L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato (19 voti favorevoli, 11 contrari, 1 astenuto) la proposta deliberativa contenente “l’atto di indirizzo per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società”.

Il documento è stato illustrato in aula dal sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi.

Si tratta di un provvedimento atteso da tempo, dal momento che già poche settimane dopo il voto AbruzzoWeb aveva anticipato la gran parte dei futuri amministratori delle società, scelti su una logica rigorosa di spoil system politico.

Il bando è rimasto sul tavolo della Giunta senza mai essere approvato per mesi, la maggioranza si è anche spaccata sul requisito della laurea, richiesta dai salviniani, negata dai forzisti, finché alla fine non è stata trovata una situazione di compromesso: si dovrà avere il titolo accademico oppure un’esperienza triennale nel ruolo.

A complicare il quadro ci si è messo il Centro turistico del Gran Sasso, partecipata che gestisce gli impianti turistici e ricettivi di montagna, dove per dare una svolta è stato nominato il dirigente dell’avvocatura Domenico De Nardis, incarico definito “pro tempore” e contestato dalle opposizioni.

Ora finalmente l’attesa approvazione che consentirà al sindaco di ottenere un “plafond” di nomi da cui, comunque, sceglierà a discrezione.

L’ATTO

Il costo annuale per i compensi degli amministratori non potrà superare l’80 per cento di quello complessivamente sostenuto nel 2013 e il compenso lordo annuale attribuito all’amministratore unico o al consiglio di amministrazione non potrà essere superiore al 75 per cento delle indennità spettanti agli assessori comunali.

In presenza di un Consiglio di amministrazione tale compenso sarà ulteriormente suddiviso, attribuendo il 60 per cento al presidente e suddividendo la restante quota del 40 per cento, in parti uguali, tra i restanti componenti dello stesso Cda.

All’amministratore unico e al presidente sarà riconosciuto un compenso fisso minimo pari al 50 per cento del complessivo previsto e una parte variabile, pari al rimanente 50 per cento, vincolata al risultato raggiunto nell’anno di riferimento, da valutarsi in base al conseguimento degli obiettivi assegnati.

Potranno essere nominati i candidati, in possesso, alternativamente, di un diploma di laurea (come da vecchio ordinamento), di una laurea specialistica o magistrale oppure di una comprovata esperienza amministrativa o con ruoli di gestione, di almeno 3 anni, in enti pubblici, aziende, istituzioni, fondazioni, consorzi e società partecipate del Comune.

Il sindaco assegnerà ai componenti degli organi di amministrazione un documento di programmazione, nel quale saranno indicati gli obiettivi e le responsabilità di gestione, con particolare riferimento al contenimento dei costi, all’efficacia ed efficienza, nonché alla qualità dei servizi resi. Il mancato raggiungimento di tali obiettivi può essere causa di revoca della nomina.

IL “TOTO”

Per il “toto” presidenze, i nomi restano quelli anticipati da AbruzzoWeb fin dalla scorsa estate: per l’Azienda servizi municipalizzati (Asm) che si occupa del ciclo dei rifiuti, l’accordo prevede che vada a un esponente di Forza Italia, e si tratta di Paolo Federico, sindaco di Navelli e funzionario dell’Agenzia del territorio.

L’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm), che gestisce le farmacie comunali, andrà alla civica L’Aquila futura dei fratelli Santangelo e un particolare al capofamiglia, Salvatore Santangelo, già vice presidente di Gsa. L’Azienda per la mobilità aquilana (Ama) sarà appannaggio di Noi con Salvini, che ha tenuto coperti i nomi.

Al Centro turistico del Gran Sasso, che gestisce gli impianti sciistici di Campo Imperatore e le strutture alberghiere, ancora indiziato l’avvocato Gianluca Museo, della “lobby” Save Gran Sasso, associazione che ha promosso un referendum prima e raccolto 11 mila firme.

Certo al Servizio elaborazione dati (Sed) il coordinatore comunale dell’Unione di centro Luciano Bontempo. Infine, al Centro per anziani Ex Onpi, si attende ancora un nome coperto salviniano.

LE REAZIONI

CENTROSINISTRA: “SETTE MESI DI ATTESA INUTILE”

“Sette mesi trascorsi inutilmente. Tanto ci è voluto perché arrivasse in Consiglio l’atto di indirizzo sulle nomine ai vertici delle società partecipate. Nel frattempo tutte le aziende comunali, che erogano servizi essenziali per i cittadini, hanno continuato a svolgere il loro lavoro solo grazie ad amministratori nominati dalla precedente Giunta comunale”.

I consiglieri comunali dei gruppi consiliari Pd, Il passo possibile, Mdp-Articolo 1, Cambiare insieme, Democratici socialisti, L’Aquila sicurezza lavoro.

“Oggi, dopo tanta attesa, è approdato in aula un provvedimento che non aggiunge nulla rispetto a requisiti e competenze degli amministratori di tali organismi – aggiungono – Null’altro che un ‘cappotto su misura’, fatto apposta per cucire addosso ai nominativi già prescelti i parametri previsti nel documento”.

I consiglieri del centrosinistra si dicono “molto delusi, poiché ci saremmo aspettati che si ‘rompesse il meccanismo’ (parafrasando lo slogan elettorale di Biondi, ndr). Invece nulla di tutto ciò. Un atto, quello approdato in Consiglio, che poteva essere licenziato mesi fa evitando una inutile attesa”.

“Rileviamo, infine, che questo atto così importante è stato votato nel più assoluto silenzio della maggioranza che non è intervenuta né per rivendicare la bontà del documento né per fugare i nostri dubbi”, concludono.

CIMORONI: “BOCCIATO EMENDAMENTO ANTI-PARENTELE”

A lamentarsi della bocciatura di un proprio emendamento è il consigliere comunale del gruppo L’Aquila chiama, Carla Cimoroni.

“In Consiglio comunale si è appena discusso l’atto di indirizzo per la nomina degli amministratori delle società partecipate. Tra le cause di incompatibilità previste c’è evidentemente la parentela con sindaco e assessori – ha scritto – Chiediamo che, allo stesso modo, siano incompatibili con la nomina anche i parenti dei consiglieri comunali. Chiaro perché: il Consiglio approva tutti gli atti relativi alle partecipate e vigila sui risultati conseguiti (o meno)”.

“Vi immaginate che in commissione sia chiamato a riferire sul proprio operato la moglie, il marito o il figlio di un consigliere? Lo trovate un rischio per una valutazione obiettiva? – ha aggiunto – Beh, i consiglieri di maggioranza no: infatti si sono opposti al nostro emendamento bocciato con 16 no e 11 sì, non presenti al voto Biondi e Santangelo”.

Assenza non casuale: il consigliere Roberto Santangelo è fratello del favorito per l’Afm Salvatore.

DE SANTIS: “ASTENUTO PERCHE’ DECIDE IL SINDACO”

“Il mio voto di astensione sulla delibera relativa all’atto di indirizzo per le nomine e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società deriva dalla consapevolezza che si tratta di decisioni in capo al sindaco”.

Lo precisa in una nota l’unico astenuto della votazione, il consigliere Lelio De Santis della lista Cambiare insieme dell’Italia dei valori.

“Il primo cittadino, infatti, ha il diritto di nomina, ma anche il dovere di rispondere della competenza dei designati e della qualità dei servizi erogati dalle aziende partecipate – aggiunge – Finalmente, dopo sette mesi, si potrà procedere, a breve, a rinnovare i vertici delle società”.

“L’auspicio è che ci sia una svolta reale nella loro gestione e che i servizi ai cittadini siano più efficienti e meno costosi”, conclude.