L’AQUILA – Un tempo c’era la pausa caffè. Oggi in Consiglio regionale è stata inaugurata la “pausa buffet”. Durante i lavori della seduta, infatti, l’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, ha preso la parola per chiedere una sospensione, “visto che oggi è il mio compleanno avrei il piacere di offrire un buffet ai colleghi consiglieri”.
Giorgio De Matteis, che presiedeva la seduta al posto del presidente Nazario Pagano, non ha potuto far altro che mettere ai voti la “mozione buffet”, votata a maggioranza anche da consiglieri di opposizione, che ha sospeso i lavori. Lavori ripresi dopo circa un’ora, attorno alle 14:30. Alle 15 è prevista la seduta del Question time, cui seguirà la ripresa della seduta ordinaria.
Al momento della sospensione era in corso la votazione di un provvedimento sulle acque minerali; sostanzialmente si propone di imporre un canone alle aziende produttrici sull’acqua imbottigliata e non emunta (prelevata come previsto nel progetto di legge della vecchia maggioranza di centrosinistra).
Canone portato da 1 euro, come previsto nel disegno di legge iniziale, a 30 centesimi. “È necessario – si legge nella relazione del presidente della quarta commissione, Nicola Argirò, un riallineamento dei canoni regionali al livello tariffario nazionale in quanto la citata recente applicazione di 1 euro per metro cubo del canone regionale sull’acqua emunta rischia di fatto di mettere seriamente in difficoltà, rispetto alle situazioni riscontrate nelle altre regioni, il settore degli stabilimenti di produzione di acqua minerale nella regione”.
Uno sconto che non è andato giù al capogruppo di Rifondazione, Maurizio Acerbo, che ha annunciato un referendum popolare regionale sulla vicenda.
“Il progetto di legge delle acque, fatto nella precedente legislatura – ha dichirato Acerbo – prevedeva che le aziende, che finora non hanno versato nemmeno una lira, pagassero 1 euro ogni mille litri di acqua emunta (prelevata). La lobby delle acque minerale si è attivata minacciando licenziamenti”.
“Oggi si vota una norma che prevede pagamento 0,30 cent ogni mille litri di acqua imbottigliata. Se le cose stanno così proporremo un referendum popolare. Ovviamente faremo pacchetto misure per la tutela delle acque, ma il referendum sarà il primo. Oggi una vecchietta abruzzese paga la più alta tassazione d’Italia, non possiamo pagare piani sociali e facciamo un regalo del genere alle aziende delle acque minerali? In un momento del genere dovevamo chiedere di pagare 3 euro, non un uno”.
ANCHE IN REGIONE NASCE IL GRUPPO DEI FINIANI
L’AQUILA – Anche nel Consiglio regionale abruzzese si è sancita ufficialmente la spaccatura del movimento dei finiani con il Popolo della libertà, con la costituzione del gruppo dei seguaci del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Il Pdl perde due consiglieri (per ora), ma incassa il rientro di Giuseppe Tagliente, che chiude con la lista di elezione Rialzati Abruzzo.
“Abbiamo ratificato il gruppo di Futuro e libertà per l’Italia – ha dichiarato il consigliere Emilio Nasuti – e giovedì ci sarà la conferenza stampa di presentazione del gruppo consiliare di Fli. Come a livello nazionale, anche a livello locale il movimento non sarà in contrapposizione alla coalizione di governo, della quale saremo parte integrante insieme a Pdl e Mpa”.
Assente per motivi istituzionali il presidente Gianni Chiodi (convocato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti), i lavori sono iniziati attorno alle 12, prima di una sospensione di circa una mezz’ora.
“Esiste un patto fatto con gli elettori da rispettare – ha ricordato Nasuti – e tante questioni ancora da affrontare, dalle riforme, come quella dei consorzi industriali e dell’Ater, alla soluzione delle problematiche legate al mondo del lavoro e dei giovani”.
“Saremo leali con il presidente Chiodi come lo siamo stati in questo anno e mezzo di lavoro – ha assicurato Nasuti – ma faremo da pungolo per mantenere gli impegni presi con gli elettori. Per il momento il gruppo è composto da me e dall’assessore Alfredo Castiglione, giovedì nel corso della conferenza stampa di presentazione presenteremo gli altri ingressi”.
Tra le ipotesi di adesione a Fli c’è quella del consigliere Pdl, Berardo Rabbuffo, che sembra “ci stia ancora pensando”, anche se il passaggio sembra ormai certo, mentre Daniela Stati ha smentito (almeno per il momento) ogni ipotesi di accostamento al movimento finiano. Smentisce ogni voce di passaggio a Fli, invece, un altro consigliere Pdl, Luigi De Fanis
Con la formalizzazione del nuovo gruppo consiliare, Nasuti, che ne diventerebbe capogruppo, dovrebbe abbandonare la presidenza della commissione Bilancio per incompatibilità con il nuovo ruolo all’Emiciclo. La formalizzazione della costituzione del gruppo avverrà nel prossimo Consigli regionale.
TAGLIENTE NEL PDL: ”BISOGNO DI BIPOLARISMO”
L’AQUILA – “Un contributo alla chiarezza e un atto di responsabile fiducia nei confronti del Popolo della libertà, in un momento di oggettiva confusione e di sconsiderato attacco alla politica bipolare di cui questo Paese e questa Regione hanno bisogno e necessità per crescere”.
Così Giuseppe Tagliente ha definito la decisione, anticipata già prima dell’estate, di entrare a far parte del gruppo consiliare del Pdl e di considerare chiusa l’esperienza nel gruppo di Rialzati Abruzzo.
Dal canto suo Gianfranco Giuliante, capogruppo Pdl all’Emiciclo, ha voluto ringraziare, anche a nome del presidente Gianni Chiodi e degli altri consiglieri regionali del centrodestra, il collega Tagliente per la decisione assunta, che “gratifica il gruppo di un apporto prezioso in termini di competenza ed esperienza”.
SCLOCCO (PD) AL QUESTION TIME SU EX COFA
Si è aperto con il question time della consigliera regionale Marinella Sclocco sull’ex Cofa la seduta pomeridiana dl consiglio regionale di oggi. Due le domande. Di chi è la competenza e l’onere di bonificare e a che punto sono le trattative per la vendita. All’interrogazione risponde l’assessore Carpineta la quale informa che l’area è ancora oggi della Regione Abruzzo,in comodato d’uso al Comune di Pescara, e per quanto riguarda la bonifica la Regione stessa attende l’esito dei sopralluoghi della Asl, per meglio comprendere la attuali condizioni di sicurezza sanitaria dell’intera area.
“In ogni caso l’assessore ha dichiarato che ad oggi non risulta pervenuto in Regione alcun atto formale della riconsegna dell’immobile da parte del Comune di Pescara, smentendo così le dichiarazioni dell’assessore comunale Seccia – ha dichiarato la Sclocco – le strade che si potranno percorrere per procedere alla vendita dell’ex Cofa sono, l’asta pubblica da una parte e la vendita ad altro ente che manifesti un progetto di riqualificazione e di interesse pubblico dall’altra”.
“Non sono soddisfatta della risposta – afferma la Sclocco – non mi è ancora chiaro se il bene è tornato o no a disposizione della Regione Abruzzo,e quindi se i famosi 300 mila euro messi a disposizione da Masci per la bonifica saranno davvero messi in campo per il benessere dei cittadini della zona, e soprattutto di quale strumento vorrà avvalersi per la cessione dell’area, non ha chiarito se si procedrà con un’Asta Pubblica o vendita diretta ad altro Ente.
“L’assessore regionale Carpineta ha così manifestato il desiderio di monetizzare attraverso la vendita, e dunque di non avere alcuna intenzione di investire sulla una zona strategica della città.- Conclude – In ogni caso ha resa ufficiale la data dei sopralluoghi, che mi auguro sabiliscano innanzitutto l’urgenza di smantellare dall’ex Cofa ogni traccia di amianto almeno per garantire la sicurezza sanitaria della città.”
LA REPLICA DELL’ASSESSORE CARPINETA: “EX COFA NON SARA’ VENDUTA A CAMERA DI COMMERCIO”
L’AQUILA – L’assessore al Patrimonio, Federica Carpineta, illustra nel dettaglio il suo intervento al question time sull’ex Cofa.
“Il regolamento del question-time non consente di replicare in aula anche quando la dichiarazione di un consigliere lo merita. Così è stato oggi quando la consigliera Sclocco, a seguito della mia risposta sul caso ex-Cofa ha dimostrato di non aver capito o di aver capito sulla base di una sua predeterminata chiave di lettura. E’ perciò opportuno sottolineare che l’area ex-Cofa e’ di proprieta’ della Regione. Verrà venduta seguendo la strada maestra della massima trasparenza, alla quale aggiungerò un pizzico di cautela in più perchè le tante voci e le pressioni che in queste settimane le hanno probabilmente sollevate consigliano un supplemento di prudenza pur in presenza di procedure pubbliche e trasparenti”.
“Infatti l’aver agitato l’allarme sull’eternit abbinandolo a soluzioni di dismissioni lascia un ragionevole sospetto di una qualche pericolo di speculazione. Non consentirò alcuna speculazione, economica o politica che sia. E voglio anche rimarcare la disinvoltura istituzionale non del Comune di Pescara, ma di alcuni suoi consiglieri che, in assenza del Sindaco, continuano ad agitare polemiche pensando di poter utilizzare la Regione come elemento di comodo”.
“La Regione ha intenzione di vendere quell’immobile, sulla base del suo effettivo valore di mercato, cercando di ottenere attraverso un avviso ad evidenza pubblica, il massimo possibile a vantaggio della comunità abruzzese che ne è proprietaria. Ma questo non esclude che sia anche pronta ad accogliere, sempre nell’interesse pubblico e con procedure di massima trasparenza, proposte di acquisto da parte di amministrazioni o enti pubblici”.
“La Regione Abruzzo, quindi, è certamente aperta e ben disponibile ad accogliere proposte di elevato livello qualitativo, come ho già detto, di vera eccellenza, che concretizzino progetti di rilevante ed indiscusso interesse pubblico per tutta la Regione e per la Città di Pescara, compresa quella che dovesse venire dalla locale Camera di Commercio, la quale l’ha annunciata ma non l’ha presentata”.
“Questo non significa affatto, come capziosamente ha voluto intendere la consigliera Sclocco, che la Regione venderà alla Camera di Commercio di Pescara. Il 12 ottobre sapremo se la Asl di Pescara ci darà prescrizioni per la sistemazione dell’eternit. Faremo quello che ci verrà chiesto. Rientreremo in possesso dell’immobile. Procederemo a fare le scelte più trasparenti per l’eventuale vendita dello stesso immobile e seguiremo unicamente l’interesse pubblico, quello che coincide esattamente con l’interesse dei Cittadini Abruzzesi che abbiamo l’onore di amministrare”.
CONSIGLIO SCIOLTO PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE
La seduta ordinaria e quella dedicata al question time del Consiglio regionale d’Abruzzo si sono concluse con un nulla di fatto. La riunione ordinaria è stata sciolta per mancanza del numero legale, essendo pochi i consiglieri di maggioranza. Al momento dell’interruzione non era stato approvato alcun provvedimento tra i numerosi iscritti all’ordine del giorno.
Nel corso del question time i rappresentanti della maggioranza di centrodestra hanno risposto a cinque dei dieci quesiti posti. Di fronte all’evidente improduttività del Consiglio sono esplose le opposizioni di centrosinistra. Il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, ha parlato di “chiara dimostrazione di una maggioranza che non c’é più, impegnata in tutte altre faccende e non a preoccuparsi del bene degli abruzzesi”.
“A nulla vale la giustificazione dell’assenza di alcuni assessori impegnati a Roma: il dato non è del tutto veritiero, perché l’assessore Masci, ad esempio, è assente dal Consiglio perché intervenuto all’inaugurazione di una struttura sportiva che ha visto la presenza del calciatore del Milan Ronaldinho”. “Chiodi ci deve dire – ha concluso l’esponente dell’opposizione – se vuole continuare a trascinare la Regione in questo baratro”.
PRC E PDCI, ATTACCO A MAGGIORANZA E PARTITO DEMOCRATICO
L’AQUILA – “La maggioranza di centrodestra è affondata oggi sulla norma che prevede la riduzione di un canone che ancora non ha pagato nessuno. La mancanza del numero legale ha determinato lo scioglimento della seduta.Segno della fondatezza della nostra battaglia ostruzionistica nonchè dello sfaldamento di una maggioranza allo sbando”. Ad affermarlo sono il capogruppo di Prc in Regione Maurizio Acerbo ed il collega del Pdci Antonio Saia.
“Riteniamo vergognoso che la maggioranza di centrodestra, con il sostegno del PD, proponga di tagliare un canone per i concessionari di acque minerali introdotto all’inizio dell’anno. Da sempre l’acqua bene comune viene regalata alle imprese che realizzano profitti stratosferici commercializzando le acque in bottiglia”.
“Si tratta di un’autentica truffa che Rifondazione e i movimenti per l’acqua denunciano da anni. Finalmente la Regione Abruzzo si era dotata di una norma decente e immediatamente si fa marcia indietro. Riteniamo assai poco riformista l’atteggiamento del PD che durante la giunta Del Turco impedì l’adozione del provvedimento e ora sostiene la proposta del centrodestra e riteniamo sbagliato e corporativo l’atteggiamento dei sindacati che si sono prestati a questa operazione ingiustificabile”.
“Non ci convincono gli argomenti con cui si passa da un canone di 1 euro per mille litri di aqcqua emunta a 0,30 per mille litri di acqua imbottigliata.
Dicono che altrimentio le imprese che operano in Abruzzo perderebbero competitività rispetto a regioni che colpevolmente evitano di far pagare i signori del business dell’acqua”.
“Dimenticano che vi sono però altre regioni che si fanno pagare anche più di quanto preveda il canone abruzzese. Quella del centrodestra è una scelta di cedimento a pressioni lobbistiche inammissibili nel momento in cui i cittadini avbruzzesi sono i più tartassati d’Italia per le altissime aliquote IRPEF ecc.”.
“Rinunciare a un cospicuo introito mentre la Giunta dichiara che non ci sono soldi per il sociale, i disabili, i precari della scuola, ecc. è un’offesa.
E’ incredibile la logica per cui si tassano i poveri e i comuni cittadini, menmtre si continuano a fare regali ai ricchi. Senza contare che l’impatto ambientale e economico dello smaltimento dell’immensa quantità di bottiglie di plastica immesse sul mercato dalle aziende dell’acqua ricade sulla comunità e lo pagano tutti i cittadini con la TARSU. Per questo oggi abbiamo fatto ostruzionismo in aula e domani, in caso di approvazione di questa “porcata”, ci faremo promotori di un referendum regionale”.
COSTANTINI (IDV): “MAGGIORANZA SI SCIOGLIE COME NEVE AL SOLE”
L’AQUILA – “Tre richieste consecutive di verifica del numero legale del capogruppo IdV Carlo Costantini e la maggioranza si squaglia come neve al sole. Neppure l’importanza degli argomenti posti all’ordine del giorno, tra cui le due Commissioni speciali sul terremoto e su Abruzzo Engineering, è bastata a tenere unita una coalizione che, dalla testa ai piedi, fa solo danni alla Regione”. Lo ha dichiarato il capogruppo Idv Carlo Costantini.
“E persino i documenti obbligatori per legge, come il Dpefr, scaduto dal 30 giugno, non vengono presenti all’esame dell’Aula E’ ormai evidente a tutti che la guerra per bande interna al PdL ha definitivamente preso il sopravvento sugli interessi degli abruzzesi Speriamo che, insieme a Berlusconi, se ne vadano al più presto”.





