L’AQUILA – A poco più di un anno dal suo insediamento e in pieno fermento per le candidature alle regionali, per le quali è in ballo lo stesso sindaco, Pierluigi Biondi, dopo che l’Abruzzo, nel tavolo nazionale di centrodestra, è stato assegnato a Fratelli d’Italia nella ripartizione delle regioni al voto nel 2019, una nuova crepa si apre nella maggioranza che guida il Comune dell’Aquila.
Lo scontro questa volta riguarda le società partecipate, le famose municipalizzate, come ad esempio Asm, Ama e Sed.
Il dissenso si è palesato nella seduta del Consiglio comunale di oggi che si è conclusa con l’approvazione del bilancio consolidato dell’Ente con la ratifica dei bilanci delle partecipate che hanno una gestione autonoma.
Il capogruppo di Forza Italia, Roberto Junior Silveri, intervenendo nel corso dei lavori, non ha risparmiato stoccate alla Giunta, con più di una frecciata proprio al partito della Meloni, che oltre al sindaco esprime anche l’assessore alle società partecipate, Carla Mannetti, destinataria di alcune delle invettive.
“A distanza di oltre un anno dal nostro insediamento non siamo riusciti a migliorare né l’efficienza delle società né il servizio erogato ai cittadini – ha spiegato – e sopratutto, cosa ancora piu grave dimostrata dall’assenza di piani industriali, non sappiamo cosa fare e cosa farne di queste partecipate al di fuori di una continuità amministrativa”.
“Oggi non è un giorno di orgoglio per questa amministrazione”, ha continuato Silveri, “se non fosse per la qualità della stesura del bilancio consolidato, chiaro comprensibile e sopratutto veritiero, non più drogato da contributi per la ricostruzione. Per questo mi sento in dovere di fare ancora una volta un plauso al lavoro dell’assessore Di Stefano”.
“Analizzando però le cifre di questo consolidato non possiamo non fare i conti con una deludente realtà, la gestione delle partecipate”, ha chiarito il capogruppo azzurro, in passato protagonista di crociate contro l’assessore del suo stesso partito Sabrina Di Cosimo, titolare della delega alla Cultura, per alcune scelte legate all’assegnazione di fondi per eventi.
Parlando dell’Azienda della mobilità (Ama), il giovane consigliere forzista ha ricordato come “nonostante operi in regime di monopolio, riporta una perdita di 1,7 milioni di euro, ma sopratutto, come è scritto dal collegio sindacale a pagina 32 della relazione che abbiamo avuto modo di consultare, ‘le misure attuabili dal solo amministratore unico non possano ripristinare la solidità economica e finanziaria della società e l’apporto della proprietà è indispensabile’. Per essere chiari a tutti i cittadini, per apporto sono intesi soldi e per proprietà i cittadini”.
L’azienda dei rifiuti (Asm), ha continuato il capogruppo forzista intervenendo ancora in aula, “si presenta con un utile di 15.000 euro, pari allo 0.1% del fatturato, senza nessun ammortamento importante come è avvenuto per la Gsa, considerando anche che in 10 anni il capitale sociale della stessa è stato eroso di oltre 2 milioni di euro”.
Sul Sed, Silveri ha parlato di un “utile di 100mila euro a fronte di un versamento di 1 milione, bene verrebbe da dire, ma oltre alle cifre dobbiamo valutare anche la qualità dei servizi erogati ai cittadini: Ama, con la flotta forse piu antica del centro Italia, Asm con una racolta diffenziata sotto al 35%”. “Sed costa al Comune un milione di euro l’anno, ma il servizio offerto all’ente è congruo con il costo? Qualcuno di voi saprebbe rispondermi? Credo nessuno, e per questo chiedo al Settore partecipate di avviare un’analisi di mercato, così da confrontare il servizio e capire se i due amministratori debbano essere ringraziati o meno – ha sentenziato. “Nulla di nuovo e nulla di grave se guardiamo al passato”, ha fatto osservare Silveri, “ma guardando solo ad oggi, deludente per tutti i cittadini, mortificante per l’intero Consiglio, vero ed unico titolare e responsabile delle aziende, umiliante per noi consiglieri di maggioranza in considerazione del mandato che i nostri concittadini ci hanno affidato”.
Per l’azzurro, “gli aquilani hanno scelto un cambiamento radicale, che noi stessi abbiamo scelto di proporre. Un cambiamento radicale comprende anche un cambiamento radicale del braccio operativo di una amministrazione, le partecipate. Cambiamento radicale che non c’è stato e soprattutto non si è visto all’orizzonte almeno fino ad oggi”, ha continuato l’azzurro nella sua invettiva.
“In un anno è mancata o è stata poco efficacie la volontà politica di indirizzo, e la responsabilià di questa inefficacia è imputabile a questa maggioranza, me in primis in qualità di capogruppo di maggioranza relativa. La stessa responsabilita che da ora, da questo secondo, da questo momento ci impone di affrontare il problema di petto, elaborando ed attuando scelte coraggiose e anche dolorose qualora risultassero necessarie per migliorare la qualità della vita dell’intera cittadinanza”.
“Solo cosi”, ha concluso Junior Silveri, “potremo essere all’altezza del nostro mandato e solo cosi potremo essere all’altezza di guardare in faccia i nostri concittadini”.



