L’AQUILA – Non previsti dall’ordine del giorno del Consiglio regionale di oggi, in corso di svolgimento, tornano alla ribalta i punti nascita di Atri, Ortona, Penne e Sulmona. Nel corso della Conferenza dei capigruppo svoltasi durante una pausa del Consiglio intorno a mezzogiorno, su richiesta del gruppo di opposizione di Forza Italia, si è avuta infatti conferma che sarebbe imminente la firma presso gli uffici delle Asl abruzzesi i documenti propedeutici alla loro chiusura. Si è deciso dunque che martedì prossimo sarà ascoltato dalla Conferenza dei capigruppo il comitato tecnico della Regione sui punti nascita.
La partita dei punti nascita è una delle principali ragioni del dissenso interno alla maggioranza, che ha oggi i numeri ballerini, visto il crescente malumore da parte dei consiglieri di Abruzzo Civico Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, che ieri sera erano assenti alla riunione di maggioranza a Mosciano Sant’Angelo (Teramo), ed oggi non rilasciano dichiarazioni. Ma anche all’interno del Pd la partita crea non poco malessere, visto che ad AbruzzoWeb questa mattina il consigliere Pierpaolo Pietrucci ha ribadito che in particolare il punto nascita di Sulmona va salvaguardato in quanto ricadente in un’area interna e montana.
Tornati in aula le opposizione di centrodestra e del Movimento 5 stelle hanno lanciato bordate “fuori sacco”, per mezzo di comunicati stampa, e dichiarazioni al vetriolo ai cronisti presenti. Contro la maggioranza e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, sventolando il testo della risoluzione approvata il 9 aprile scorso, che impegnava il presidente nella sua qualità di commissario della sanità, a mantenere attivi i reparti di ostetricia e ginecologia delle quattro città abruzzesi, ritirando il decreto 10 dell’11 febbraio 2015 che ne aveva, invece, disposta la chiusura.
“All’inizio dei lavori consiliari – spiega il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo – ho chiesto e ottenuto la sospensione della seduta e la contemporanea convocazione della conferenza dei Capigruppo, alla presenza anche dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, poiché sono stato informato che la Regione Abruzzo intende andare avanti nel processo di razionalizzazione dei Punti nascita senza una attenta valutazione, come da noi richiesto”.
“Nella redazione del documento tecnico approvato con il Decreto commissariale 10/2015 – spiega dunque Febbo – non è stata considerata per i Punti nascita, soprattutto per quello di Ortona, la media dei parti nei tre anni e chiedo, pertanto, al Comitato di rivedere tutti i dati del documento tecnico afferenti anche degli altri Punti nascita, non essendo stati adeguatamente valutati né i numeri, né gli altri requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 2010”.
Sulla stessa linea il Movimento 5 stelle.
“Entro pochi giorni i punti nascita chiuderanno – tuona Riccardo Mercante capogruppo M5s – una notizia che ci coglie come un fulmine a ciel sereno. Eppure avevamo approvato su nostra iniziativa una risoluzione con la quale si impegnava ad un passo indietro. Documento consenso non solo delle altre forze dell’opposizione ma anche di alcuni consiglieri di maggioranza, a dimostrazione che la tutela degli interessi dei diversi territori abruzzesi prescinde da logiche di mera appartenenza politica.
“Ci aspettavamo – incalza Mercante – da parte di D’Alfonso e Paolucci un atteggiamento coerente e rispettoso della volontà del massimo organo rappresentativo della Regione e, soprattutto, delle richieste dei cittadini che, in più sedi e a gran voce, hanno dimostrato di essere assolutamente contrari alla chiusura dei quattro punti nascita”.
“Devo, purtroppo constatare – conclude il capogruppo M5s – che il presidente D’Alfonso, ancora una volta, ha disatteso completamente la volontà del Consiglio regionale perseguendo una rotta completamente diversa da quella già tracciata ed oltretutto nel silenzio delle stanze della Asl”.




