pescara, contro le delibere dell’anno 2022 del Consorzio di Bonifica Centro, con sede a Chieti, provvedimenti che hanno determinato aumenti fra il 20 e il 70% dei contributi annuali richiesti a circa 37 mila utenti del comprensorio Chieti-Pescara.
Il Comitato, costituito da poco e presieduto da Gabriele Trovarelli, un imprenditore agricolo, ha ufficializzato la propria nascita e le iniziative intraprese nel corso di una conferenza stampa tenuta a Chieti. Gli aumenti sono stati determinati dalle minori entrate, per circa 4 milioni di euro, che il Consorzio, commissariato dal 2017, ha avuto a partire dal 2016.
Le minori entrate hanno portato il Consorzio a contrarre un mutuo liquidità e a far ricorso a due fondi di rotazione, per 5 milioni di euro, con rate da 1,5 milioni l’anno per cinque anni. “Gli aumenti delle tariffe derivano sostanzialmente da questo – ha spiegato Giacomo Obletter, vice presidente del Comitato e tecnico che ha approfondito le problematiche – il che significa che si è abbandonata la norma fondamentale del contributo di bonifica che è un riparto di costi. Cioè, il Consorzio deve avere dei centri di costo, che non ci sono mai stati, e poi imporre le tasse solo in funzione dei suoi costi. E ogni anno il collegio dei revisori e lo stesso commissario dicono che faranno i centri di costo che sono imprescindibili”.
Il mutuo, in sostanza, è stato fatto pagare ai 37mila utenti del comparto idrico, irriguo e non irriguo, con gli aumenti maggiori, fino al 70% nel 2022, che hanno colpito il settore extra agricolo. Gli aumenti per il comparto agricoli, che nel 2021 erano stati del 30%, sono stati ridotti al 20% per quest’anno.
“L’impugnativa al Tar è un primo passo per affrontare questa problematica che riguarda 37mila utenze che si sono trovate a far fronte ad aumenti onerosi e senza una base normativa – ha detto Patrizia D’Agostino, avvocato che unitamente all’avvocato Giovanni Moscarini ha curato il ricorso al Tar. Gli aumenti arrivano in un momento critico, sia dal punto di vista economico che strettamente tecnico, perché sono andati a gravare in maniera spropositata il comparto agricolo, già gravato e in difficoltà in questo periodo, che si è trovato a far fronte a dei costi enormi a fronte dei quali la produzione non riesce a coprire le spese”




