L’AQUILA – “Il sindaco, Massimo Cialente, mi ha parlato del provvedimento ma mi ha spiegato che si trattava di una rotazione di dirigenti, di avvicendamenti all’interno del Comune. Il mio ruolo di responsabile dell’assistenza alla popolazione della Struttura di gestione dell’emergenza non può essere messo in discussione da un provvedimento del primo cittadino, sarebbe illegittimo in quanto la mia nomina dipende dal commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi”.
È amareggiata la dirigente comunale Paola Giuliani dopo l’indiscrezione relativa di una sua rimozione dalla Sge contenuta in un documento che già sarebbe alla firma del sindaco.
Non sente di doversi difendere da alcuna accusa, ma anzi contrattacca affermando: “Io lavoro solo per la città, non ho padroni, non sono la sguattera di nessuno. In questi due anni non ho favorito nessuno, ho trattato tutti i cittadini nella stessa maniera. Ho rispettato le regole e tutte le persone con cui mi sono confrontata. Tutti i cittadini che sono venuti in Sge sono con me”.
Non ci sta, inoltre, la dirigente a passare per una “arpia”, come ha sottolineato.
“Penso che gli aquilani dovrebbero dirmi grazie per tutto quello che ho fatto e per l’impegno che ho messo nel mio lavoro. Lo sto facendo senza averne nessun beneficio personale, anzi ci ho rimesso in termini di salute. Vorrei che questo la gente lo capisse, e nessuno l’ha detto. In 30 anni di lavoro al Comune non ho mai voluto o cercato vetrine mediatiche, perché sono abituata a fare il mio dovere, con dedizione, e se sono arrivata dove sono adesso è proprio grazie al mio spirito di abnegazione e rispetto delle regole”.






