L’AQUILA – Doveva essere la presentazione della struttura che ospiterà l’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del “cratere” che sarà realizzata nel territorio di Fossa (L’Aquila).
Doveva. Perché in tempi di concorsone, a pochi giorni dall’uscita del bando che porterà all’assunzione di 300 persone a tempo indeterminato, quasi non si può parlare d’altro.
Così, approfittando della contemporanea presenza del capo di gabinetto del ministro Barca Alfonso Celotto e del commissario uscente e presidente della Regione, Gianni Chiodi, all’evento hanno preso parte anche numerosi precari che dal 31 dicembre saranno a spasso, a meno che non partecipino (e vincano) lo stesso concorsone.
Posizioni antitetiche, tra esponenti istituzionali e lavoratori sul piede di guerra, che hanno chiesto di cambiare le regole del gioco, essere più garantiti e tutelati dopo tre anni di trincea.
“Non c’è più tempo per modificare i testi normativi – la replica di Chiodi – I concorsi verranno banditi come dice la legge, stilata in considerazione delle richieste degli enti locali. Non è più come ai tempi delle ordinanze, che potevamo correggere, qui si dovrebbe cambiare una legge”.
“Questo concorso – l’unica apertura – si terrà cercando di far sì che le domande vertano sulla conoscenza della ricostruzione. Vi dovreste sentire fortissimi su questo argomento, nessuno potrà competere con voi”.
“A meno che non pensiate che tutti i concorsi siano truccati – ha aggiunto poi il governatore con un sorriso sardonico – in tal caso sarebbero truccate anche le selezioni passate. Invece le vostre non erano truccate e non lo sarà neanche questo concorso”.
Chiodi ha ribadito la richiesta di domande ad hoc sulla ricostruzione e Celotto gli ha fatto sponda: “Ovvio che non si faranno domande sulla vita di Napoleone o su Alessandro Manzoni”, ha assicurato.
“Nella congiuntura economica in cui ci troviamo – ha concluso – questo concorso è assolutamente un miracolo. Nel 1985 ci sarebbe stata una sanatoria di tutti i precari, nel 1998 nuove assunzioni per 600, oggi c’è questo”.
Posizioni che non rasserenano i precari, tutt’altro, che hanno appeso uno striscione di contestazione fuori da palazzo Silone, “Selezionati e abbandonati, a rischio la ricostruzione, 3 anni di lavoro naufragati”, e continueranno la loro protesta.
Peccato solo che non abbiano trovato un esponente che potesse ripetere al microfono quanto già affermato solo pochi minuti prima in un evento pubblico.
L’UFFICIO PER LA RICOSTRUZIONE
“Sarà il centro nevralgico di tutte le attività future dei comuni del ‘cratere’ – ha spiegato Emilio Nusca, coordinatore dei sindaci delle aree omogenee – È il segnale che i sindaci intendono dare alle istituzioni e ai cittadini, bisogna aver fiducia nel processo di ricostruzione futura. Mi auguro che venga realizzato nei tempi dovuti per superare l’impasse tra la gestione dell’emergenza e quella ordinaria”.
Soddisfatto e anche emozionato il primo cittadino di Fossa, Antonio Gentile.
“La struttura – ha ricordato – ci era stata donata da Regione Friuli e Provincia di Udine, tutto parte da Gemona. L’impegno di spesa è di 300 mila euro per la struttura e 126 mila per le opere di urbanizzazione”.
“Tra l’altro – ha concluso – sarà vicina a servizi come bar, farmacia, ambulatorio e chiesa. Il Comune adesso è in una struttura degli anni Settanta, ristrutturata e agibile”.
CGIL: ”NON RISOLVE PROBLEMA PRECARI”
L’AQUILA – “Le polemiche sul concorsone di questi giorni non ci aiutano a difendere la possibilità concreta di stabilizzare l’occupazione presso il Comune dell’Aquila e nel resto del cratere sismico”.
Lo afferma il segretario generale della Fp-Cgil, Dario Angelucci.
“Abbiamo chiesto al Comune dell’Aquila, in particolare, un confronto sulle modalità di riorganizzazione della macchina amministrativa, perché il cosiddetto concorsone non basta a risolvere tutti i problemi dell’ente. L’obiettivo – dice il sindacalista in una nota – deve essere superare il precariato e allo stesso tempo valorizzare l’impegno del personale già dipendente. Come Cgil abbiamo sempre sostenuto il superamento della fase commissariale e il passaggio dei poteri agli enti locali, ma allo stesso tempo abbiamo sempre affermato la necessità di dotare gli stessi enti locali dei mezzi e del personale indispensabili a governare la ricostruzione. Dal nostro punto di vista il governo Monti non è stato assolutamente generoso con gli enti terremotati visto che finora, in presenza anche delle strutture commissariali, il solo Comune dell’Aquila ha utilizzato 237 lavoratori precari in tutti i settori, mentre con il ritorno ai poteri ordinari lo stesso governo ritiene che 128 unità siano sufficienti”.
“Inoltre – si legge sempre nella nota – si prevede una riserva del 50 per cento a favore di chi lavora già nell’ente, con il risultato che soltanto un precario su quattro potrà beneficiare dei posti riservati. Il sindacato dunque non può considerare chiusa la partita dei numeri solo con l’espletamento del concorsone e dovrà gettare da subito le basi per un confronto ai vari livelli istituzionali, con l’obiettivo di dare una risposta a tutti i lavoratori fino a oggi impegnati nella ricostruzione”.
“In questi giorni tra l’altro – prosegue Angelucci – si è sviluppato un dibattito sulla necessità di occuparsi non soltanto della ricostruzione fisica del cratere ma anche di quella sociale, un obiettivo che riteniamo fondamentale e verso il quale auspichiamo un’attenzione particolare (che fino ad oggi è mancata) da parte del governo. Nel ribadire la necessità di garantire la legittimità degli atti e la trasparenza delle procedure per le selezioni, riteniamo che il confronto che la Funzione Pubblica Cgil chiede agli enti locali debba affrontare il tema della riorganizzazione complessiva degli stessi enti, affinchè siano in grado di rispondere alla sfida epocale che tutti abbiamo di fronte”.
“La Fp Cgil in conclusione auspica che tutti i soggetti abbiano la capacità di mettere fine alle polemiche (che rischiano tra l’altro di bloccare o ritardare i concorsi), avviando una fase di concertazione necessaria ad affrontare tutti i problemi in campo e quelli che si presenteranno nel futuro”.
BETTY LEONE: ”FINALMENTE CHIODI DI È SVEGLIATO”
“Le proposte che il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, con molta buona volontà, ha consegnato al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, relativamente al concorso per l’assunzione di personale a tempo indeterminato da impiegare negli uffici speciali per la ricostruzione, vanno nel senso della delibera di giunta comunale con la quale si affida al Formez l’espletamento del concorso”.
Lo afferma l’assessore al Personale del Comune dell’Aquila Betty Leone.
“Riteniamo infatti, e abbiamo sempre ritenuto come amministrazione, di dover salvaguardare e riconoscere la professionalità e l’esperienza di quanti hanno prestato servizio all’interno dell’ente in questi anni”, aggiunge.
“Ringraziamo pertanto il presidente Chiodi, che finalmente si è svegliato su un problema rispetto al quale, da commissario alla ricostruzione, ha sempre taciuto – conclude l’assessore – anche se ci saremmo aspettati, e sarebbe stato più utile, un suo sostegno nelle fasi precedenti, quando avrebbe potuto tutelare gli enti locali e i loro dipendenti, affiancandoci nelle richieste a tutela del personale precario”.
PERETTI (UGL): ”CITTÀ PUO’ RIPARTIRE CON BANDO E ZONA FRANCA”
“L’Aquila deve ripartire dal ‘concorsone’ e dalla zona franca”.
Lo afferma il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti.
“In uno scenario globale preoccupante, la realtà aquilana deve aggrapparsi a due certezze che nessun posto del Paese ad oggi ha”, aggiunge Peretti.
“Un concorso pubblico che, grazie al governo, farà ottenere 300 posti stabili è un’occasione unica in un contesto nazionale difficilissimo. Fermo restando che è sacrosanto tutelare i precari in ogni modo ed in tutte le forme consentite dalla legge, appare irresponsabile e retrograda la posizione di coloro che, magari per giustificare promesse che non possono mantenere, ipotizzano ora scenari catastrofici arrivando a minacciare che, qualora ci fossero ricorsi, si arriverebbe persino al blocco della ricostruzione. Il buon senso ci porta a pensare che, se dovessero esserci ritardi nell’espletamento del concorso, la proroga temporanea per coloro che attualmente operano negli uffici della ricostruzione sarebbe cosa naturale”.
“I 90 milioni per le piccole imprese ottenuti grazie alla zona franca, o de minimis che dir si voglia, rappresentano un’altra importantissima opportunità che in Italia nessun altro comune ha. Sarebbe opportuno che il sindaco Cialente, che ci sembra distratto negli ultimi giorni in questioni minimali e che poco interessano alla totalità degli aquilani, si adoperasse fattivamente a spiegare i contenuti di questo importantissimo provvedimento”.
“Il futuro dipende da noi – conclude Peretti – crediamoci”.






