L’AQUILA – “Il 15 aprile 2009 la nostra sede erano due camper donati dalla Toscana, e il 28 luglio dello stesso anno avevamo già presentato il progetto per una nuova struttura”.
Lo ha detto oggi il Presidente Confcommercio della provincia dell’Aquila, Roberto Donatelli – in occasione dell’inaugurazione della nuova sede, al terminal bus “Lorenzo Natali” dell’Aquila.
L’incontro è iniziato con un commovente video sulle immagini più tragiche delle ferite causate dal sisma del 6 aprile 2009, che ha distrutto anche la sede della Confcommercio L’Aquila, al centro della città.
“Ora siamo qui nella nuova struttura – ha dichiarato Donatelli – e per questo dobbiamo ringraziare la sede Nazionale, che sin dai primi giorni si è messa a disposizione, e anche delegazioni di Alba (Cuneo), Cervia (Ravenna) e Milano”.
“Abbiamo fatto tanto ma c’è ancora molto da fare – ha affermato Renato Borghi, vice presidente della Confcommercio nazionale – e il prossimo obiettivo è quello di tornare al più presto al centro dell’Aquila, dove erano radicate le nostre attività che hanno fatto la storia della città”.
Ma il primo passo importante, che sta a cuore a tutti, è aiutare i commercianti, quelli che con il sisma hanno perso un lavoro, un reddito. “Ecco perché – ha spiegato Borghi – abbiamo ottenuto una delibera per accorciare i tempi burocratici affinché molti negozi del centro ottengano l’agibilità parziale e ricomincino a lavorare, e soprattutto a ridare vita alla città”.
La promessa di tutti è quella di continuare ad impegnarsi perché, come ha detto Celso Cioni, direttore della Confcommercio L’Aquila, “c’è ancora tanto da fare, e ci vorrà ancora molto prima che la nostra sede torni in centro”.
Al termine dell’inaugurazione, benedetta da Padre Candido, Cioni ha regalato alle rappresentanze di Alba, Cervia e Milano, una pietra che rappresenta il rosone della facciata della Basilica di Collemaggio “per ringraziarli di tutto ciò che hanno fatto per noi e per la nostra città in questi 18 mesi”.
Commossi gli ospiti che hanno apprezzato il dono, anche con le lacrime agli occhi, dicendo: “Continueremo ad essere presenti, perché non è mai abbastanza”.



