L’AQUILA – Solo quando “i giudizi di merito si concluderanno con le relative sentenze, allora si vedrà chi ha ragione”.

Così gli esclusi dal contestato concorso per 4 posti, poi diventati 105, a tempo indeterminato per operatore socio sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, replicano a vincitori e idonei che hanno sollecitato l’assunzione.

La prima prova scritta, il 28 luglio scorso al palaghiaccio di Roccaraso (L’Aquila), aveva innescato una ridda di polemiche sfociate nel ricorso di una concorrente rimasta esclusa, supportato da un centinaio di ricorrenti, curato dagli avvocati Mario Angelo Candido e Francesco Di Genova e respinto dal Tar il 24 febbraio. Stesso esito hanno avuto altri due successivi ricorsi.

Il gruppo dei 176 risultati idonei al concorso, nei giorni scorsi ha scritto al nuovo direttore generale della Asl Rinaldo Tordera, al direttore sanitario Maria Teresa Colizza e a quello amministrativo Marcello Sciarappa, al responsabile dell’ufficio legale Dino Piccari e al presidente della Regione e commissario alla Sanità Luciano D’Alfonso, per sollecitare l’assunzione. E per tutelare i propri diritti si è affidato agli avvocati Roberto Colagrande e Fausto Corti.

Per gli esclusi, sono gli stessi vincitori ed idonei ad ammettere “di essere stati sottoposti ad una prova scritta anziché alla prova pratica prescritta dal bando e, soprattutto, dalla legge”.

“E se la Asl – aggiungono in una nota – avrà illegittimamente privato del lavoro le decine di dipendenti esclusi, sarà la Corte dei Conti a stabilire l’entità del danno patrimoniale subito dall’Erario”. (m.sig.)