L’AQUILA – “Se si dovesse votare a marzo 2014 per il rinnovo del Parlamento è molto probabile che si voti anche per le Regionali”.

Ad annunciare ad AbruzzoWeb il possibile anticipo della data del prossimo voto in Abruzzo, fissata per maggio del prossimo anno in concomitanza con le Europee, è il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che puntualizza l’esigenza di un unico election day che comprenda anche il rinnovo del Consiglio regionale.
 
“La probabilità che coincidano è molto alta, anche alla luce dell’odierno quadro governativo – sottolinea – In base alla normativa attuale che evita gli sprechi di denaro pubblico dobbiamo perseguire l’obiettivo dell’unico giorno di elezioni. Ha poca importanza se siano quelle Europee o quelle nazionali a sovrapporsi alle Regionali”.
 
A dispetto di questa previsione, oggi nella seduta pomeridiana l’aula ha bocciato una risoluzione dell’opposizione (Pd, Sel, Prc, Pdci, Verdi, Idv) che chiedeva che le elezioni venissero fissate entro e non oltre il termine previsto dalla legge elettorale, ovvero il 14 marzo.
 
Approvata invece, tra le polemiche, un’altra risoluzione, presentata dalla maggioranza, in cui si chiede al presidente Chiodi di fissare la data delle elezioni regionali in coincidenza con le Europee di maggio.
 
In relazione alla situazione politica nazionale, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, si dice favorevole a un rapido ritorno alle urne, se questo esecutivo non dovesse riuscire a fare riforme “per efficientare l’architettura istituzionale senza ulteriori divisioni. Solo in questo caso tutto ha un senso – precisa – altrimenti sarebbe solo tempo perso per il Paese e si dovrebbe tornare al voto”. 
 
Chiodi ribadisce la coesione del centrodestra regionale, allontanando così l’ipotesi di un riverbero a livello locale delle ultime spaccature interne a Forza Italia, dopo l’annuncio da parte di Silvio Berlusconi delle dimissioni dei ministri del Pdl, non seguito a spada tratta da tutti.
 
“In Abruzzo siamo molto uniti – conferma il governatore – Lo abbiamo dimostrato anche con scelte non immediatamente popolari. Abbiamo fatto delle Finanziarie in cui la maggioranza  è stata straordinariamente coesa. Siamo legati anche da rapporti forti da punto di vista personale”.
 
Di diverso avviso Camillo D’Aessandro, capogruppo del Partito democratico a palazzo dell’Emiciclo che specifica: “La situazione nazionale del centrodestra avrà ripercussioni anche a livello abruzzese. Io non vedo tanti campioni di coraggio in giro tra gli esponenti del Pdl abruzzese – attacca – la maggioranza tornerà con il cappello in mano sotto l’ala di Berlusconi, qualcuno tenterà la riedizione dell’ex Alleanza nazionale, qualcuno altro, seguendo Gaetano Quagliariello cercherà di dare vita ad altro”, in riferimento al ministro per le Riforme costituzionali, napoletano d’origine ma abruzzese d’elezione.
 
Un indebolimento del centrodestra abruzzese ormai “evidente”, secondo D’Alessandro che si chiede “Chiodi oggi con chi sta? Con Berlusconi? Con Quagliariello o con gli ex An?”. 
 
Sempre più probabile, anche per il capogruppo del Pd, il voto abruzzese entro il prossimo marzo: “Una maggioranza di governo appiccicata non può più andare – specifica – Se è risicata è giusto tornare al voto a marzo e in quel caso le Regionali saranno in concomitanza con le Politiche”. 
 
“Io avrei votato anche a novembre per le Regionali”, afferma il consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti, presidente della II commissione, che scongiura l’ipotesi di una scissione regionale in seno al centrodestra mentre boccia il governo Pd-Pdl.
 
“Un governo ormai al capolinea che si è trovato a non poter risolvere i problemi nazionali, dopo la frattura tra le componenti maggiori – continua – L’ultimo esempio è la mancata emanazione del decreto per la correzine dell’Iva, perché Enrico Letta si è sentito piccato di una serie di fatti politici. Non si amministra in questa maniera. Ci vuole un passaggio elettorale definitivo che scelga quale coalizione deve governare”.
 
Elezioni regionali a marzo anche per il capogruppo di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo che descrive lo scenario politico regionale in seno al centrodestra come “privo di ideali e programmi e caratterizzato da una politica nella quale prevarrà la collocazione opportunistica col più forte, data la spaccatura a livello nazionale – conclude – Basta guardare la vicenda Fini: quando gli ex An abruzzesi hanno capito che con lui non c’era più trippa per gatti sono diventati tutti berlusconiani ortodossi”.