L’AQUILA – Tira aria di resa dei conti all’interno del centrosinistra al comando da quasi 10 anni nel Comune dell’Aquila: la sinistra è pronta a non votare il bilancio, provvedimento decisivo per non far cadere l’ente, il Partito democratico avverte che sarebbe una mossa strumentale e contro il bene della città, l’Italia dei valori rimane con due gruppi consiliari nessuno dei quali rappresentativo della linea del partito che è ormai anti-Massimo Cialente.
Il caso si è scatenato dopo la promessa, giunta ieri, di un contributo di 16 milioni di euro da parte del governo per compensare minori entrate e maggiori uscite legate al sisma del 6 aprile 2009: fondi attesi da mesi ma mai inseriti in nessuna legge, a causa di una serie di riconteggi del fabbisogno, e ora solo promessi in un prossimo “idoneo provvedimento”.
Alla luce di questo inghippo, il Comune dovrà approvare un bilancio a zero, con la tassa sui rifiuti aumentata del 20% e tagli a servizi, cultura e sociale, per poi procedere a giugno a una “maxi” variazione dello strumento finanziario, una volta che i milioni saranno inseriti in un articolo del decreto Enti territoriali 2016.
Una prospettiva che al momento è l’unica percorribile, la sola alternativa è non approvare il bilancio entro il 25 maggio, quando scadrà la diffida a provvedere del prefetto Alecci rispetto al termine massimo del 30 aprile, e andare a casa.
Cionondimeno, a Giustino Masciocco (Sinistra italiana) ed Enrico Perilli (Rifondazione comunista), entrambi presidenti di commissione, questo scenario non va bene.
“È l’ennesima riprova del fatto che il nostro territorio è stato oramai espugnato politicamente dal presidente della Regione Abruzzo, alla faccia di ‘progetto L’Aquila’ e dei proclami ulivisti del Partito democratico aquilano”, scrivono.
Fino ad arrivare alla vera e propria minaccia: “Se il Pd si ritiene autosufficiente, lo sia fino in fondo – dicono – Come gruppi consiliari del partito della Rifondazione comunista e di Sinistra italiana ci sentiamo di comunicare alla città che deleghe in bianco al Governo, alla Regione e al Partito democratico non le daremo”. Vale a dire: astensione o voto negativo.
La cosa non dovrebbe provocare scossoni a Cialente, che dovrebbe avere comunque i numeri per approvare il bilancio, pur risicati: con il suo stesso voto sono 11 i consiglieri del Partito democratico, 2 dell’Italia dei valori, 3 in tutto di Cattolici e democratici, Centro democratico e Alleanza per l’Italia.
Fanno 16 e basteranno anche se, sulla carta, i contrari tra opposizione e ribelli di maggioranza potrebbero essere ben 17, quindi prevalenti: ma da un lato è difficile pensare che tra la sgangherata minoranza non ci siano assenze, dall’altro i due di sinistra difficilmente vorranno essere “killer” dell’amministrazione fino in fondo se alla fine dipenderà solo da loro.
Puntuale è arrivata, comunque, la risposta del Partito democratico, affidata a una nota del segretario comunale Stefano Albano e del capogruppo in aula Stefano Palumbo, che parlano di “responsabilità, che vogliamo credere sia ancora forte e presente in tutte le forze” mentre “ogni altra considerazione a questo punto apparirebbe, oltre che incomprensibile, di secondo piano e strumentale rispetto agli interessi della città”.
Intanto, sempre in seno al centrosinistra si consuma lo strappo definitivo della guerra interna all’Italia dei valori: l’assessore Giovanni Cocciante, il capogruppo Giuliano Di Nicola e il consigliere Adriano Durante annunciano l’uscita dal partito, pur mantenendo per ora il nome del gruppo consiliare.
Da quanto appreso, verrà avviata una discussione con il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, sulle modalità per costituire un gruppo indipendente, ma servono almeno 3 consiglieri, per questo finale di consiliatura. Per il futuro, si vedrà.
Il partito ex dipietrista è devastato da diatribe interne continue dal 2012 e che ancora oggi vanta ben due gruppi consiliari, uno di opposizione legato alla civica di Angelo Mancini e quello appunto di maggioranza dei lealisti di centrosinistra di Di Nicola.
La cosa buffa è che nessuno di questi due gruppi rappresenta, a oggi, la linea del partito.
Di Nicola, difatti, è finito in polemica perenne con il segretario regionale Lelio De Santis che, dopo aver perso per le sue continue esternazioni il posto di assessore al Bilancio in favore dell’attuale Cocciante, è divenuto il maggior picconatore di Cialente assieme a una parte del partito, con l’ultima nota firmata da Gian Luca Capanna, coordinatore cittadino, e Paolo Mingroni, componente del coordinamento.
I cialentiani nell’Idv ormai stanno stretti, perciò tagliano la corda rimanendo nel centrosinistra con cui, d’altronde, 4 anni fa si erano apparentati in vista del ballottaggio.
MASCIOCCO E PERILLI: “NIENTE DELEGHE IN BIANCO”
“Gentile Sindaco …omissis… le comunichiamo che il Governo intende procedere ad un’assegnazione di risorse in favore del Comune dell’Aquila, per il 2016, pari a 16 milioni di euro con un prossimo idoneo provvedimento…”.
Verrebbe da dire, tutto qui? Non ci si può credere che quello sopra riportato è il succo del documento, firmato dal sottosegretario De Vincenti e dalla sottosegretaria De Micheli, che dovrebbe impegnare il governo per la copertura delle minori entrate o delle maggiori uscite che il nostro Comune ancora registra a causa degli eventi sismici di sette anni fa”.
Non è servita l’umiliazione che abbiamo subito, per aver dovuto asseverare i relativi conteggi all’Usra (praticamente un ufficio del Comune) e alla Regione Abruzzo.
Non sono servite le sfilate del premier Renzi con il presidente della Regione D’Alfonso, l’ultima visita ha riguardato la firma del Masterplan Abruzzo, (sostanzialmente una colata di cemento per il 90% inutile, o meglio utile solo per chi la realizzerà), per convincere il Governo ad assegnarci la cifra di cui abbiamo bisogno, ovvero 23 milioni di euro.
Questa, purtroppo, è l’ennesima riprova del fatto che il nostro territorio è stato oramai espugnato politicamente dal presidente della Regione Abruzzo, alla faccia di “progetto L’Aquila” e dei proclami ulivisti del Partito Democratico aquilano.
Purtroppo, nonostante le reiterate richieste per ottenere un trasferimento straordinario che servisse a scongiurare l’ulteriore innalzamento delle imposte (in aggiunta all’aumento già avvenuto del 20% della Tari) e della sicura diminuzione nell’erogazione dei servizi che interessano i nostri concittadini, la comunicazione ricevuta dai due sottosegretari non riporta alcun impegno del Governo sulla certezza dei tempi di assegnazione del contributo promesso e sul relativo strumento legislativo. Risulta evidente che tale situazione è inaccettabile.
Le informazioni che la città riceve, riguardanti il rapporto dell’amministrazione comunale con il Governo e la Regione, sono contraddittorie e lacunose, invece dovrebbero essere chiare, trasparenti e condivise: risulta evidente che la discussione politica, su questi temi, non può essere certo cosa interna al Partito Democratico, come invece sta avvenendo.
Se il Pd si ritiene autosufficiente, lo sia fino in fondo. Come gruppi consiliari del partito della Rifondazione comunista e di Sinistra italiana ci sentiamo di comunicare alla città che deleghe in bianco al Governo, alla Regione e al Partito democratico non le daremo.
Enrico Perilli capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista
Giustino Masciocco capogruppo di Sinistra Italiana
MA IL PD RISPONDE: “SAREBBE CONTRO LA CITTA’”
Ancora una volta la coalizione di centrosinistra porta a casa un risultato importantissimo e non affatto scontato, ottenuto con la determinazione che da sempre la porta a difendere, prima di ogni altra cosa, gli interessi della città.
Riteniamo che con l’impegno da parte del Governo nel trasferimento di 16 milioni di euro a copertura delle minori entrate e delle maggiori spese sostenute dal Comune a seguito del sisma, venga garantita la possibilità di impostare un bilancio rispondente alle esigenze, ai diritti e alla dignità della comunità aquilana. Nonostante le difficoltà incontrate ci accingiamo infatti ad approvare un bilancio in anticipo rispetto a quanto fatto negli anni precedenti e meno oneroso per i cittadini. Alle accuse strumentali dell’opposizione per l’aumento della Tari risponde l’oggettività dei numeri: grazie all’abolizione della Tasi sulla prima casa (provvedimento introdotto dal Governo nella legge di stabilità), rispetto allo scorso anno i cittadini aquilani beneficeranno complessivamente di una riduzione della pressione fiscale di quasi 3 milioni di euro.
Per ricostruire una città distrutta dal terremoto ci vuole responsabilità di governo, che la maggioranza cittadina ha sempre assunto nei momenti di difficoltà (dalla delibera sulle aree bianche al voto sulle tariffe dello scorso consiglio comunale) e vicinanza del Governo che misuriamo non solo dalle frequenti visite in città del presidente del Consiglio ma soprattutto dalla concretezza dei 5 miliardi stanziati nella legge di stabilità per la ricostruzione privata (che ormai viaggia con la velocità di elenchi pubblicati ogni 2-3 mesi) e dalla misura del 4% dei fondi destinati alla ripresa economica; comportamenti e rapporti politici ed istituzionali (che il Pd ha sempre messo a servizio dell’intera coalizione) grazie ai quali stiamo dimostrando di poter vincere una sfida in cui pochi credevano solo fino ad un paio di anni fa e che ci rende oggi orgogliosi agli occhi del Paese.
Questa è l’occasione ulteriore per dimostrare e ribadire questa responsabilità, che vogliamo credere sia ancora forte e presente in tutte le forze che assieme al Partito democratico sostengono e fanno parte dell’amministrazione comunale. Ogni altra considerazione a questo punto apparirebbe, oltre che incomprensibile, di secondo piano e strumentale rispetto agli interessi della città, che oggi coincidono totalmente con l’approvazione del bilancio.
Stefano Palumbo
Capogruppo Partito democratico in Consiglio comunale
Stefano Albano
Segretario Partito democratico L’Aquila
COCCIANTE, DI NICOLA E DURANTE: BASTA CON L’ITALIA DEI VALORI
A tutto c’è un limite: alla pazienza, come alla decenza! Per decenza e poiché avevamo compreso il senso di frustrazione e profonda delusione, sino ad ora avevamo accuratamente evitato di replicare alle quotidiane esternazioni del segretario regionale dell’Idv che sente l’esigenza di essere sui media locali per non farsi dimenticare, per non cadere nell’oblio della politica cittadina, cui inesorabilmente è destinato.
Le ripetute e tuttologiche esternazioni di chi si è fatto defenestrare da un ruolo importante dell’amministrazione del capoluogo crediamo che siano insopportabili per tutti quei cittadini che sono interessati alla cosa pubblica in maniera costruttiva.
Non vogliamo qui ripercorrere l’iter che a partire dalle elezioni del 2012 hanno portato alla nomina del precedente assessore al Bilancio e Turismo rimasto in carica sino al novembre del 2015. Tutti sanno come si era candidato, quale capolista per l’Idv, e per un politico accorto quale vorrebbe apparire è un dettaglio di poco conto aver dimenticato di firmare l’accettazione della candidatura! Conosce bene l’iter successivo che lo ha portato a rivestire il ruolo di assessore e conosce bene chi se ne è fatto carico!
Ma questo appartiene al passato. Veniamo al presente e ai fulgidi tre anni del suo assessorato. Abbiamo approvato il bilancio di previsione del 2013 a novembre di quell’anno. L’anno scorso è stato approvato il bilancio il 24 agosto del 2015 con 24 milioni di euro concessi dal governo.
Quest’anno tutti i cittadini aquilani sanno come stanno le cose e come il governo abbia promesso una cifra inferiore di ben 8 milioni rispetto allo scorso anno e proprio il governo ha imposto all’amministrazione di fare il proprio dovere sul fronte della tassazione. Fare i “soloni” con le tasche piene è facile per chiunque, difficile lo diventa quando le risorse scarseggiano.
Viene poi spontaneo fare qualche riflessione che chiunque è in grado di fare: perché presentare ricette valide per tutti gli argomenti su cosa si dovrebbe fare, quando per 3 anni e mezzo è avuto la possibilità di farlo e non lo si è fatto? Inoltre, perché ha nascosto alla città questa valida squadra di valenti economisti che ci insegnano come fare “un bilancio di sinistra”? Poteva avvalersene prima, la città li avrebbe di sicuro ringraziati.
Al di là di una facile ironia, ci preme far conoscere alla città il lavoro che l’attuale assessore al Bilancio sta facendo ed esporremo in una prossima conferenza stampa , dopo l’approvazione del Bilancio, dati fatti e circostanze precise e puntuali.
Teniamo solo a precisare che il responsabile regionale dell’Idv, da quando è stato defenestrato non ha più convocato né il gruppo consiliare né l’assessore, con ciò dimostrando di non essere il politico responsabile dedito al bene della città, ma esternando tutto il suo livore per la perdita della poltrona, a cui si sentiva inscindibilmente legato. È così che si fa squadra? Concetto a lui tanto caro!
Tutto quanto sopra affinché i cittadini sappiano che nell’attuale Consiglio comunale non esiste più un gruppo dell’Idv né un assessore dell’Idv.
Ci sia consentita infine una considerazione: se alle prossime consultazioni amministrative per il Comune di L’Aquila l’Idv prenderà tanti voti per quante sono le parole in libertà del suo segretario regionale, ebbene non ci sarà partita.
Con questo comunicato riteniamo chiusa ogni diatriba con l’Idv, anche per non dare visibilità a una persona che si è vista tagliare sul più bello ogni ambizione gelosamente custodita.
I consiglieri di maggioranza Giuliano Di Nicola Adriano Durante
L’assessore al Bilancio Giovanni Cocciante.
L’IDV: DURANTE E DI NICOLA GETTANO LA MASCHERA
L’attacco personale, scomposto e rancoroso dei due consiglieri comunali nei confronti del segretario regionale dell’Idv è uno sfogo indegno per nascondere una condotta politica discutibile. I due consiglieri comunali hanno gettato la maschera dando ufficialità ad una decisione personale assunta dopo la rottura politica decisa dal Sindaco.
Tale iniziativa è stata prima contrastata e poi accettata, disobbedendo anche alla segreteria nazionale, evidentemente per non perdere la poltroncina di consiglieri. Il segretario regionale in quella vicenda ha preferito anteporre l’interesse generale a quello personale, altri no.
Il loro è un risentimento ancora più ingiustificato perché anche in questa circostanza, che ruota intorno all’approvazione del bilancio del Comune dell’Aquila, il coordinamento ha espresso soddisfazione per la promessa di 16 milioni da parte del governo che consentirà all’assessore e al consiglio comunale di varare il bilancio. Se poi l’invito dell’Idv a non aumentare le tasse è diventato un reato ed una forza politica non può esprimere opinioni allora è meglio non parlare di democrazia.
L’Italia dei Valori è una forza politica interna al centrosinistra che vuole contribuire, in maniera costruttiva, alla gestione della cosa pubblica.
Il coordinamento cittadino dell’Italia dei valori
DE SANTIS: INCOERENTI E INGRATI
La nota provocatoria non merita commenti, stante lo squallore dei toni e la pochezza degli argomenti. In politica, l’incoerenza e l’ingratitudine sempre di più dominano la scena, auguro loro buona fortuna.
Gli amministratori passano, le buone idee rimangono.
Lelio De Santis, segretario regionale Idv





