L’AQUILA – Non si placano le polemiche sul Consiglio regionale previsto per oggi e rinviato di una settimana per impegni istituzionali del presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore Dino Pepe.

L’opposizione di centrodestra vede nel rinvio problemi di tenuta della maggioranza, il Movimento 5 stelle parla di “atteggiamento inammissibile”. Non è sfuggito però che tra le fila dell’opposizione il consigliere del Nuovo centro destra Giorgio D’ Ignazio non ha firmato il comunicato di ieri sottoscritto da tutti gli altri consiglieri di Fi e Abruzzo Futuro. Evenienza che già qualcuno legge come un ulteriore segno di avvicinamento di D’Ignazio alla maggioranza, o comunque la conferma di un’opposizione molto morbida e dialogante.

A suonare oggi la carica per il Movimento 5 stelle in capogruppo Riccardo Mercante.

 “Inammissibile l’atteggiamento – scrive in una nota il consigliere – del presidente D’Alfonso e degli assessori regionali di boicottare impegni istituzionali della massima importanza come l’odierna seduta del Consiglio regionale Si tratta di un comportamento alquanto scorretto che lascia dubbi sulla trasparenza e bontà delle motivazioni che ne sono alla base”.

“È evidente, – incalza Mercante – che sia il presidente D’Alfonso, sia l’assessore Pepe, avrebbero potuto, con la massima tranquillità, programmare diversamente i loro impegni e rispettare un appuntamento già preso, soprattutto considerando l’importanza dello stesso”.

“ Il Consiglio regionale – si legge ancora –  sin dall’inizio di questa legislatura, è stato convocato sempre, salvo forse un’unica eccezione, nella giornata del martedì. La convocazione istituzionale della seduta del Consiglio regionale di questa mattina, inoltre, è stata inviata lo scorso 9 giugno. Ancor più grave è che il rinvio sia stato comunicato soltanto ieri sul tardo pomeriggio quando ormai tutto era pronto per lo svolgimento del Consiglio e sulla base di una richiesta del Presidente D’Alfonso inviata il giorno prima a distanza, cioè, di sole ventiquattr’ore dalla seduta consiliare.  

“Se si diffondesse una prassi siffatta –  conclude Mercante – se ognuno di noi, all’ultimo minuto decidesse di non partecipare e programmasse la propria agenda a prescindere dalle sedute consiliari già prefissate, si finirebbe col rendere impossibile l’organizzazione di un Consiglio, paralizzando l’intera macchina amministrativa regionale”.

Torna sulla vicenda  anche il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. Che considerano un falso problema la fitta agenda di D’Alfonso di oggi, con un appuntamenti a Roma con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, poi  al Ministero degli Affari esteri, sulla Macroregione adriatica, infine con il presidente dell’Anas Gianni Armani. Motivo del rinvio è infatti ben altro.

“Non vengano a raccontarci altre favole – commentano Febbo e Sospiri – la verità è un’altra e i motivi per i quali è stato rinviato il Consiglio regionale vanno cercati altrove e non certo nella fitta agenda del presidente D’Alfonso. Il problema è che Luciano D’Alfonso non aveva i numeri per affrontare i pesanti temi all’ordine del giorno tradotti in tre risoluzioni riguardanti l’ospedale di Atessa, la riorganizzazione del Dipartimento Politiche agricole e la classificazione dei Comuni di Lanciano, Vasto e Sulmona quali Poli di attrazione.  E’ evidente che il Presidente avrebbe avuto grandi difficoltà a ricompattare la sua maggioranza che su questi argomenti ha dato dimostrazione di essere abbondantemente “spaccata” e distante dalle posizioni dell’Esecutivo”.

“Lo stesso vale per le nomine di competenza del Consiglio regionale – aggiunge Sospiri – che sono ancora in sospeso da oltre otto mesi e il Presidente non è riuscito ancora a sbloccare la situazione, mentre Di Pangrazio si è visto costretto a inserire il punto all’ordine del giorno. Mentre l’opposizione ha consegnato già da tempo i suoi nomi, la maggioranza è ancora impegnata nello stilare la sua lista, evidentemente con numerosi ostacoli, avendo bisogno di ulteriori 7 giorni.  A proposito di impegni messi in agenda D’Alfonso sarebbe atteso oggi pomeriggio a Pescara,intorno alle 18:00, per partecipare alle “celebrazioni” per un anno di amministrazione della Giunta Alessandrini: come potrebbe mancare del resto? Alla base del rinvio però c’è un’altra motivazione di carattere politico e riguarda l’analisi del voto di Chieti”.

“Infine  – spiega Febbo – gli appuntamenti con i Ministri vengono stabiliti giorni se non settimane in anticipo e qui già cade la scusa. In quel caso comunque si sarebbe potuta spostare l’Assemblea di 24 ore senza rimandare alla settimana dopo”.