L’AQUILA – Una lettera al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca in cui vengono elencate criticità e problemi riscontrate durante le preselezioni del concorsone, che porterà all’assunzione di trecento persone da impiegare con contratto a tempo indeterminato in uffici ed enti per la ricostruzione.

A scriverla una lavoratrice “precaria della Provincia dell’Aquila” che ripercorre diverse tappe della vicenda che hanno animato le cronache dei media nei giorni scorsi.

Dai controlli blandi all’entrata nel padiglione fieristico al pasticcio dei libri dei quiz che i concorrenti avevano ancor prima di sedersi al banco per sostenere le preselezioni.

“Detto sistema ha inevitabilmente pregiudicato l’esclusione di concorrenti, sicuramente più meritevoli, ai quali è stato arrecato un danno di cui non si può non tener conto” è scritto nella missiva.

E proprio per chiarire ogni dubbio sulle dinamiche riportate anche nella lettera nei prossimi giorni, come annunciato ieri dall’assessore regionale Gianfranco Giuliante, precari e candidati presenteranno due esposti alla Procura della Repubblica dell’Aquila.

IL TESTO DELLA LETTERA

Vorremmo sottoporre alla vostra cortese attenzione quanto accaduto durante le prove di preselezione nel Concorso Ripam  Abruzzo, avendo partecipato a diversi profili messi a concorso.

Riteniamo doveroso farvi presente quanto di seguito esposto.

Procedura adottata dal Centro Formez

Autorizzati ad entrare nei varchi con borse, zaini e troller aperti e/o chiusi senza alcun tipo di ispezione;

Registrati tramite ricevuta di iscrizione stampata dal sistema step-one; indirizzati dalla vigilanza, circa 70 unità, a prendere posto nei banchi; su ogni postazione era collocato il volume dei test contenente i 4000 quesiti della banca dati Formez, oggetto della prova, rinumerati secondo un ordine diverso da quello dichiarato in pubblicazione; i testi di colore azzurro, incellofanati con semplice carta trasparente, uguali in tutte le 14 preselezioni (sia per numerazione che per gradazione di colore), mancanti di una data di pubblicazione, recitano di: non aprire prima dell’inizio della prova; riconsegnarlo terminata la prova.

Le disposizioni prevedono che l’eventuale sottrazione del testo se rinvenuta dalla vigilanza comporti la sola esclusione dal concorso; dopo la chiusura dei varchi di accesso, il Responsabile Ripam Rosario Maiorano presenta le istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva; concluse le operazioni di estrazione si procede alla distribuzione del foglio a lettura ottica e del modulo contenente le 70 domande estratte; la prova dura 45 minuti e intanto la vigilanza scorre tra i circa  2000 – 3000 banchi; terminata la prova, venivano ritirate dagli addetti le buste bianche contenenti il foglio a lettura ottica elaborato, non contrassegnato da codici a barre ma accompagnato da una busta più piccola contenente il cartellino anagrafico; contestualmente non venivano ritirati i testi ma lasciati su tutti i banchi, compresi quelli ancora incellofanati; terminata la procedura di ritiro degli elaborati, la Commissione Interministeriale Ripam non dispone la riconsegna del testo ma autorizza il deflusso dei candidati dai 4 – 5 varchi, sparsi lungo il perimetro dello stabilimento e carenti se non nulli di obbligati controlli; ciò ha consentito e reso possibile che numerosi testi incustoditi, anche quelli ancora sigillati, fossero trafugati; numerosi concorrenti, che avevano ravvisato testi al di fuori della Fiera Est, hanno reso dichiarazioni e dubbi all’attenzione della Commissione Interministeriale Ripam

Le prove si sono succedute nei giorni successivi con le stesse modalità; Non è stata data comunicazione alcuna ai candidati di ciò che stava accadendo; Non sono state disposte ispezioni nè ai varchi d’ingresso nè tanto meno in quelli di uscita; Non è stato predisposto il riscontro alla fine di nessuna delle prove della corrispondenza dei testi messi a disposizione rispetto a quelli resi;

I libri continuavano a non essere né riconsegnati né tantomeno raccolti ma ad essere lasciati incustoditi al termine di ogni prova, continuando così a defluire all’esterno con il susseguirsi delle sezioni durante i deflussi dei concorrenti, molti dei quali hanno partecipato a più profili professionali;

Lo stesso Formez dichiara che potrebbe trattarsi di un caso montato ad arte da qualcuno per portare il concorsone in tribunale.

Ricordando passate sottrazioni di volumi che, più che recare impossibili vantaggi al candidato, sono state usate come argomentazioni per ricorsi dei concorrenti non risultati idonei.

Identiche segnalazioni, infatti, seguite da forte enfasi giornalistica, si verificarono durante il Concorso al Comune di Napoli nel 2010 per essere poi interamente rigettate dalla Commissione Interministeriale, dalla Procura della Repubblica e dal Tar, confermando l’integrità del sistema.
Anche in quel caso il Formez aveva sminuito il problema e ravvisata la volontà dei concorrenti di voler solo oltraggiare le procedure.

Ciò non ha indotto però la Commissione Interministeriale Ripam ad adottare nuovi provvedimenti  che: non autorizzino l’immissione di borse e zaini; dispongano il recupero o la riconsegna dei testi prima di autorizzare l’esodo dei concorrenti; proibiscano di lasciare incustoditi testi, oggetto della prova d’esame nel momento dell’esodo; prevedendo l’aumento della vigilanza e la disposizione di ispezioni, tanto in entrata ma soprattutto in uscita; consentano di distinguere i test nelle diverse prove procedurali;  Prevedano il riconteggio dei testi messi a disposizione della prova per verificare che corrispondano a quelli resi; consentano di svolgere con correttezza e regolarità le procedure delle selezioni.

La mancanza di dette disposizioni, ha permesso a numerosi concorrenti di trafugare testi incustoditi eludendo facilmente i controlli in uscita e consentendo agli stessi di reintrodurre lo stesso volume elaborato ai varchi di entrata nelle prove successive, perché privi di ispezioni, anche solo visive, all’interno delle borse, dei zaini e dei troller.

E’ quindi facile intuire come sia stato possibile un incremento esponenziale nei risultati delle graduatorie che hanno visto aumentare la media degli elaborati con 70 quesiti giustamente risolti.

Detto sistema ha inevitabilmente pregiudicato l’esclusione di concorrenti, sicuramente più meritevoli, ai quali è stato arrecato un danno di cui non si può non tener conto.