L’AQUILA – “Il concorso ha avuto inquinamenti, non ha rispettato i requisiti minimali di segretezza dei test, ed è inopportuno che sia Formez a gestire le prove concorsuali dovendo valutare personale che ha lavorato o lavora presso il soggetto che gestisce il concorso”, inoltre “la presenza di test già utilizzati in altri concorsi favorisce chi ha partecipato agli stessi”.
L’assessore regionale Gianfranco Giuliante torna all’attacco contro il Formez, l’istituto al quale è stata affidata l’organizzazione e la gestione del cosiddetto ‘concorsone’ per l’assunzione di 300 persone da impiegare nella ricostruzione post terremoto.
Qualche giorno fa Giuliante aveva attaccato il presidente del Formez, Carlo Flamment, per lui la “vera talpa del concorsone”.
A lui e ad Alfonso Celotto, capo di gabinetto del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, l’assessore pone dieci quesiti, riportati in una nota che pubblichiamo integralmente.
LA NOTA DI GIULIANTE
In questi ultimi giorni Formez, tramite il presidente Flamment e Celotto (è uomo Formez), non chiarisce i dubbi ma entrambi continuano a ripetere che tutto è a posto!
Potrebbero però rispondere a qualche domanda:
1. Flamment parla di ALCUNI quiz rintracciabili nelle batterie già adoperate in concorsi passati e per i quali le risposte alle domande del concorsone erano già online prima del 9 novembre. Lo stesso conferma Celotto, “ALCUNI quiz generici erano già stati utilizzati in altre prove”. Dicano ufficialmente quanti sono, 10, 100, 1000, 2000, 3000?
2. Moltissime domande/risposte sono la copia esatta di quelle proposte in precedenti concorsi gestiti sempre da Formez (concorso Napoli e consiglio di stato). Dica Flamment quanti concorrenti, ad esempio campani, partecipanti ad entrambi i concorsi si troveranno a rispondere a domande-repliche di cui conoscono da tempo le risposte? C’è un tempo, 45 minuti per 70 quesiti, ed è evidente che chi le aveva già preparate si trova avvantaggiato!
3. Flamment dichiara che le domande replicate da altri concorsi sono quelle attitudinali, Celotto le definisce generali. È vero che anche quelle giuridico-amministrative erano già online (concorso consiglio di stato) e sono per la quasi totalità ripetute? Quanti sono, ancora, i concorrenti che hanno partecipato a quel concorso e che rispondono a domande già conosciute? Non trova Flamment che la ripetizione dei test concretizzi un vantaggio per chi ha già partecipato a precedenti concorsi dove erano presenti le stesse domande?
4. A cosa serve studiare se il regolamento Formez prevede che il candidato a fronte di una domanda non deve dare “necessariamente” la risposta giusta ma quella indicata come tale da Formez, anche se è errata?
5. La segretezza dei test fino al 9 novembre, data della pubblicazione delle griglie di risposta, era un requisito sostanziale per la credibilità del concorso?
6. Il fatto che, come ammette Flamment, le domande/risposte fossero online sul sito Formez ben prima del 9 novembre può considerarsi coerente con la necessaria segretezza nell’interesse di tutti i partecipanti?
7. L’uomo Formez Celotto ci comunica che per l’assistenza ai candidati per tutta la durata del concorso sarà attiva “Linea amica”. È la stessa struttura che operava a L’Aquila per rispondere ai dubbi dei cittadini sulle ordinanze della ricostruzione?
8. Ci possono dire Flamment e Celotto quanti tra i candidati al concorsone hanno avuto negli ultimi tre anni rapporti di lavoro con Formez/Linea amica?
9. Se le domande per oltre 2/3 sono sempre le stesse per ogni concorso è possibile affermare che, per lo meno per questa parte di lavoro, Formez viene retribuita inopinatamente?
10. È vero che Flamment si è sbagliato a definire “simile” il quesito fuoriuscito dal Ministero perché in realtà è uguale?
Chiariamo ora qualche dubbio.
1. C’è una legge che prevede per queste assunzioni un concorso. È vero e siamo d’accordo!
2. 300 posti in questo periodo sono un’opportunità imperdibile. È vero e siamo d’accordo!
3. Il concorso si deve fare. È vero e siamo d’accordo!
Quindi?…. ciò che in questi giorni si sta eccependo è che:
1. Il concorso ha avuto inquinamenti
2. Non ha rispettato i requisiti minimali di segretezza dei test;
3. È inopportuno che sia Formez a gestire le prove concorsuali dovendo valutare personale che ha lavorato o lavora presso il soggetto che gestisce il concorso;
4. Che la presenza di test già utilizzati in altri concorsi favorisce chi ha partecipato agli stessi e non, come si era sostenuto, i migliori che dovranno lavorare per ricostruire L’Aquila
5. Che centinaia di errori nelle domande non depongono bene circa la professionalità sbandierata e che è risibile sostenere che le risposte sbagliate sono comunque da considerarsi giuste solo perché così indicato da Formez nelle istruzioni per lo svolgimento delle prove.
Se tutto questo è vero, come è vero, non è accettabile per alcuno sottostare al ricatto “o si fa il concorso così o si blocca la ricostruzione”. Perché se la ricostruzione si blocca (sic….più di così?) la colpa è di chi ha sbagliato e non di chi rileva gli errori!
Nella battaglia navale che Cialente sta giocando con Barca, il nostro sindaco yesman preferisce inabissarsi nel ridicolo pur di non dire a Barca….affondato!



