CHIETI – È durato un mesetto e una manciata di sedute del Consiglio regionale il mandato a palazzo dell’Emiciclo di Raffaele Tenaglia, primo dei non eletti della lista del Popolo della libertà in provincia di Chieti alle elezioni regionali del 2008, che era entrato dopo la sospensione di Luigi De Fanis.
Quest’ultimo, consigliere del Pdl e assessore alla Cultura della Giunta Chiodi, era stato sospeso dopo l’arresto ai domiciliari del 12 novembre 2013 nell’ambito dell’inchiesta denominata “Il Vate” su tangenti e finanziamenti di eventi culturali che lo vede tuttora indagato per concussione, truffa aggravata e peculato.
Ma dopo la revoca disposta ieri da parte del giudice per le indagini preliminari di Pescara Maria Carla Sacco della misura dell’obbligo di dimora nel comune di Montazzoli (Chieti), l’ex assessore regionale alla Cultura ha riacquisito la piena libertà e, quindi, torna a pieno titolo tra i banchi dell’aula, peraltro ancora per poco, visto che la legislatura si sta per chiudere.
I termini della misura cautelare sarebbero comunque scaduti il prossimo 6 maggio, ma l’anticipazione comporterà un gradevole effetto collaterale: De Fanis incasserà l’ultimo stipendio che, viceversa, sarebbe stato appannaggio di Tenaglia.
È in ogni caso al sicuro invece, salvo rinuncia volontaria, il vitalizio di fine mandato per De Fanis, che spetta a chi maturi almeno 5 anni di permanenza tra i banchi dell’Emiciclo: un mese di stipendio per ogni anno, per un totale di circa 40 mila euro.



