L’AQUILA – È un messaggio di auguri natalizi carico di speranza per il futuro e, al contempo, intriso di amarezza per le difficoltà riscontrate dal mondo dell’imprenditoria abruzzese quello diffuso dal presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci.

Oltre ai problemi legati alla congiunutra nazionale ed internazionale Angelucci, senza mezzi termini, sferra un attacco nemmeno troppo velato all’intera classe politica regionale, rea, a suo dire, di complicare ulteriormente le cose a causa di “contrapposizioni anacronistiche e interessi di parte”.

Angelucci richiama l’attenzione delle politica tutta, senza distinzioni tra maggioranza ed opposizioni, ad un maggiore senso di responsabilità per affrontare due questioni nodali per il rilancio della regione: il cosiddetto “Patto per l’Abruzzo” e l’azione di pressione sul Governo Centrale per il riconoscimento delle criticità presenti nei territori attraverso il riconoscimento di una “Vertenza Abruzzo”.

Federalismo fiscale e debito sanitario, inoltre, rappresentano per il numero uno degli industriali abruzzesi una spada di Damocle con cui imprese ad aziende non possono evitare di fare i conti.

Per questo, oltre al messaggio con gli auguri di Natale inviato a tutti gli iscritti, Angelucci ha scritto una seconda lettera inviata alla “politica regionale”, indirizzata a esponenti della Giunta regionale e ai consiglieri “di maggioranza e minoranza”.

IL TESTO DEL MESSAGGIO AUGURALE AGLI IMPRENDITORI ABRUZZESI

Con il 2010 è passato un altro anno di grande difficoltà, un anno da dimenticare  in cui la crisi globale che ha colpito il sistema finanziario ed economico ha fatto sentire tutti i suoi effetti drammatici anche sul mondo produttivo, soprattutto nella nostra regione.

Mentre a livello nazionale si sta scontando pesantemente una situazione di forte instabilità istituzionale, a livello regionale, la situazione, infatti, è veramente difficile. L’Abruzzo dopo anni di mancata crescita, è la Regione che in quest’ultimo biennio ha conseguito sia sul piano occupazionale che su quello della produzione (Pil) la peggiore performance fra tutte le regioni italiane.

Le nostre Imprese, da parte  loro stanno cercando di reagire dando il massimo e stanno investendo in nuove strategie, in innovazione e in competenze: ma hanno bisogno di risposte certe e di un contesto più favorevole.
L’obiettivo, è quello di far crescere la produttività, che in Italia è molto più bassa rispetto a quella degli altri paresi industrializzati, anche migliorando la flessibilità nell’organizzazione del lavoro.
Ma la politica ancora non  sta dando il giusto aiuto a queste forze vitali della regione, così come sarebbe necessario, ancora troppo presa da contrapposizioni anacronistiche e interessi di parte.

E’ per questo che Confindustria Abruzzo, congiuntamente a tutte le altre parti sociali, ha posto come impegni prioritari dell’agenda politica ed istituzionale due temi:  l’avvio di un Patto per l’Abruzzo che veda impegnati tutti (parti sociali, maggioranza e opposizione) in modo costruttivo e responsabile alla soluzione dei problemi che gravano sulla regione; l’avvio di un confronto con il Governo nazionale volto ad aprire di fatto una “Vertenza Abruzzo” che evidenzi la complessità della situazione abruzzese e la conseguente necessità di iniziative politiche ed economiche ad hoc a sostegno della regione.

Con riferimento al primo tema il Consiglio regionale, nella seduta del 15 dicembre scorso,  ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che ha recepito la necessità di una intesa istituzionale sui temi essenziali per lo sviluppo della nostra regione.

E’un risultato veramente “storico”, in cui la politica, maggioranza e opposizione, ha dato un primo segnale importante di maturità e responsabilità.

Si tratta ora di dare seguito a tale risoluzione con fatti e azioni conseguenti.
Con la Vertenza Abruzzo, invece, si vuole porre sul tappeto la situazione regionale in tutta la sua complessità  e chiedere l’immediata messa in campo non tanto di misure straordinarie, che l’Italia forse non può più permettersi, quanto di quei provvedimenti già deliberati e promessi a vari livelli e ancora mai resi operativi: sblocco fondi FAS, APQ infrastrutture, master plan e fondi terremoto, zona franca urbana per L’Aquila terremotata e altro.

In particolare, con riferimento al sisma l’anno che verrà dovrà mettere la parola fine alla vicenda, costruendo con certezza tutti i presupposti necessari alla soluzione delle varie questioni che gravano drammaticamente sui territori colpiti. Quello di L’Aquila  e di tutto il cratere sismico è un problema che va risolto e chiuso subito, in modo consono ad un Paese moderno e civile e, invece, continua a trovare ingiustificati ostacoli e ritardi come, ad esempio, sta accadendo per la concreta attivazione della promessa Zona Franca Urbana di L’Aquila, o con la mancata definizione dei termini e dei modi della restituzione delle tasse sospese all’indomani del sisma.

A queste materie citate in via semplificativa, sicuramente vanno aggiunte altre due criticità.

La prima riguarda gli effetti del federalismo su una regione che quale ulteriore fattore aggravante presenta anche quello della scarsa dimensione demografica, con tutte le conseguenze immaginabili nel momento in cui devono essere garantiti comunque servizi essenziali e non rinunciabili.

La seconda e principale criticità riguarda proprio la più volte richiamata questione sanitaria che da anni grava pesantemente sul bilancio regionale non permettendo più nessun intervento, in termini di allocazione di risorse, a favore dei settori produttivi; anzi, da ormai cinque anni imprese e cittadini subiscono pesantemente l’aggravio fiscale per il risanamento.
E non basta. Nonostante gli indubbi sforzi che la Regione (il Commissario) sta producendo per ridurre il debito, da ultimo si è andato ad aggiungere un ulteriore “buco” di 360 milioni.

Il Governo regionale e la politica tutta, con grande senso di responsabilità e coesione richiesti dalla drammaticità della situazione, dovranno quindi mettere in campo subito tutti i provvedimenti necessari per sostenere il sistema produttivo e sociale in tutte le sue articolazioni occupazionali e settoriali; Industria, Agricoltura, Commercio, Cooperazione, Turismo, Servizi.

Parliamo, in particolare, di questioni da tempo sollecitate ma ancora non risolte: accesso al credito, politiche del lavoro e industriali adeguate alla crisi in atto (quale politica ad esempio per la grande industria in Abruzzo?), semplificazione amministrativa, riforme strutturali qualificate in campo economico (Consorzi industriali, riforma enti strumentali trasporti, energia, ambiente).

Lo stesso bilancio per l’anno 2011, attualmente in discussione dovrà prevedere assolutamente l’allocazione di risorse a favore dei settori produttivi quale premessa necessaria per la ripresa economica.

È necessario quindi affrontare senza più rinvii e con urgenza, con un crono programma che tracci tempi e modalità degli interventi, le criticità che vincolano la crescita del territorio e limitano l’asset competitivo delle imprese. Cosa fare, come farlo e in che tempi: questo è l’imperativo che le parti sociali chiedono alla politica e alle Istituzioni; questo è l’imperativo che da troppo tempo non trova risposte.

Il Patto per l’Abruzzo, con il coinvolgimento di tutti i principali attori della società, dalle Istituzioni politiche e culturali a quelle finanziarie, economiche e sociali, dovrà lavorare per questo.
L’Abruzzo, ne ha veramente bisogno e deve essere chiaro che gli imprenditori non sono più disposti a tollerare ulteriori ritardi e inadempienze.

Come Imprenditore non posso che sperare ed augurare che, comunque, il nostro sistema -Italiano e abruzzese-  ancora una volta riuscirà dare il meglio di sé e, come sempre, le nostre imprese svolgeranno un ruolo decisivo e trainante.

Con questo auspicio e questa certezza, Voglio formulare a tutte le imprese abruzzesi, agli imprenditori, a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, i migliori auguri per le prossime festività   e per 2011 sereno e ricco di successi.

LA LETTERA ALLA POLITICA DI ANGELUCCI

l’anno passato è stato un altro anno da archiviare come tra i più difficili, in cui la crisi globale che ha colpito il sistema finanziario ed economico ha fatto sentire tutti i suoi effetti drammatici anche sul mondo produttivo, soprattutto nella nostra regione.

Le nostre imprese, da parte loro stanno mettendo in campo tutte le loro energie investendo in competenze e innovazione per sostenete tale situazione, ma necessitano di un sostegno che la politica stenta colpevolmente a dare, ritardando le riforme e i provvedimenti da tempo richiesti e sollecitati dal mondo che produce e che lavora.

E’ per questo che Confindustria Abruzzo, congiuntamente a tutte le altre parti sociali, ha posto come impegni prioritari dell’agenda politica ed istituzionale due temi: l’avvio di un Patto per l’Abruzzo che veda impegnati tutti (parti sociali, maggioranza e opposizion) in modo costruttivo e responsabile alla soluzione dei problemi che gravano sulla regione; l’avvio di un confronto con il Governo nazionale volto ad aprire di fatto una “Vertenza Abruzzo” che evidenzi la complessità della situazione abruzzese e la conseguente necessità di iniziative politiche ed economiche ad hoc a sostegno della regione.

Con riferimento al primo tema va dato atto alla “Politica” regionale di un risultato veramente importante e apprezzabile nel momento in cui il Consiglio regionale, nella seduta del 15 dicembre scorso,  ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che ha recepito la necessità di una intesa istituzionale sui temi essenziali per lo sviluppo della nostra regione.
Si tratta ora, però,  di dare seguito a tale risoluzione con fatti e azioni conseguenti.

Al riguardo, un primo immediato passo fondamentale, dovrà riguardare l’impegno a reperire risorse da destinare alle attività produttive già nel bilancio 2011 della Regione Abruzzo.

Si tratta di una premessa indispensabile per la ripresa economica e un segnale importante per chi lavora e produce.

Al riguardo, credo doveroso anche dare un giusto riconoscimento anche a quelle forze politiche che si stanno esprimendo  in tal senso accogliendo le nostre richieste e sollecitazioni volte al rigore, al taglio della spesa improduttiva, alla riforma degli enti strumentali, alla vendita degli immobili.

Voglio auspicare, pertanto, che fin dalla predisposizione del bilanci regionale per l’anno 2011, Governo regionale e tutte le espressioni di maggioranza e minoranza della politica abruzzese, vogliano adoperarsi in uno sforzo comune di responsabilità e coesione finalizzato a dare vero sostegno all’economia, agli investimenti, all’accesso al credito e, quindi, all’occupazione,

Con tale speranza rinnovo a tutti Voi i migliori auguri per le prossime Festività e per un 2011 più proficuo per l’intero Abruzzo.