L’AQUILA – Per circa 2 mesi Alfredo Moroni ha svolto i ruoli contemporanei di assessore al Comune dell’Aquila e dirigente incaricato al Personale presso la Regione Abruzzo, ma non poteva farlo.

“Sussisteva un’ipotesi di incompatibilità per il periodo compreso tra il 23 dicembre 2014 e febbraio 2015”, ha stabilito il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Francesco Merloni, rispondendo a un’istanza del presidente della commissione di Vigilanza dell’Emiciclo, il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo.

“Poiché Alfredo Moroni ha presentato nel febbraio del 2015 le sue dimissioni dalla carica di componente della Giunta comunale dell’Aquila, è venuta meno la causa di incompatibilità”, conclude Merloni nel suo breve parere.

“Un altro pastrocchio – afferma Febbo ad AbruzzoWeb – Ora tutti gli atti sottoscritti procureranno danni? Chi li paga? E alla data di accettazione non aveva dichiarato che non c’erano causa di incompatibilità?”.

La guerra tra Febbo e Moroni si è scatenata nel marzo 2014 quando il consigliere forzista ha denunciato che, a causa del mancato disimpegno operato dal dirigente-assessore di una somma, 7 milioni di euro di una variazione di bilancio sono rimasti a lungo “congelati” e inutilizzabili per contributi a diversi enti e associazioni abruzzesi.

La valutazione dell’Autorità anticorruzione, ribalta sostanzialmente quella fatta dagli uffici regionali quando il caso venne sollevato quasi un anno fa: in quell’occasione, infatti, gli uffici dell’Emiciclo,

Prima di rivolgersi all’Anac, Febbo aveva già posto il problema agli stessi uffici regionali.

Ma la dirigente Eliana Marcantonio e il direttore Carmine Cipollone avevano risposto che sostanzialmente, essendo Moroni già assunto alla Regione, non vi erano violazioni di legge per la sua nomina a dirigente del Personale.