L’AQUILA – Non ci sta a passare per esoso, Leonardo De Amicis, il direttore d’orchestra Rai nato all’Aquila che stava organizzando il concerto con il suo amico Riccardo Cocciante per il prossimo 25 agosto.

Un concerto saltato dopo che il Comitato organizzatore della Perdonanza Celestiniana ha scoperto all’improvviso che c’erano “problemi di carattere tecnico ed economico”, come scritto oggi in una nota.

AbruzzoWeb ha ricostruito lo scenario che ha portato al rinvio a data da destinarsi e al rischio di cancellazione dell’evento: sostanzialmente un palco e un budget troppo grandi per le esigue risorse, 79 mila euro il preventivo a fronte di 165 mila per tutta la Perdonanza.

Ma De Amicis ha contattato la redazione per spiegare la sua versione: non vuole passare per quello che ha fatto saltare il concerto.

“Diciamo le cose come stanno, non abbiamo chiesto un mega impianto – spiega – Non è vero che il concerto non si fa perché non è gratis, io e Cocciante non abbiamo chiesto cachet e avremmo pagato i musicisti: 54 dell’orchestra, 7 della sezione ritmica e 20 cantanti più noi due, allestimento tecnico sul palco, microfoni, schermi parole, assistenti, tutto pagato da noi”.

Quanto alla dotazione tecnica, “abbiamo solo chiesto un palco dove appoggiarci. Quello originario era di 40 metri – prosegue – sono sceso prima a 30×20 e poi a 24×18, ma 100 persone non posso metterle su un palco più piccolo di così”.

E le otto “torri layer” da 16 metri? “Il concerto si poteva fare dovunque, per 40 mila, 50 mila persone, a Collemaggio, piazza Duomo o Campo Imperatore – sbotta il direttore – abbiamo solo consigliato di allestire un impianto adeguato al pubblico, a discrezione del Comitato o del Comune”.

“Abbiamo poi chiesto – prosegue ancora De Amicis svelando la ‘lista’ – di ospitare a dormire l’orchestra e la cena. Quanto a transenne, servizio d’ordine, non voglio entrarci, non sono spese che mi riguardano. Noi eravamo gratis e lo siamo ancora”.

Alla luce di queste richieste, “79 mila euro (la cifra preventivata dal Comitato Perdonanza secondo quanto appreso da questo giornale, ndr) è un prezzo che non capisco: un palco costa 8 euro al metro quadrato e quindi se la sarebbero cavata al massimo con 5 mila euro, non so se gli hotel hanno chiesto molti soldi per dormire e mangiare”.

“Mi dispiace – ammette – noi eravamo a disposizione e lo siamo ancora, ma non siamo stati io e Riccardo a far saltare il concerto. Ho fiducia in Massimo Cialente, è una persona perbene che ha visto questo evento alle Terme di Caracalla e mi aveva chiesto di farlo un po’ più piccolo, ero pronto ad accontentarlo”.

“Forse dispiace più a me che a tanta altra gente – conclude De Amicis amareggiato – ma più di questo cosa devo fare? Se sono arrivati a questo punto forse proprio non potevano ospitare l’evento”.

Forse il problema è quello, ma se non erano in grado quelli del Comitato se ne sarebbero dovuti accorgere molto prima.