L’AQUILA – Il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, dà l’ultimatum al Comune dell’Aquila: approvare il bilancio 2014 entro 20 giorni da oggi, altrimenti provvederà ad avviare le procedure che comportano come estrema conseguenze lo scioglimento del Consiglio comunale.

È una vera e propria bomba quella arrivata questa mattina nella sede comunale di Villa Gioia e recapitata al sindaco, Massimo Cialente, al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, e al segretario generale, Carlo Pirozzolo.

Ma il rendiconto verrà approvato verosimilmente giovedì 21 maggio, in tempo per soddisfare l’ultimatum, dopo che proprio oggi, in quella che nella sede di Villa Gioia giurano sia solo una coincidenza rispetto all’arrivo della lettera del prefetto, il rendiconto è passato in commissione Bilancio.

IL PREFETTO: “FATE IN FRETTA O SCIOLGO IL CONSIGLIO”

Il prefetto fa riferimento a una precedente nota del 29 aprile e ribadisce che il Comune “non ha approvato nei termini il rendiconto di gestione riferito all’anno 2014”.

“Ricordo nuovamente che la mancata approvazione di detto documento comporta l’attivazione delle procedure previste dalla norma indicata in oggetto che hanno, come estrema conseguenza, lo scioglimento del Consiglio”.

Di qui l’invito di Alecci, “la signoria vostra vorrà disporre affinché codesto Consiglio provveda entro 20 giorni dalla ricezione della presente diffida all’approvazione del rendiconto di cui sopra e ne venga data immediata comunicazione a questa prefettura”.

Segue anche l’indirizzo email e si minaccia in caso di mancata risposta “l’attivazione delle su richiamate procedure sostitutive”.

Alecci chiede inoltre di sapere “se lo schema del rendiconto in parola sia o meno stato approvato da codesta Giunta municipale”.

IL PASSAGGIO IN COMMISSIONE E GLI SCENARI

Il passaggio in commissione praticamente nelle stesse ore in cui arrivava la lettera del prefetto rappresenta una coincidenza perché, sottolineano fonti comunali, la riunione della prima commissione, presieduta dal consigliere di Sinistra ecologia libertà Giustino Masciocco, era già stata fissata da tempo.

Curiosamente, sempre secondo quanto riportato da fonti della commissione, la votazione ha visto 13 voti favorevoli, 9 contrari, tra i quali quelli di due consiglieri di maggioranza, Sergio Ianni (Partito democratico) e Pierluigi Mancini (Alleanza per l’Italia) e un solo astenuto, Gianni Padovani (Partito socialista), pure della maggioranza, ma in rotta con l’amministrazione dopo la mancata elezione a consigliere provinciale nel recente voto.

La peculiarità è che la riunione di giovedì 21 sarà in seconda convocazione: in base ai regolamenti del Consiglio, basterà un terzo dei consiglieri, 33 compreso il sindaco, e quindi 11 presenti, per rendere valida la votazione, e approvare il bilancio a maggioranza semplice.

A questo punto, visti i numerosi maldipancia nel centrosinistra, sarà interessante vedere il comportamento dei consiglieri delle varie opposizioni, 9 di centrodestra, 2 civici e 2 ex cialentiani, che, se presenti in blocco, costringeranno l’altro schieramento a ritrovare rapidamente compattezza.

LE REAZIONI

“La lettera del prefetto è intempestiva, perché il termine per il consuntivo, che era il 30 aprile, è stato prorogato al 30 luglio dal governo sulla base della concertazione con l’Anci e la Conferenza delle Regioni – fa notare l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis – Comunque entro il 21 verrà approvato”.

“Anche il bilancio è rinviato al 30 luglio, oggettivamente proprio per le difficoltà nei trasferimenti e la fluttazione delle aliquote dei tributi – prosegue – Inoltre ci sono segnalazioni ed emendamenti che abbiamo presentato per ovviare agli errori fatti dal governo e dal ministero dell’Economia nel computo del ‘fondo di solidarietà’, dove hanno inserito anche quest’anno i fondi della ricostruzione post-sisma che, invece, dovevano essere tolti”.

Più critico il presidente della commissione Bilancio, Giustino Masciocco. “Il prefetto applica le norme, anche se dalle mie conoscenze con questo metro si scioglierà un terzo dei Consigli comunali d’Italia – sostiene – Comunque fa bene a sorvegliare i termini, il rendiconto non è un atto straordinario ma ordinario, si sarebbe potuto comunque fare meglio”.