PESCARA – “Non c’è ragione per non votare sì a quesito referendario: gli italiani risparmieranno 300 mila euro al giorno, meno parlamentari significherà lavoro più snello e funzionale, e non ci sarà nessun vulnus alla rappresentatività dei territori”.
Tra i più convinti sostenitori del sì al referendum, nel partito più schierato di tutti, il Movimento 5 stelle, c’è Gianluca Castaldi, sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, unico abruzzese nella squadra di governo del secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte.
Castaldi intervistato da Abruzzoweb, si dice certo della vittoria, che sarà anzi “plebiscitaria” e “scontata” al referendum del 20 e 21 settembre: in esso si dovranno approvare o bocciare le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvate in via definitiva dalla Camera nell’ottobre 2019.
Con la vittoria del sì, si avrà una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato.
Originariamente previsto per il 29 marzo, il referendum è stato rinviato al 20 e 21 settembre a seguito della pandemia di covid-19 in Italia, in concomitanza con il voto per le comunali e regionali.
Principale argomento per Castaldi, è un cavallo di battaglia dei grillini della prima ora come lui, al secondo mandato in parlamento: la riduzione dei costi della politica.
“Vi assicuro che solo una parte dei parlamentari lavora per davvero, ha un ruolo davvero attivo nelle commissioni, in aula, nei processi legislativi. Ridurne il numero in modo tra l’altro non così drastico, di un terzo circa, è una scelta di buon senso, che farà risparmiare tutto compreso, oltre 100 milioni di euro l’anno”.
Aumentando anche l’efficienza delle due camere, assicura Castaldi: “taglierà anche il numero abnorme di progetti di legge che non saranno mai discussi e approvati, ma che hanno la sola fine di mostrare all’esterno che l’onorevole si sta impegnando e meritando l’alto stipendio. Il parlamento con la vittoria del sì funzionerà meglio, ci sarà maggiore snellezza dei processi”.
Falso argomento per Castaldi è anche quello che rappresenta invece un cavallo di battaglia per il fronte del no ovvero la perdita di rappresentanza dei singoli territori.
Ad esempio in Abruzzo come ha ricordato proprio ad Abruzzoweb il senatore di Forza Italia Nazario Pagano tra i primi firmatari del comitato contrario ai tagli, in Abruzzo si passerebbe da 14 a 9 deputati e da 7 a 4 senatori. Inoltre piccole regioni come l’Abruzzo sarebbero penalizzate rispetto a quelle più popolose o anche paradossalmente rispetto alle piccolissime regioni, come Molise Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, per le quali è previsto un meccanismo di salvaguardia.
“La consistenza numerica dei deputati e senatori – spiega Castaldi – è un qualcosa che era stato calibrato in un mondo che non esiste più: ora grazie nuovi mezzi di comunicazione si è potenziata in maniera esponenziale la capacità di avere un rapporto diretto con il corpo elettorale, con i cittadini elettori del territorio di appartenenza con cui giusto mantenere un legame. È un argomento molto debole quello che mette in relazione il numero dei parlamentari e la capacità di contare di un determinato territorio. Quello che conta, è la qualità del rappresentante politico”.
A schierarsi per il sì ci sono nel centrodestra anche quelli di Fratelli d’Italia e della Lega, alleata di governo dei pentastellati nel primo governo Conte.
A tal proposito commenta però Castaldi: “diciamo che si sono schierati per il sì perché sarebbe a dir poco sconveniente dal punto di vista politico abbracciare una battaglia persa in partenza, quella per il no. Non c’è alcun dubbio che il 20 e 21 settembre i cittadini voteranno in massa per confermare il taglio dei parlamentari e si può affermare con tranquillità che sarà un successo soprattutto per il Movimento 5 stelle che questa misura l’ha voluta dall’inizio e la imposta come conditio sine qua non sia per il patto di governo del Conte uno con la Lega sia nel Conte bis”.






