L’AQUILA – L’Associazione “L’Aquila siamo noi” ieri mattina, in occasione del Concerto per L’Aquila a Montecitorio, ha consegnato alla presidente della Camera Laura Boldrini un appello per la cultura aquilana.
“Sono trascorsi ormai cinque anni dalle 3.32 di quella notte del 6 aprile 2009 – si legge nel testo – L’Aquila non vuole essere la Pompei del 2000: vuole essere una città vitale, gelosa custode del suo immenso patrimonio artistico e culturale e della sua nobile storia”.
LA LETTERA COMPLETA
Gentile Presidente,
sono trascorsi ormai cinque anni dalle 3.32 di quella notte del 6 aprile 2009, quando un terremoto violentissimo colpì la Città dell’Aquila. Alla perdita irreparabile di 309 vite umane si aggiunse la devastazione di un patrimonio artistico e monumentale, valutato per importanza tra i primi sei o sette in Italia, culla mondiale dell’Arte.
Questi cinque anni sono stati difficilissimi, così come difficile e complessa è l’opera di ricostruzione della città, rallentata anche dalla grave situazione economica nazionale e mondiale. Eppure noi aquilani non ci siamo mai arresi, consci prima di tutto dell’immenso debito d’onore contratto con tutti coloro i quali, con animo generoso e disinteressato, accorsero per aiutarci in quelle ore drammatiche e nei mesi successivi. La solidarietà per L’Aquila ha unito l’intera Italia, senza artificiose differenze geografiche o politiche, evidenziando le migliori qualità morali ed umane degli Italiani.
Oggi L’Aquila è a un bivio decisivo tra la definitiva e irreversibile decadenza e la concreta possibilità di una rinascita morale, sociale ed economica. Tutto dipende dalla prospettiva che riusciremo a dare ai suoi abitanti: una prospettiva fatta di lavoro, sviluppo, opportunità di crescita umana e professionale.
Noi aquilani siamo perfettamente consapevoli che la ricostruzione materiale impegnerà anni se non decenni, ma non possiamo correre il rischio di avere, alla fine di questo processo, una città ridotta ad artificioso simulacro, ricostruita nei suoi palazzi ma svuotata dei suoi abitanti, della saggezza e della memoria storica dei suoi anziani e delle energie e speranze dei suoi giovani.
L’Aquila non vuole essere la Pompei del 2000: vuole essere una città vitale, gelosa custode del suo immenso patrimonio artistico e culturale e della sua nobile storia ma proiettata alle sfide e alle opportunità del futuro. Una città dove le migliori menti non siano costrette ad emigrare, ma possano rimanere per contribuire al suo sviluppo e benessere.
In questa sfida è fondamentale il ruolo della Cultura: in questi cinque anni ha permesso agli aquilani di salvaguardare la propria identità storica, di sentirsi ancora una comunità viva e unita nonostante la diaspora materiale. Essa dev’essere anche pilastro e motore della ricostruzione, perché la città vivrà di Cultura, delle iniziative e dei progetti che vi saranno realizzati e delle ricadute economiche che saranno generate da queste attività.
Questa è una giornata importante e significativa per L’Aquila: attraverso le note di una sua eccellenza artistica e musicale, quale l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, ha voluto commemorare qui a Montecitorio i propri morti, ma soprattutto ha voluto ribadire al resto d’Italia la sua ferrea determinazione ed impegno per la propria rinascita.
Consci di questo impegno morale e civile, la nostra Associazione affida a Lei, gentile Presidente, un appello a favore della Cultura Aquilana, con preghiera di portarlo all’attenzione di tutte le Istituzioni politiche nazionali ed europee.
Un appello che le impegni a favorire a L’Aquila tutte le opportunità di sviluppo e salvaguardia della attività culturali, inserendo la città in un circuito artistico che la colleghi a realtà nazionali ed internazionali, scongiurando il pericolo di un irreversibile ripiegamento su se stessa.
Un appello affinché si organizzino a L’Aquila grandi mostre di pittura, scultura ed arte moderna, che richiamino appassionati e studiosi dall’Italia e dall’estero. Un appello affinché si pongano le basi per la costituzione, in una città dalla fortissima vocazione e tradizione musicale colta, di un Festival Internazionale di Musica Classica.
Un appello affinché L’Aquila, così come è avvenuto con la Città di Parma con l’insediamento dell’Agenzia Alimentare Europea, venga scelta come sede di istituzioni, agenzie ed autorità italiane ed europee operanti nell’ambito culturale, facendo assurgere la città al ruolo di una vera e propria Bruxelles della Cultura.
Tutto ciò darà alla città una nuova prospettiva di rinascita, in armonia con la propria storia e la sua naturale vocazione artistica e culturale, contribuendo in maniera decisiva al rilancio della sua economia.
E’ una grande sfida per un intera città e per l’intera Nazione, ma noi aquilani siamo pronti. Viva L’Aquila!






