L’AQUILA – Ridimensionare il ruolo del direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), Paolo Aielli.

È questo l’obiettivo neanche troppo segreto di una parte del centrosinistra al governo della città, che ha trovato un insperato “gancio” all’interno dell’opposizione.

Un conflitto che è rimasto ben poco sottotraccia ed è emerso nel corso di una riunione della commissione comunale di Vigilanza presieduta da Raffaele Daniele (Unione di centro), nel corso della quale il supermanager da 200 mila euro l’anno è stato messo nel mirino poiché non avrebbe fornito il report quadrimestrale sullo stato della ricostruzione come previsto da una delibera consiliare.

Un’accusa rincarata dalle dichiarazioni dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ha chiesto di “chiarire i rapporti” tra Aielli e il Comune, per evitare un “dualismo già visto” che “non depone al meglio”.

In realtà che il fuoco covasse sotto la cenere da un po’ lo dimostra il fatto che un paio di settimane fa, in piena Perdonanza, il centrosinistra si era riunito in conclave per discutere proprio della situazione e trovare una via per stoppare certi scatti in solitaria del capo dell’Usra, additato di  un’eccesso di autonomia rispetto alle prerogative dell’amministrazione.

Una delle contestazioni più gettonate quella riguardante l’istruttoria delle pratiche, che vengono acquisite direttamente al protocollo dell’Usra senza transitare per gli uffici comunali, spostando il “manico” del controllo in mani tecniche invece che politiche. 

Durante l’incontro alcuni dei presenti hanno provato a fare da pacieri: in primis il sindaco, Massimo Cialente, che ha spiegato come un nuovo scontro tra gli attori della ricostruzione sarebbe stato di difficile comprensione da parte dei cittadini dopo le ben note vicende che hanno visto il Comune andare all’attacco delle strutture commissariali del governatore Gianni Chiodi e di alcuni dominus della ricostruzione come l’ex direttore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, nomina prima caldeggiato dal Partito democratico e poi ripudiata.

I diretti interessati glissano sull’argomento, ma non nascondo che un po’ di frizioni ci siano.

Alla domanda di AbruzzoWeb sui suoi rapporti con Di Stefano, infatti, Aielli tergiversa e afferma di avere “una proficua collaborazione con i tecnici del suo settore” quindi, incalzato, ribadisce: “dialogo senza problemi con il Comune e con il suo massimo rappresentante, il sindaco”, senza mai citare l’assessore.

“Tra l’altro il primo cittadino – aggiunge – e il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis mi hanno fatto delle telefonate di solidarietà”: circostanza anomala, questa, visto che Daniele è un esponente dello stesso partito di Gdm.

“Non voglio fare polemiche – dice ancora Aielli – opero secondo quanto stabilisce la legge, le informazioni che il Comune chiede le avrà entro il 30 settembre, per adesso posso dire che lavoriamo a pieno regime in pieno raccordo con il Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali (l’organismo della Presidenza del Consiglio che coordina le attività della ricostruzione, ndr) e sforniamo pratiche per 100 milioni al mese”.

Di Stefano, dal canto suo, cerca di smorzare gli animi: “non ho alcun problema con Aielli, chiedo solo di conoscere lo stato dell’arte dei cantieri in centro storico, credo di essere nelle condizioni di poterlo fare visto l’incarico che ho in Giunta”.

“Qui non ci sono depositari di verità assolute – prosegue – per cui il confronto è fondamentale: io e il direttore abbiamo lo stesso obiettivo, far funzionare al meglio la macchina amministrativa della ricostruzione, sarebbe paradossale se ci mettessimo a litigare, però ognuno deve avere consapevolezza del proprio compito”.

LE REAZIONI

LA MINORANZA, ”CIALENTE TACE, HA SFIDUCIATO DI STEFANO?”

L’AQUILA – Sulla guerra tra il Comune dell’Aquila e l’Ufficio speciale per la ricostruzione del capoluogo con tanto di vertice per ridimensionare il responsabile Paolo Aielli, “emerge un dato politico importante, ovvero il silenzio del sindaco Cialente. In politica questi silenzi hanno un nome: sfiducia nei confronti del proprio assessore”.

Lo affermano due esponenti dell’opposizione in Consiglio comunale, Luigi D’Eramo e Vito Colonna, chiedendo a gran voce: “Il sindaco Cialente deve schierarsi!”.

LA NOTA COMPLETA

Ci troviamo di fronte all’ennesimo scontro istituzionale nei processi della ricostruzione post sisma tra la maggioranza di centrosinistra al Comune dell’Aquila e, in questo caso, il dott. Aielli super dirigente dell’ufficio Usra (ufficio speciale ricostruzione).

Il tutto avviene all’insaputa della città e di gran parte del Consiglio comunale, secondo uno schema di omertà ben noto che caratterizza l’operato dell’Amministrazione Cialente.

Da una parte abbiamo il dott. Aielli che sostiene di dover rispondere solo al dipartimento dello Sviluppo delle economie territoriali (presidenza del Consiglio dei ministri), dall’altra l’assessore alla Ricostruzione Piero Di Stefano che rivendica l’autorità e l’agibilità nello svolgimento del suo incarico istituzionale.

Non crediamo che il motivo del contendere possa essere relativo al solo fatto che Aielli non vuole rimettere al Comune i dati del lavoro dell’ufficio che dirige, il che sarebbe comunque grave e omissivo, ma crediamo invece che sotto la cenere possa celarsi una guerra di visibilità su ipotetici risultati da cogliere o cosa ancora peggiore per la Città uno scontro relativo ai metodi e alle scelte da applicare nei processi della ricostruzione. La storia che si ripete!

Emerge un dato politico importante, ovvero il silenzio del sindaco Cialente. Politico abituato a parlare di tutto e su tutto, spesso a straparlare, oggi tace!

Le “belle” parole spese nel passato, riservate ai predecessori del dott. Aielli, sull’autonomia del Comune rispetto al resto del “mondo”, la riconsegna sistematica della fascia tricolore, l’ammaino della bandiera Italiana , oggi non vengono neanche paventate.

In politica questi silenzi hanno un nome: sfiducia nei confronti del proprio assessore. Se ci troviamo innanzi a una crisi di Giunta il sindaco avrebbe l’obbligo di annunciarla.

Il sindaco Cialente deve schierarsi! Sostenere il proprio assessore e sfiduciare politicamente il dott. Aielli o sostenere quest’ultimo ed essere conseguente nei confronti dell’assessore Di Stefano. Tutto questo mentre L’Aquila continua a pagare il prezzo più alto a causa di una politica distratta da beghe e litigi dannosi.