L’AQUILA – L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Cialente vessa una comunità stremata dalla crisi, dai problemi occupazionali e dalla ricostruzione in fase di drammatico stallo, con più tasse, più gabelle e meno servizi. Ma sarà inutile, unica speranza è fare come la Grecia, dilazionando e contrattando i 20 milioni di euro di debiti”.
Suonano la carica contro il bilancio lacrime e sangue i consiglieri comunali del centrodestra aquilano Giorgio De Matteis ed Emanuele Imprudente, L’Aquila Città Aperta e Luigi D’Eramo, Prospettiva 2022.
Un bilancio che a loro dire non servirà però a salvare il Comune dal default, a cui si aggiunge il tetativo targato pd di spogliare il capologo delle sue prerogative.
“Neanche questo sacrificio, richiesto, neanche a dirlo, solo ai cittadini, – ha spiegato De Mattis – riuscirà tuttavia a salvare il Comune dell’Aquila dal default, inevitabile dato il buco, o meglio la voragine, di 20 milioni di euro nei conti pubblici, rispetto a cui il milione o i due milioni che l’assessore Lelio De Santis spera di recuperare, ammesso che ci riesca, non sarebbero che una goccia nel mare”.
I consiglieri di opposizione hanno poi spiegato che “sarà la collettività a pagare per le inadempienze, l’incapacità e la superficialità di chi li governa. Questa drammatica situazione, infatti, fu messa in luce già nel 2011 dalla relazione del commissario Falzone.
Da allora nulla è stato fatto per accelerare il processo di ricostruzione, consentendo ai cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni e abbattendo di conseguenza i costi dell’assistenza alla popolazione, così come non si è messo mano alla criticità delle aziende partecipate, oramai dei veri e propri colabrodo di denaro pubblico, né tantomeno si è provveduto ad un ridimensionamento della spesa. Il risultato è che siamo sull’orlo del dissesto finanziario”.
Pesanti le accuse al Partito democratico e al governo regionale e nazionale.
“Il tutto, in una città che, a causa delle scelte del Pd, sta perdendo, a fronte delle chiacchiere che ci propinano, anche il ruolo di capoluogo di regione. Mentre, infatti, a Roma un gruppo di deputati del Pd presenta una proposta di legge per la creazione di una macro regione adriatica che, chiaramente, sposterebbe il baricentro politico amministrativo verso la costa, qui all’Aquila fanno giocare un giovane consigliere regionale con una legge sul capoluogo svuotata di senso e di contenuti, visto che oramai assessorati e dipartimenti sono pressoché tutti a Pescara.
Rispetto a questa situazione di certo non staremo a guardare. È pronta una nostra proposta di legge organica e volta a definire, una volta per tutte, competenze e prerogative del capoluogo di Regione che, lo sottolineiamo, è la città dell’Aquila e tale deve restare, al riparo de leggine che, di fatto, lo sconfessano in partenza come quella a firma del presidente di Regione Luciano D’Alfonso e del consigliere Pierpaolo Pietrucci.”






