L’AQUILA – Dopo l’interruzione della seduta ad inizio lavori, per mancanza del numero legale, a causa di assenze nelle file della maggioranza di centrodestra – secondo quanto appreso i leghisti Emiliano Di Matteo e Luca De Renzis, e il governatore di FdI, Marco Marsilio – il Consiglio regionale, riunito oggi in presenza all’Aquila, ha approvato due provvedimenti amministrativi, uno relativo al comune di Roccaraso (L’Aquila), l’altro relativo ad una variazione di bilancio dell’assemblea regionale.
Il consiglio, tornato a lavorare in una riunione ordinaria dal 18 maggio scorso, ha anche licenziato la proposta di legge nazionale istitutiva dell’Ispettorato delle Funzioni sociali elaborata dal Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e dalla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Maria Concetta Falivene.
“Voto unanime in Consiglio regionale per l’attivazione di un’indagine conoscitiva sulla situazione dei minori dati in affido nella Regione Abruzzo”, annunciano i promotori, i consiglieri di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, Mario Quaglieri e Umberto D’Annuntiis.
Il consiglio era però cominciato con il piede sbagliato per il centrodestra, andando sotto in occasione del voto ad inizio seduta per inserire all’ordine del giorno il progetto di legge, che già era stato duramente criticato dalle opposizioni, e in particolare dal capogruppo del Pd Silvio Paolucci, per il rischio di trasformarsi in aula una legge omnibus, a suon di emendamenti e sub emendamenti.
Al termine dei lavori sono insorte le opposizioni di Centrosinistra e del Movimento 5 stelle, per le quali la seduta è stata completamente improduttiva. Paolucci, ha parlato di “maggioranza alla frutta, manca il numero legale dopo settimane di assenza dei lavori”.
“Esclusa la seduta straordinaria chiesta dalle opposizioni sul corridoio Adriatico, dal 18 maggio nessuna proposta degna di tale nome è arrivata con le commissioni che sono state ferme. Il Centrodestra è interessato solo alle omnibus per distribuire soldi senza programmazione alcuna e con le procedure in deroga – attacca Paolucci -. Dopo aver messo alle spalle la parte più critica della pandemia, ci aspettiamo di tornare ad un confronto normale con il governo regionale che, purtroppo, da lento è diventato fermo, capace di programmare un percorso corretto ed situazionale sia nelle convocazioni sia nei progetti di legge. Deve finire questa storia delle sveltine con la postilla ‘ulteriori disposizioni’ ai progetti di legge, stravolgendo gli stessi con decine di emendamenti che peraltro conoscono in pochi, anche in seno alla maggioranza. Deve finire questa stireria delle sveltine e ulteriori disosizœoini stravolgendo i progetti di legge con decine di emendamenti che conoscono solo pochi neppure quelli della maggioranza”, ha concluso il dem.
Secondo i componenti dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo misto, “l’unica cosa che unisce questo governo regionale è la possibilità di spartirsi poteri e nomine per accontentare amici e referenti politici o governare attraverso leggi Omnibus, come tenteranno di fare anche stavolta, nella totale assenza di programmazione. Ma questo non equivale a fare gli interessi dei cittadini e delle cittadine abruzzesi, peraltro in un momento cruciale della vita di tutti. Noi da giorni lamentiamo procedure impresentabili per i lavori prima delle Commissioni e poi del Consiglio, praticamente fermo da mesi, se non si conta l’ultima seduta resa possibile solo da una nostra richiesta di Consiglio straordinario dedicata alle opportunità offerte dalla trasversalità”, hanno spiegato in una nota.
“Oltre a ingessare l’attività legislativa e a condizionarne la qualità, tant’è che le leggi nate da questo modus operandi sono state più volte cassate dal Governo, la latitanza si traduce anche in una brutta mancanza di rispetto del ruolo delle opposizioni, che non vengono messe in condizione né di lavorare, né di conoscere per tempo i provvedimenti che un’assemblea legislativa dovrebbe esprimere anche attraverso la dialettica politica. Questo non avviene, chi governa è sempre in preda alla resa dei conti di turno e quando non è possibile mettersi d’accordo, si dà alla fuga, com’è accaduto tante volte in Commissione e com’è successo anche oggi in Consiglio. La maggioranza è ormai ferma, in balia di se stessa e dei suoi problemi, lasciano di fatto l’Abruzzo senza guida”, ha concluso il centrosinistra.
Poi, serrate le fila, il centrodestra ha trovato i numeri.
“Esemplare atto di responsabilità politica e forte segnale di intervento incisivo a tutela dei minori è stato impresso con l’approvazione trasversale. Dobbiamo essere orgogliosi che la nostra Regione abbia generato un segnale così forte e coeso teso alla tutela dei minori. Infatti, la nostra proposta ha trovato ampio consenso anche nella Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province autonome”, ha dichiarato il presidente del Consiglio reginale Lorenzo Sospiri.
“A oggi – ha evidenziato la Garante Falivene – con tale intervento legislativo andremo a colmare una lacuna importante nel nostro sistema legislativo. Non possiamo consentire che eventuali errori di valutazione in ambito di tutela minorile siano sprovvisti di controllo. Non possiamo più ammettere alcun errore. Tale proposta di legge – ha concluso Falivene – per noi rappresenta l’inizio di un programma di riforma sistemica di legislazione nazionale a tutela dei nostri minori. Ringrazio tutti i componenti dell’Aula regionale per aver supportato questo contributo legislativo”.
Intanto, in una nota, Testa, Quaglieri e D’Annuntiis, hanno reso noto il prosieguo dell’iter circa l’attuazione dell’attività ispettiva: “Un ringraziamento va a tutti i colleghi – hanno dichiarato i tre esponenti a margine della seduta odierna dell’Assise regionale – per aver condiviso il primario obiettivo della massima tutela dei nostri minori. I bambini, infatti, sono patrimonio di tutti ed il loro futuro è nostra responsabilità. Con la votazione odierna il Consiglio regionale demanda alla V Commissione ‘Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro’ l’avvio dell’indagine, della durata di sei mesi, senza costi a carico del bilancio del Consiglio regionale, e avrà la ratio di acquisire tutti quegli elementi utili a verificare l’adeguatezza del lavoro svolto nei confronti dei più piccoli”.
“Dati certi ed aggiornati sulla gestione degli affidi in Abruzzo – ha ricordato il capogruppo Testa durante il suo intervento in aula – con riferimento agli ultimi cinque anni, distinti per tipologia di affidamento , durata, distanza dalla famiglia di origine, regime delle visite cui sono soggetti i minori, nonché i costi sostenuti, divisi per annualità e per singole fattispecie. E’ previsto, inoltre, che si abbia piena contezza degli esiti delle azioni di monitoraggio poste in essere dagli organismi atti a vigilare sul corretto comportamento delle strutture cui sono destinati i minori in affido, oltre che del personale dei servizi sociali preposti”.
I tre esponenti hanno precisato come “non si abbia alcun tipo di preconcetto nei confronti di chiunque , a vario titolo, lavori all’interno del sistema degli affidi – anzi svolgono un lavoro delicato e di grande responsabilità – ma vogliamo accertare che ogni aspetto venga affrontato secondo la legge e con tutti i criteri che la materia impone. Saremo più che felici, al termine della verifica, di attestare che in Abruzzo funzioni tutto alla perfezione ma qualora così non fosse – hanno concluso – si interverrà con fermezza a totale garanzia del benessere dei minori”.





