L’AQUILA – Un’indagine interna al Comune e un’inchiesta della Procura sono state avviate per far luce sul caso sospetto di truffa da 180 mila euro accreditate a chi non ne aveva alcun diritto.

Soldi che invece spettavano al titolare di un terreno che fu occupato da una tendopoli nell’immediato post terremoto.

La Finanza, dopo la denuncia penale fatta dallo stesso ente (da parte degli avvocati Domenico De Nardis e Antonio Orsini), ha individuato la persona che ha ottenuto quella somma: si tratta di un trentenne aquilano, A.D..

La vittima del raggiro, che avrebbe dovuto ricevere l’indennizzo, è D.P. dell’Aquila.

Sembra che la somma sia stata già recuperata dalla Finanza. La tesoreria comunale infatti aveva già provveduto all’erogazione della somma.

“Dobbiamo capire se questo atto è stato compiuto da una persona che mi dicevano si intrufolasse molto spesso negli uffici – ha dichiarato ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – chiedendo delle cose, o se c’è stata una complicità interna. È chiaro che andremo fino in fondo, anche perché si tratta di una cifra notevole, 180 mila euro”.

Le due inchieste ora cercano di fare luce sull’accaduto e su come sia stato possibile commettere un “errore” così evidente.

Gli investigatori ieri hanno perquisito l’abitazione del giovane indagato e sono tornati negli uffici del Comune per acquisire altra documentazione.

Il giovane è assistito dall’avvocato Ubaldo Lopardi.

CIALENTE: “C’ERA UN INTRUSO NEGLI UFFICI”

“Dobbiamo capire se questo atto è stato compiuto da una persona che mi dicevano si intrufolasse molto spesso negli uffici, chiedendo delle cose, o se c’è stata una complicità interna. È chiaro che andremo fino in fondo, anche perché si tratta di una cifra notevole, 180 mila euro”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commenta così il sospetto caso di truffa dei soldi accreditati dal Comune a una persona che non ne aveva alcun diritto. Lo ha fatto a margine della cerimonia di inaugurazione della sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che si è tenuta questa mattina in centro storico.

“Il Comune non ha commesso un errore – ha proseguito – chiaramente quando se ne sono accorti mi hanno immediatamente portato la documentazione e abbiamo appurato che c’è stato un falso clamoroso, vale a dire che è stata presa una nostra pratica ed è stata cambiata. È un atto molto grave, parlerei di un vero e proprio furto”.

“Nell’ultima pagina – conclude – c’è la firma della persona interessata. Adesso stiamo lavorando per capire cosa è successo, anche la Procura ha aperto un’indagine”. Sara Ciambotti