L’AQUILA – Spira sempre più forte il vento della crisi al Comune dell’Aquila. Oggi è mancato il numero legale, facendo saltare la riunione del Consiglio, e la minoranza ne ha approfittato per chiedere le dimissioni del sindaco, Massimo Cialente (nella foto).
Raggiunto al telefono, il primo cittadino però preferisce non commentare queste rivendicazioni. “Non voglio dire assolutamente nulla – annuncia – Voglio solo far notare che la situazione di questa città si fa sempre più drammatica. È solo questa la mia preoccupazione, per il resto Dio vede e provvede”.
Stimolato ulteriormente, Cialente fa capire di stare valutando tutte le ipotesi, quindi anche quelle delle dimissioni: “Farò la cosa più giusta per la città – spiega – come ho sempre cercato di fare sia prima del terremoto, sia, dopo aver messo in salvo la mia famiglia, dalle 4 del 6 aprile 2009”.
CIALENTE MINACCIA DIMISSIONI NEL VERTICE DI MAGGIORANZA
L’AQUILA – Acque agitate nella maggioranza di centrosinistra al Comune dell’Aquila: secondo l’Ansa, il sindaco e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, ha minacciato le dimissioni dopo che la seduta del Consiglio comunale di oggi è andata deserta per l’assenza di molti consiglieri di maggioranza.
In una successiva riunione di maggioranza, Cialente ha anche denunciato il fatto che nei giorni scorsi non è stato difeso dalla sua coalizio quando è stato al centro di attacchi da parte di esponenti del centrodestra sulla questione terremoto.
“Se queste sono le condizioni per lavorare per la nostra città è meglio andare a casa – ha detto Cialente ai consiglieri del centrosinistra – Se dobbiamo governare, dobbiamo essere coscienti dei sacrifici da fare e degli impegni da rispettare, a partire dall’arrivare in orario al Consiglio comunale”.
Nelle passate settimane la compattezza della maggioranza era stata già messa a dura prova dalle dimissioni dell’assessore Giustino Masciocco e del direttore generale, Massimiliano Cordeschi.
LA MINORANZA: ”CENTROSINISTRA SFILACCIATO, CIALENTE SI DIMETTA”
L’AQUILA – Al vertice di maggioranza convocato a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale dell’Aquila per mancanza di numero legale, i consiglieri di minoranza hanno contrapposto una conferenza congiunta per chiedere le dimissioni del sindaco, Massimo Cialente, “che ormai è rimasto senza sostegno”.
Una valutazione condivisa tra le varie forze dell’opposizione. “Negli ultimi mesi – ha spiegato Emanuele Imprudente (Mpa) – abbiamo assistito a un progressivo sfilacciamento del centrosinistra, a partire da Rifondazione comunista, per arrivare poi alle forze più moderate. Ci chiediamo se sia il caso di proseguire con questo assetto”.
Per il consigliere Luigi D’Eramo (La Destra), “questa maggioranza si sta sciogliendo come neve al sole, non ha più voce in capitolo e tante decisioni sono impossibili da portare avanti, perché alcuni assessori sono latitanti da mesi, si pensi a Ermanno Lisi, assessore alle Opere pubbliche, che si è visto l’ultima volta solo sui cartelloni delle elezioni provinciali”.
Enrico Verini (Rialzati L’Aquila) ha parlato di Cialente come “un sindaco rimasto solo perché non ha agevolato la partecipazione dei cittadini alle scelte della ricostruzione”.
MANCA IL NUMERO LEGALE, SALTA IL CONSIGLIO COMUNALE
L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila non si è tenuto per mancanza del numero legale.
In apertura dei lavori è stata messa ai voti una proposta del consigliere Luigi D’Eramo (La Destra) per l’inversione dell’ordine del giorno, in particolare finalizzata alla discussione, come primo punto, della proposta di deliberazione relativa all’individuazione di 10 punti strategici per la ricostruzione del centro storico dell’Aquila e delle frazioni.
Al momento della votazione l’opposizione di centrodestra ha abbandonato l’aula. Sono risultati presenti 18 consiglieri e la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale.
I gruppi di centrodestra terranno una conferenza stampa per discutere dell’esito della seduta consiliare e spiegare il loro comportamento.






