L’AQUILA – E se al “concorsone”, alla fine, gli idonei fossero meno dei posti messi a bando?

È questo il nuovo dubbio che riguarda il bando per l’assunzione a tempo indeterminato di 300 persone da assegnare agli enti impegnati nella ricostruzione.

C’è un’eventualità remota, ma teoricamente possibile, che siano meno di 300 coloro che riusciranno a passare le seconde prove scritte, dopo la preselezione avvenuta nei giorni scorsi.

Infatti l’esame consiste in un ulteriore elenco di quiz a risposta multipla su diritto, lingua straniera, conoscenze informatiche e specifiche per il profilo per cui si concorre: 120 test da risolvere in 70 minuti e per ogni sezione si dovrà ottenere un punteggio minimo, altrimenti si è fuori.

Questo vuol dire che un candidato potrà anche avere il massimo in tre di esse ma toppare in una e si ritroverà escluso dal colloquio finale, senza che ci sia una graduatoria da far scorrere, come avviene in moltissimi altri casi

Potrebbe verificarsi, quindi, che il numero degli ammessi sia inferiore ai “magnifici 300” ma anche che un profilo sui 14 messi a bando potrebbe risultare scoperto.

A quel punto, visto che certamente non si può ricominciare da capo, si dovrebbe ricorrere alla norma di carattere generale, che prevede il reperimento delle figure carenti da altre graduatorie ancora aperte in concorsi di altri enti pubblici per le medesime figure professionali.

Dopo aver esaminato migliaia di persone, tra cui tantissimi abruzzesi, sarebbe davvero il colmo. Elisa Marulli