L’AQUILA – Il Consiglio regionale in serata ha approvato la riforma della struttura amministrativa e dirigenziale della Giunta regionale.

Il documento è stato stilato al termine di una lunga riunione tra maggioranza e opposizione, alla fine della quale è stato raggiunto un accordo sui punti in discussione.

Tra questi, l’introduzione al tetto del compenso del nuovo direttore generale, che non potrà superare il 20 per cento dello stipendio di un direttore regionale.

Per quanto riguarda la figura dei commissari, invece, la definizione del loro ruolo è stata rinviata a un successivo provvedimento di legge, la legge obiettivo.

È stata infine concordata la riduzione del 30 per cento della spesa per il personale di staff ed è stata stralciata la cancellazione del contributo di 100 mila euro alle Ater per la lotta all’occupazione abusiva degli alloggi. 

Dopo l’approvazione della riforma, la seduta è stata aggiornata a dopo la pausa estiva, il 28 agosto, per la discussione del progetto di riforma dello Statuto.

Prima della chiusura dei lavori sono state approvate due risoluzioni: una ulteriore (oltre a quella approvata in mattinata sulla rimodulazione delle zone per i fondi Ue) per bloccare il progetto dell’elettrodotto Villanova-Gissi.

Una seconda, invece, impegna il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a convocare, entro 60 giorni, un tavolo per individuare la procedura di alienazione più conveniente per la Regione per il complesso dell’ex Cofa.

LE REAZIONI

D’ALESSANDRO (PD): “RIVOLUZIONE ANNUNCIATA E FATTA”

“Avevamo annunciato agli abruzzesi la riforma della pubblica amministrazione regionale, con la fine della palude delle indecisioni. Oggi lo abbiamo fatto con buona pace di chi sperava nel vecchio andazzo dei rinvii, né abbiamo temuto di lavorare di giorno e di notte pur di raggiungere l’obiettivo ottenuto”.

Lo dichiara il consigliere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro, commentando l’approvazione della riforma della struttura amministrativa e dirigenziale della Regione, avvenuta in serata in Consiglio regionale.

“Avevamo chiarito, tra l’altro – continua D’Alessandro – di essere disposti a puntualizzare passaggi della norma, senza nessuna preclusione verso la minoranza, ma nessuno può permettersi di bloccare il processo decisionale. Siamo stati eletti dagli abruzzesi per cambiare le cose e lo stiamo facendo”.

Per il sottosegretario della Presidenza, “direttore generale, commissario realizzatore, riduzione delle figure apicali: in sostanza una riforma attesa e orientata alla certezza delle decisioni e del fare. Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto – conclude – La rivoluzione della pubblica amministrazione non è più un miraggio”.

CHIODI (FI): “MA QUALE RIFORMA, E’ RISIBILE”

“È veramente risibile spacciare la legge approvata oggi come una riforma della pubblica amministrazione. Si tratta in sostanza della nomina di un direttore generale, della riduzione dei direttori regionali per effetto della riduzione degli assessori e la introduzione di nuove figure di commissari con poteri di indirizzo e controllo”.

Così il consigliere regionale di Forza Italia Gianni Chiodi, ex presidente della Regione, sulla riforma.

Per Chiodi, “l’eccesso di burocrazia non si risolve con la introduzione di altri burocrati ma attraverso la semplificazione normativa, la delegificazione, la rottura del perverso connubio tra classe politica e burocratica, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi e la dematerializzazione che abbiamo già deliberato nella scorsa legislatura”.

“Insomma siamo di fronte a una rappresentazione esteriore di tipo artistico ma priva di sostanza”, conclude.

MARCOZZI: “LEGGE DISCREZIONALE GRAZIE A NOI TRASPARENTE”

“L’opposizione di ferragosto è servita. Dopo 12 ore di Consiglio di cui oltre 4 passate a lottare in camera caritatis con maggioranza e centrodestra siamo riusciti a contenere i danni”.

Lo scrive su Facebook il capogruppo del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi.

“Sebbene soddisfi solo parzialmente quelle che erano le nostre richieste iniziali, il testo di legge di riforma istituzionale, grazie alla dura opposizione e anche alla minaccia di ‘ostruzionismo a oltranza’ – fa notare – è uscito dalla intensa discussione decisamente migliorato. Una legge partita come interamente discrezionale è diventata, grazie al nostro intervento, maggiormente ispirata a criteri di certezza e trasparenza”.

L’ex candidata alla presidenza dei grillini spiega come sia stato “scongiurato il pericolo del commissariamento ad acta, discrezionale e completamente dipendente dalla volontà del presidente, per sostituirlo con la possibilità di prevedere la figura di un commissario esclusivamente legata all’approvazione della legge obiettivo nei prossimi mesi, valutandone e discutendone, dunque, l’opportunità e necessità in Consiglio”.

“Abbiamo ottenuto il blocco del tetto di spesa, la riduzione degli emolumenti per i direttori, in particolare per il direttore generale, una riduzione complessiva della spesa del 40%”, prosegue.

“La dura opposizione in questo caldo ferragosto ha portato i suoi frutti, il M5s ha dato ancora una volta prova che cittadini semplici all’interno delle istituzioni, portano a casa risultati utili per l’intera collettività – conclude – risultati che i politici per professione, da soli, non saprebbero conseguire”.