L’AQUILA – Non si placano le polemiche sulla vicenda del concorsone per l’assunzione di 300 persone a tempo indeterminato negli uffici e negli enti deputati alla ricostruzione post terremoto.

Il direttore del Formez, Marco Villani, in una nota risponde alle questioni sollevate nei giorni scorsi dall’assessore regionale Gianfranco Giuliante sulla vicenda delle domande “riciclate” per le preselezioni da altri concorsi e l’errata formulazione di quesiti relativi alle questioni post terremoto.

“Ad oggi un medio utilizzatore di internet può, quindi, consultare tutti questi test, e tutti quelli precedenti senza che ciò rappresenti ‘fuga di notizie’, ma opportunità di aggiornamento e formazione.  Il Formez, peraltro, aggiorna periodicamente i test della sua banca dati in ragione della costante evoluzione normativa, e per ciascun concorso, a seconda delle sue peculiarità, ne elabora di specifici (oltre mille nel concorso dell’Abruzzo solo per la fase selettiva)”.

Sempre il Formez, che ha la delega dal Comune per organizzare la prova selettiva, in un secondo comunicato ha replicato alla giornalista del quotidiano on line “Aquilatv.itCristina Di Stefano che nelle scorse settimane aveva pubblicato un esempio di test che i candidati avrebbero potuto riscontrare durante l’espletamento delle preselezioni. Fatto che ha provocato un vespaio di reazioni a catena e portato all’indagine della Procura dell’Aquila sul dirigente della Protezione Civile Roberto Petullà, che aveva inviato l’esempio di quiz alla giornalista.

Per sgomberare il campo da ogni dietrologia la Di Stefano in una nota ha annunciato che non parteciperà al concorsone (che si potrà svolgere regolarmente dopo l’udienza di ieri al Tar Lazio, dove gli avvocati dei precari e lavoratori che hanno presentato ricorso hanno deciso di aggiornarsi a dopo lo svolgimento delle preselezioni).

“Risulta quindi molto sgradevole equivocare le parole del Presidente Carlo Flamment che, parlando di ‘stretta osservazione’ riguardo ad una concorrente che aveva pubblicato in anticipo il facsimile di un quiz, voleva semplicemente ribadire che non le sarebbe stato possibile (né le era stato possibile fino ad allora) godere di alcun vantaggio rispetto agli altri concorrenti, e che data la totale trasparenza e la possibilità per i candidati di assistere agli esami, sarebbe stata sicuramente osservata da tutti per l’attenzione che aveva attratto su di sé” scrive il Formez.

Infine registriamo e pubblichiamo la lettera aperta di un precario del Comune dell’Aquila, Diego Del Vecchio, inviata al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca con cui lamenta una disparità di trattamento rispetto ad altri lavoratori assunti in altre regioni dopo catastrofi naturali.

“I meccanismi che hanno portato Lei e i ‘nostri amministratori’ a volere a tutti i costi questo famigerato concorsone non li conosciamo (?) e francamente non riusciamo a spiegarci (?) il perchè di una così palese disparità di trattamento rispetto ad altri precari di altri terremoti di altre regioni e città”.

LA NOTA DEL DIRETTORE DEL FORMEZ

Alle affermazioni rese in sede di conferenza stampa dal dott. Giuliante, Assessore regionale dell’Abruzzo, lo scorso 8 novembre, ed alle ulteriori questioni poste alla stampa oggi 13 novembre, si ritiene di dover far seguire alcune precisazioni, rassicurando che il Concorso Ripam-Abruzzo viene svolto in termini di stretta legalità e trasparenza e ritenendo che le parziali e confuse informazioni diffuse siano opera di alcuni che perseguono soltanto interessi particolari e non generali, e che pertanto, ai sensi dell’Articolo 98 della Costituzione, dovrebbero essere ritenuti irricevibili.

Con il progetto Ripam il Formez, strumento operativo di cui si avvale sin dall’inizio la Commissione Riqualificazione Pubblica Amministrazione istituita con decreto interministeriale del 25 luglio 1994, ha introdotto rilevanti novità nel settore del reclutamento del personale pubblico, secondo i principi della celerità, economicità e trasparenza. Nel tempo, il massiccio ricorso alle nuove tecnologie ha favorito un drastico abbattimento dei tempi e dei costi (anche dell’80%), nonché la totale trasparenza delle procedure, tanto da rendere visibili ai candidati tutte le fasi sensibili del  procedimento.

Quanto alla questione delle banche dati dei quesiti, in particolare di quelli attitudinali, premesso che nessuna responsabilità è imputabile ai dirigenti dell’Istituto e tantomeno al Presidente del Formez, in quanto la procedura che il Formez attua è decisa e validata dalla Commissione Interministeriale, va evidenziato quanto segue: i test attitudinali sono finalizzati a valutare le capacità di base (ossia attitudini e potenzialità intellettive) ritenute necessarie per l’apprendimento e per il raggiungimento di un rendimento ottimale nello svolgere un determinato compito o attività lavorativa, nel rispetto delle disposizioni del DPR 487/94. I test Formez, di diverse tipologie dell’area verbale e numerica, misurano le attitudini all’apprendimento, secondo un processo e una “misurazione” che non possono essere alterati da fattori quali il tempo e la soglia mnemonica, a meno che non si forniscano ai candidati pochi quesiti e tempi lunghi per la memorizzazione. Il Formez da anni utilizza una banca dati di test attitudinali, curandone l’aggiornamento e la revisione (un patrimonio che nel tempo ha espresso circa 50.000 test di tutte le tipologie) insieme alle relative istruzioni e ad un ridotto numero di test di autovalutazione on-line. Da questa banca dati generale, di volta in volta, vengono estratte aggiornate e pubblicate le banche dati relative a singoli concorsi, sempre molto ponderose (migliaia di test), le cui griglie di correzione sono messe in rete in un secondo momento rispetto alla pubblicazione, per scoraggiare processi di puro apprendimento mnemonico che non favoriscono la preparazione dei candidati; per ulteriore cautela, che favorisca una analisi del quesito e non una memorizzazione della risposta, la procedura prevede la stampa per il giorno della prova di una versione diversa della stessa banca dati, cioè con quesiti e risposte “rimescolati” rispetto all’ordine di pubblicazione.

La partecipazione a precedenti concorsi o a selezioni per iscrizione ad albi professionali, così come aver svolto attività attinenti i temi concorsuali appartiene al bagaglio di conoscenze individuali che ognuno si è liberamente formato e che, chiaramente, lo accompagnerà nel momento delle prove senza costituire un vantaggio specifico né tantomeno un vantaggio delle condizioni di parità.
 
La pubblicazione delle “griglie” offre ai candidati sia la garanzia della ufficialità delle risposte esatte, sia la possibilità di verificare la eventuale e “fisiologica” presenza  di refusi o inesattezze conseguenti allo jus superveniens, che in genere non superano (in tutti i concorsi pubblici) l’1% dei quesiti (salvo recenti clamorosi casi che non riguardano banche dati del Formez); quesiti errati che comunque è possibile fino all’ultimo istante segnalare alla Commissione che li esclude dall’estrazione il giorno della prova.
 
Ad oggi un medio utilizzatore di internet può, quindi, consultare tutti questi test, e tutti quelli precedenti senza che ciò rappresenti “fuga di notizie”, ma opportunità di aggiornamento e formazione.
 
Il Formez, peraltro, aggiorna periodicamente i test della sua banca dati in ragione della costante evoluzione normativa, e per ciascun concorso, a seconda delle sue peculiarità, ne elabora di specifici (oltre mille nel concorso dell’Abruzzo solo per la fase selettiva).
 
Sempre sul sito Formez, da anni vengono pubblicati i risultati delle prove (anche con dati statistici e l’item analysis) dai quali risulta evidente che la curva di distribuzione delle risposte è sempre omogenea (sul modello di una curva di Gauss), con pochissimi candidati che raggiungono il punteggio massimo, dimostrazione scientifica che lo “strumento” misura e seleziona i migliori. La banca dati pubblicata il giorno 26 ottobre u.s. sul sito Formez contiene, inoltre, un migliaio circa di quesiti specifici previsti, come spesso accade, per i particolari fabbisogni professionali individuati dal bando di concorso.
 
L’accusa fatta al Formez è sostanzialmente di troppa trasparenza e gratuità, poiché tutti possono accedere liberamente sia alla suddetta banca dati generale sia alle singole banche dati relative ai vari procedimenti.
Una costante di tutti i concorsi gestiti dal Formez negli anni è rappresentata (come abbiamo potuto verificare dalla rassegna stampa) dagli attacchi ricevuti, anche da amministratori locali, sulla imparzialità e trasparenza delle procedure; attacchi che poi puntualmente si rivelano del tutto sterili una volta positivamente concluse le attività selettive. Ultimamente la 3ª Sez. del TAR LAZIO ha rigettato le innumerevoli motivazioni dei ricorsi relativi al concorso MIUR (quesiti errati, tempi di esecuzione delle prove, procedura e pubblicazione non imparziale ecc.) condannando i ricorrenti al pagamento di spese per 50.000 euro.
 
Entrando nel merito delle dichiarazioni rese, in data 8 c.m., si rileva innanzi tutto che la presunta inopportunità che candidati ex dipendenti del Formez già impiegati nella ricostruzione, siano “valutati” dallo stesso organismo già datore di lavoro, è smentita  dal dettato del comma 7 dell’art. 67-ter del D.L. 83/2012 convertito dalla legge 7 agosto 2012 n. 134, in base al quale la Commissione giudicatrice, per ogni concorso, sarà designata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. A norma di tale disposizione, “le procedure concorsuali sono bandite e gestite dalla Commissione per l’attuazione del progetto di riqualificazione delle pubbliche amministrazioni di cui al decreto interministeriale 25 luglio 1994, su delega delle amministrazioni interessate”, per conto della quale il Formez esercita funzioni di assistenza e consulenza tecnico-scientifiche, essendo gli elaborati dei candidati, sia per le prove preselettive sia per quelle selettive scritte, acquisiti e valutati meccanicamente tramite lettore ottico per l’attribuzione dei punteggi. Tutto ciò, secondo procedure aperte e di totale trasparenza che prevedono, ad esempio, la presenza degli stessi candidati nel momento dell’estrazione pubblica dei quesiti e della loro correzione, con la possibilità di accedere agli atti on-line mediante apposita password.

Quello che è stato mostrato e impropriamente definito “librone” durante la conferenza stampa, altro non era che una serie di fogli, inopportunamente stampati dalla rete, che nulla hanno a che vedere con il volume rilegato e cellophanato di cui verranno dotati i candidati all’atto dell’inizio della prova d’esame. Tale volume, che conterrà tutta la banca dati pubblicata per il concorso sul sito Formez il giorno 26 ottobre con un ordine dei quesiti e delle risposte chiaramente differente come prevede la procedura, non è stato ad oggi ancora stampato.

Per quanto riguarda infine le domande sul terremoto, esse non sono state certo formulate, come si sarebbe insinuato da parte di qualcuno, stando sempre alle dichiarazioni rese nella conferenza stampa, per dare “un aiuto […] ai precari dell’Aquila”, (per i quali è comunque prevista una riserva del 50% dei posti, percentuale che è la massima attuabile per concorsi pubblici) bensì per verificare, in ottemperanza all’art. 6 del bando di concorso, le competenze specifiche dei candidati in materia, trattandosi di procedura selettiva prevista dal D.L. 83/2012 al fine di “fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009”.
 
Con questa nota, l’istituto che ho l’onore di dirigere, ritiene di aver fornito ogni chiarimento e soddisfatto ogni legittimo quesito ad oggi postoci specialmente dai rappresentanti della politica locali e, conclusasi anche la fase della polemica, comunica che d’ora in avanti, per non turbare la preparazione dei candidati, si concentrerà esclusivamente sulle risposte da dare ai concorrenti attraverso i canali appositi e proseguirà i propri sforzi per l’esatta realizzazione delle seguenti fasi del concorso.

FORMEZ PA SU AUTOESCLUSIONE DI STEFANO

In merito alla rinuncia della giornalista Cristina Di Stefano a partecipare al concorso dell’Aquila, motivata con la “poca serenità” che sarebbe dovuta anche alle dichiarazioni del Presidente di Formez PA, l’Ufficio Comunicazione di Formez PA precisa che: la vigilanza sul concorso è garantita da commissari nominati dalla Prefettura di Roma; le procedure selettive saranno come sempre caratterizzate dalla massima trasparenza (è prevista persino la diretta streaming dell’estrazione dei quesiti); tutti i candidati saranno trattati esattamente nello stesso modo, considerando che con la procedura Ripam, come è impossibile avvantaggiare alcuno, analogamente non è possibile riservare “trattamenti di sfavore” a chiunque, fatto che tutti sono invitati a verificare il giorno delle prove.

Risulta quindi molto sgradevole equivocare le parole del Presidente Carlo Flamment che, parlando di “stretta osservazione” riguardo ad una concorrente che aveva pubblicato in anticipo il facsimile di un quiz, voleva semplicemente ribadire che non le sarebbe stato possibile (né le era stato possibile fino ad allora) godere di alcun vantaggio rispetto agli altri concorrenti, e che data la totale trasparenza e la possibilità per i candidati di assistere agli esami, sarebbe stata sicuramente osservata da tutti per l’attenzione che aveva attratto su di sé.

LA LETTERA DI UN PRECARIO AL MINISTRO BARCA

Buongiorno signor ministro (in quanto tale mio dipendente)
Le chiedo cortesemente se può aiutarmi a trovare un posto di lavoro da gennaio 2013 visto che i miei tre anni di impegno costante per la mia città distrutta e depredata nell’ufficio di supervisione progetto C.a.s.e. e Map  del Comune dell’Aquila (assunto con regolare selezione pubblica ) grazie al suo concorsone verranno gettati via.

La informo che ho una moglie e una figlia e a 40 anni non posso restare senza stipendio e visti i tempi non è facile trovare altra collocazione.

Il mio posto a breve verrà preso probabilmente da qualche forestiero campione di sudoku, rebus, enigmista, concorrente di Passaparola o Avanti un altro che sarà sicuramente un maestro nel rispondere a domande partorite dalle menti del Formez (i quali se dovessero partecipare al concorsone verrebbero scartati immediatamente considerando l’enorme quantità di risposte sbagliate che hanno inserito) ma che poi dovranno scontrarsi con una realtà ben diversa che è quella del lavoro sul campo che noi precari conosciamo benissimo.

Siamo sempre stati pronti disponibili e preparati a dare risposte ai nostri concittadini e questo è il regalone che Ci avete fatto (grazie!)

I meccanismi che hanno portato Lei e i “nostri amministratori” a volere a tutti i costi questo famigerato concorsone non li conosciamo (?) e francamente non riusciamo a spiegarci (?) il perchè di una così palese disparità di trattamento rispetto ad altri precari di altri terremoti di altre regioni e città.

L’Aquila per rinascere aveva bisogno degli aquilani e noi abbiamo lavorato in questi tre anni non solo per uno stipendio ma anche con la speranza di rivedere la città tornare a volare.

Non avete considerato tanti aspetti del tragico concorsone , oltre a quello umano anche a quello economico e posso capire Lei “caro” Ministro ma sinceramente non comprendo (?) l’atteggiamento dei “nostri” amministratori.

Molti dei 600 precari aquilani purtroppo resteranno senza lavoro e tantissimi forestieri si sistemeranno a vita realizzando un sogno immenso, un lavoro a tempo indeterminato in una pubblica amministrazione

Nel ringraziarLa per tutto ciò che ha fatto (e che farà) per me, le auguro un buon “lavoro” e le faccio i miei migliori auguri per la sua brillante carriera politica.