PESCARA – Il dirigente regionale Pierluigi Caputi, commissario dell’Ato abruzzese e già responsabile della Direzione Lavori pubblici e del Servizio idrico integrato, è il nuovo direttore generale del Comune di Pescara.
Le voci che erano circolate nelle ultime ore hanno trovato conferma con la nomina da parte del sindaco, Marco Alessandrini.
La giunta riunita nel pomeriggio ha ratificato, con delibera, la scelta del primo cittadino.
Il direttore generale è una figura facoltativa dei Comuni con popolazione superiore ai 100mila abitanti o dei capoluoghi di regione, e delle Province, per certi versi simile al city manager nordamericano.
Puo’ essere nominato dal sindaco o dal presidente della Provincia, previa deliberazione della giunta, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato. Provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco o dal presidente della provincia, e sovraintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza.
La “nomina nasce dall’esigenza di irrobustire il vertice amministrativo di questo Ente, al fine di consolidare i risultati fin qui raggiunti e rilanciare l’azione amministrativa”, ha detto il sindaco.
“Le priorità indicate all’ingenger Caputi sono tre: area di risulta, abbiamo lavorato fin qui per procedere con il nuovo anno alla definizione di una sistemazione di una delle aree più strategiche della città; qualità delle acque del fiume su cui abbiamo necessità di continuare a lavorare al fine di avere riflessi positivi sulle acque del mare; sistema dei rifiuti perché è un ambito in cui ci possono essere risparmi di spesa rilevanti per la comunità nel momento in cui il sistema territoriale pubblico riuscirà a dotarsi di impianti autonomi di smaltimento rifiuti con particolare riferimento all’umido”.
“Per l’ente è un investimento di qualità, la retribuzione è equiparata a quella percepita in Regione e ammonta a circa 110.00 euro lordi annui oltre al 20 per cento dell’indennità di risultato”, ha concluso Alessandrini.






