L’AQUILA – Dopo i precari del Comune dell’Aquila e quelli delle strutture commissariali, anche i co.co.co. dei paesi del “cratere” vogliono far sentire la loro voce in vista dell’annunciato concorso bandito dal governo per l’assunzione di 300 persone da impiegare nella ricostruzione.

Proprio oggi anche i dipendenti di ruolo del Comune dell’Aquila hanno scritto al ministro, inviata anche all’onorevole Pd Giovanni Lolli e al sindaco Massimo Cialente, per reclamare attenzione sulla vicenda delle progressioni verticali.

“Non bisogna disperdere le professionalità di un esercito silenzioso e laborioso che fino a oggi ha garantito l’assistenza alla popolazione, l’esame delle pratiche della ricostruzione e l’affiancamento agli uffici tecnici comunali”, hanno detto durante un incontro che si è tenuto ieri presso il centro aggregativo di Villa Sant’Angelo (L’Aquila).

“I Comuni nei quali prestiamo servizio – hanno sottolineato – ospitano il 50 per cento della popolazione residente nell’intero cratere”.

“La preoccupazione principale, al di là del legittimo interesse alla tutela del posto di lavoro – hanno aggiunto – è che la ricostruzione dei centri storici subiscano una brusca frenata proprio nel momento in cui molti Piani di ricostruzione sono giunti all’intesa o sono prossimi a farlo, e in cui il nuovo assetto della governance ristabilisce con maggior forza le responsabilità in capo agli enti locali e riafferma le prerogative dei Comuni nella pianificazione e programmazione ultradecennale della ricostruzione fisica, sociale ed economica dei paesi del cratere”.

“È con queste finalità – concludono – che si chiede, in primis, la condivisione politica dei sindaci circa queste preoccupazioni, e si annuncia la convocazione di un incontro pubblico con gli stessi primi cittadini, con il governo, con i sindacati e i rappresentanti politici del territorio”.