L’AQUILA – Per ora tutto congelato, o quasi, perché ci sono le elezioni europee oltre che le elezioni amministrative. Poi però si prevede una estate calda al Comune dell’Aquila, dove dovrà essere affrontata la questione della sostituzione dell’attuale e riconfermato presidente del consiglio comunale, Roberto Santangelo, leader di L’Aquila futura e neo esponente di Forza Italia, che è anche assessore regionale, rieletto a marzo con ben 9.587 voti. E che potrebbe fare un passo indietro dalla presidenza del consiglio comunale in autunno, dopo la Perdonanza, per opportunità politica, per evitare un sovraccarico di incombenze, anche se non c’è incompatibilità tra le due cariche.
Il posto della presidenza scatena legittimi appetiti, per il peso politico della carica, e anche in virtù di uno stipendio da oltre 11mila euro al mese lordi. E ciò rischia di destabilizzare la maggioranza del sindaco Pierluigi Biondi, contrarissimo pertanto ad ogni ipotesi di rimpasto, e che vorrebbe un semplice rimpiazzo della presidenza, senza toccare la giunta, dove nessuno vuole mollare il posto, né tantomeno allargare la partita alla postazione del vicesindaco, Raffaele Daniele, suo fedelissimo, ipotesi di cui questa testata ha già parlato.
Ma intanto Biondi continua a subire le legnate a mezzo stampa da parte del vicepresidente provinciale di Fi, Giorgio De Matteis e del segretario cittadino Stefano Morelli, che chiedono una verifica dell’azione di governo oltre che appunto un rimpasto, che compensi il passaggio del loro unico assessore, Roberto Tinari, all’Udc.
Sarebbe però riduttivo limitare lo scontro tra il sindaco e il duo De Matteis e Morelli. La partita, sempre di più si gioca anche dentro la stessa Forza Italia. E cresce il sospetto, per non dire il timore che in realtà Santangelo, figura in grande ascesa degli azzurri, non solo nel capoluogo, non ha nessuna convenienza e voglia di seguire la linea dura di De Matteis e Morelli.
Finora, per dirne una, gli altri due consiglieri di L’Aquila futura, Guglielmo Santella e Laura Cococcetta non hanno aderito al gruppo di Forza Italia, seguendo come sarebbe stato naturale il loro leader. E l’assessore di L’Aquila futura, Manuela Tursini, sembra andare d’amore e d’accordo con il sindaco e gli altri componenti della giunta. Lo stesso Santangelo non ha del resto mai profferito verbo contro il sindaco e la sua maggioranza, e lo stesso vale anche per l’unico consigliere comunale rimasto a Fi, Daniele D’Angelo, visto che Maria Luisa Ianni è passata al gruppo misto.
Fi, se vuole, con buoni argomenti, rivendicare un posto in giunta e più peso nelle scelte politiche, dovrebbe prima di tutto rafforzare il suo gruppo consiliare, per togliere ogni argomento di diniego all’inflessibile sindaco Biondi.
C’è però chi assicura che in realtà Santangelo non voglia affatto sciogliere dentro Fi L’Aquila futura, facendo salire il gruppo a 4 componenti, rinunciando alla potenza di fuoco del suo movimento civico di cui è leader assoluto e indiscusso, come hanno confermato i suoi 9.587 alle regionali, primo tra gli azzurri, davanti anche al riconfermato presidente del consiglio regionale, il pescarese Lorenzo Sospiri, e quarto in assoluto tra tutti gli eletti. Al radicamento di L’Aquila futura, si aggiunge poi il ruolo di peso ricoperto dalla sorella di Roberto Santangelo, Alessandra Santangelo, presidente dell’Afm, la società comunale che gestisce le farmacie.
Al fianco di Roberto c’è poi chi assicura che agisca come fine e rodato stratega, anche lui contrario ad una fusione dentro Forza Italia, il fratello Salvatore Santangelo, saggista, giornalista, docente di Geografia delle lingue all’Università Tor Vergata di Roma, ex vice-presidente della Gran Sasso acqua, e da marzo 2023 responsabile dell’Area comunicazione omni-canale e content management dell’Inps. Il suo nome era stato proposto a Biondi sul tavolo di maggioranza come possibile vicesindaco, nell’ipotesi di un rimpasto più largo, ma ovviamente il diretto interessato ha ben altri progetti, ed è lanciato in una carriera di livello nazionale.
Se così stanno le cose, l’ipotesi che andrebbe a genio sia a Santangelo che a Biondi – molto meno a De Matteis e a Morelli, messi a quel punto all’angolo -, è semplicemente assegnare la presidenza del consiglio a Santella, con un rimpiazzo interno a L’Aquila futura, che resterà gruppo autonomo.
Ma non va escluso nemmeno a priori che resterà al suo posto lo stesso Santangelo, per tagliare la testa al toro, anche se questo significa che dovrà sobbarcarsi una mole di lavoro non indifferente, da presidente del consiglio comunale e nello stesso tempo da assessore regionale con deleghe pesanti a Politiche sociali, Formazione e istruzione, Ricerca e università, Beni e attività culturali e di spettacolo.
Tramonterebbe così definitivamente anche l’ipotesi della presidenza del consiglio a Livio Vittorini, di Fdi, ora presidente commissione bilancio, che vorrebbe coronare il sogno di ricoprire l’incarico che fu del padre Stefano Vittorini, scomparso nel 2015. Ipotesi che viene esclusa oramai anche dentro Fdi, visto che intanto Vittorini ha ottenuto per la sua area politica il posto della presidenza della Gran Sasso Acqua, assegnata a Ivo Pagliari, che ha rimpiazzato l’ex assessore Alessandro Piccinini, che si era dimesso per candidarsi con Fdi alle regionali. Piccinini ha mancato l’ingresso all’emiciclo per una manciata di voti, e ora ha il dente avvelenato per chi dentro il partito lo ha tradito e gli ha fatto mancare voti decisivi.
Inoltre la presidenza a Vittorini significherebbe sovradimensionare Fdi nelle cariche di vertice, avendo oltre al sindaco già tre assessori, dunque di conseguenza si tornerebbe all’ipotesi rimpasto, ovvero al dover cedere un posto in giunta, che può essere anche esterno, con scelta affidata allo stesso Santangelo e a Forza Italia, visto che la Lega non ha nulla a che pretendere, e nemmeno le altre forze. Quello che Biondi non vuole, nel nome dell’immota manet, a garanzia della stabilità della sua maggioranza. Filippo Tronca





