L’AQUILA – Ancora confusione e spaccature interne in Confindustria L’Aquila, dilaniata da tempo da tempo da profonde lacerazioni sulle scelte attuali e future dell’associazione di categoria, mentre si solleva un vento di polemiche contro l’attuale presidente, Marco Fracassi, imprenditore di Avezzano nel campo della produzione di materie plastiche, etichettato come “mister poltrone”, poiché detiene cinque cariche in società partecipate o enti riconducibili al mondo degli industriali.
AbruzzoWeb avrebbe voluto chiarimenti sulla situazione di Confindustria dallo stesso presidente, che, contattato telefonicamente, dopo aver assicurato che avrebbe richiamato, per due giorni non ha più risposto al telefono.
“Adesso sono occupato con delle persone, richiamo io”, aveva detto a questo giornale. Un segnale che conferma il clima di tensione all’interno dell’associazione di categoria, ente privato ma dalla grande implicazione pubblica di cui Fracassi non vuole parlare.
In particolare, la vicenda potrebbe sfociare in un documento di sfiducia che costringerebbe il presidente ad abbandonare l’incarico principale, prima della scadenza naturale del mandato fissata nel prossimo mese di dicembre.
Attualmente, l’imprenditore marsicano, oltre ad essere presidente di Confindustria è anche presidente della Osa Srl, società partecipata, che ha come scopo la consulenza aziendale e l’organizzazione di eventi: il sodalizio è interessato da un controllo della Guardia di Finanza, probabilmente innescata da rilevi legati al duro scontro in atto.
Fracassi è anche presidente di Italconfidi Teramo, partecipata da Confindustria L’Aquila, poi presidente di Unica Energia, società nel campo dell’intermediazione energetica, ed infine vice presidente della Camera di Commercio della provincia dell’Aquila. Il paradosso che viene evidenziato da critici e detrattori è che il numero uno di Confindustria, anche quando da gennaio prossimo, dovrà lasciare l’incarico al termine del mandato di 4 anni, non prorogabile, per gli anni successivi, sarà in sella per quanto riguarda gli altri quattro ruoli, alcuni dei quali remunerati.
Fracassi, nei mesi scorsi, ha tentato una strategia poter rimanere in carica altri quattro anni come presidente dell’associazione L’Aquila-Teramo, nell’ambito dell’accordo di fusione, attualmente fermo al palo nonostante l’approvazione di qualche mese fa, fatto lo scorso anno insieme all’allora direttore, Carlo Imperatore.
Un’intesa saltata dopo il defenestrato da Confindustria, per un presunto dossier, peraltro mai emerso, dello stesso ormai ex direttore, un tempo molto vicino a Fracassi.
La vicenda ha causato una lite giudiziaria con Imperatore che ha chiesto un corposo risarcimento all’associazione e, in solido, allo stesso Fracassi: tutto ciò dopo aver rifiutato una proposta di transazione di 100 mila euro.





