L’AQUILA – Una causa contro il Comune dell’Aquila da 2 milioni di euro.
È quella che hanno promosso cinque dipendenti dell’ente presso il giudice del lavoro del capoluogo per vedersi riconosciuto l’inquadramento in una categoria superiore o, in subordine, il maxi risarcimento dei danni.
I ricorsi sono stati presentati circa un mese fa, con i quali Elvira Damiani, Lorella Durante, Mariachiara Paolelli, Valentina Perilli e Tamara Pilolli hanno reclamato l’assunzione, tramite progressione verticale interna, nella qualifica D1, che nella “scala” del pubblico impiego corrisponde al profilo direttivo, con la conseguente condanna del Comune alla stipula del relativo contratto e al versamento delle differenze retributive maturate.
Altrimenti, è la richiesta, il Comune versi un indennizzo stabilito in via equitativa in 400 mila euro ognuna.
Per questo la Giunta ha deciso di costituirsi in giudizio, affidando la difesa al personale del settore Risorse umane, nello specifico alla funzionaria Valentina Focacetti e alla dirigente Ilda Coluzzi.
Secondo l’esecutivo municipale, infatti, “sussistono fondate ragioni per resistere all’avversa pretesa, in considerazione dell’assensa del diritto all’assunzione paventato dalla controparte”. (r.s.)



