L’AQUILA – Pace fatta, anzi no. È durata solo dodici ore la tregua tra i tre ‘ribelli’ del centrosinistra Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri (Abruzzo civico) e Luciano Monticelli (Partito democratico) da una parte, e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e il suo fedele sottosegretario alla presidenza della giunta, Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del Pd.

Ieri si è tenuto infatti un incontro chiarificatore terminato in tarda serata. Il presidente e il sottosegretario hanno a stretto giro parlato di di esito positivo, smentiti però questa mattina dai tre ribelli.

“Un confronto leale, sincero ed approfondito”, avevano assicurato ieri notte D’Alfonso e D’Alessandro, con la fine della crisi sancita con la firma, corale, di un documento nel quale si parla di “confronto leale, sincero ed approfondito”, di “condivisione dei risultati postivi raggiunti”, di necessità di “dare nuovo impulso all’attività amministrativa anche attraverso al metodo del confronto”.

Tutto ciò dopo che i tre esponenti del centrosinistra, marinando riunioni di commissioni e di consiglio, lamentando scarsa partecipazione e condivisione delle scelte, avevano privato il centrosinistra dei numeri per approvare importanti provvedimenti, come il riordino delle province e l’assegnazione di contributi alle associazioni culturali, a partire dalla Istituzione sinfonica abruzzese (Isa), in crisi finanziaria e costretta a bloccare l’attività concertistica.

Questa mattina invece il colpo di scena: Gerosolimo, Olivieri e Monticelli smentiscono questa ricostruzione ottimistica, e con una nota precisano che il percorso è ancora lungo,  e che “l’incontro di ieri sera pur essendo stato leale e serrato, non ha ancora sortito gli effetti auspicati”.

E i tre oggi hanno incontrato, come annunciato la scorsa settimana, le associazioni culturali abruzzesi, quasi a rimarcare la loro contrarietà al finanziamento alla sola Istituzione sinfonica abruzzese, uno di motivi di maggiore attrito.

Non a caso i tre in una nota sottolineano la necessità di garantire a tutte le associazioni e istituzioni culturali abruzzesi parità di trattamento. Inviando poi una seconda versione del comunicato stampa in cui si aggiunge che “l’impegno che chiederemo al Presidente sulla cultura è quello di stabilire un metodo per far sì che tutte le associazioni del territorio regionale vengano tenute in debita considerazione e trattate allo stesso modo”.

“E’ indispensabile – scrivono invece nella nota congiunta a commento dellì’incontro con D’Alfonso e D’Alessandro – un nuovo impulso all’attività regionale attraverso il metodo del confronto, che sino ad oggi è mancato, e l’apertura di una vera e propria fase 2 del governo D’Alfonso”.

Insomma il messaggio alla maggioranza è chiaro: non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

“Il percorso che noi abbiamo delineato – precisano infatti i tre – è un percorso lungo ma chiaro, che passa attraverso la condivisione delle politiche di programmazione sulla sanità, sulla cultura, sul lavoro e su altri temi strategici dell’agenda regionale”, e dunque pur apprezzando” l’apertura dimostrata dal Governatore nell’incontro di ieri, ora alle parole devono seguire necessariamente i fatti”. “Solo allora potremmo dichiararci soddisfatti”, concludono i tre ribelli.

Parole di tenore ben diverso rispetto a quelle di D’Alfonso e D’Alessandro di ieri sera.

“Dopo aver riconosciuto e condiviso i risultati raggiunti – era stato il loro commento sull’esito dell’incontro – si è evidenziata la necessità di dare un nuovo impulso all’attività amministrativa, anche attraverso il metodo del confronto”, parlando di riunione “svolta in un clima di cordialità e che si è orientata ad entrare nel merito dei problemi non perdendo mai di vista il riferimento con la finanza pubblica, come purtroppo successo finora con un consiglio ‘sbracato’ che ha prodotto 530 milioni di debito”.

“Oggi – avevano aggiunto – abbiamo avuto un incontro cordiale, fruttuoso e capace di essere basamento per 47 mesi di conciliabile lavoro”.

D’Alessandro aveva infine espresso soddisfazione per un “risultato positivo del confronto ci fa ben sperare di poter riformare l’Abruzzo, come previsto nel nostro programma elettorale”.

Gerosolimo, Olivieri e Monticelli hanno come detto incontrato i rappresentanti  delle principali associazioni culturali in ambito musicale ed artistico, tra cui le associazioni  aderenti alla Rete Cultura Abruzzo e l’Istituto Braga di Teramo, con le quali sono stati affrontati temi sulla salvaguardia della cultura della nostra regione.

“Tutte le realtà culturali sedute al tavolo – spiegano i tre – hanno coralmente espresso l’esigenza di una maggiore attenzione da parte della Regione sui temi della cultura e del sostegno ad essa. L’impegno che chiederemo al Presidente sulla cultura è quello di stabilire un metodo per far sì che tutte le associazioni del territorio regionale vengano tenute in debita considerazione e trattate allo stesso modo”.

Un chiaro riferimento al finanziamento ancora in sospeso, proprio a causa della defezione dei ribelli, a favore della sola Istituzione sinfonica abruzzese.(f.t.)

IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO IERI