L’AQUILA – “Per Statuto dovrei avere una struttura come tutte le altre commissioni, visto che mi occupo potenzialmente di tutti gli atti del Comune dell’Aquila, mi è stato tolto il part-time che avevo e assegnata un’altra unità che è in malattia e sta per andare in pensione. Sono impossibilitato a operare”.
A lanciare l’allarme dai microfoni di AbruzzoWeb è Raffaele Daniele, consigliere comunale del capoluogo nel monogruppo dell’Unione di centro, presidente della quinta commissione (Controllo e garanzia), l’unica per prassi guidata da un esponente della minoranza.
Una commissione spuntata, senza personale e risorse, nel suo ruolo di vigilanza, peraltro guidata da un “impolitico” come Daniele, avvocato prestato all’amministrazione, che ammette la differenza con il suo predecessore, l’ex senatore e sindaco Enzo Lombardi: “Lui è un politico, io no”.
“Tutta l’opera istruttoria la svolgo io, ci metto quasi un mese a preparare ogni riunione per studiare la carte – spiega -. Il mio unico collaboratore si occupava solo di convocarla e verbalizzarla, ma ora non ho più neanche lui”.
“Il segretario generale, Carlo Pirozzolo, dovrebbe svolgere anche il ruolo di segretario della mia commissione – prosegue Daniele – Fino a oggi l’ho esonerato per rispetto, ma ora credo che mi avvarrò della sua collaborazione”. Daniele non ha contattato il sindaco, Massimo Cialente, per lamentarsi della situazione. “Queste criticità le sanno tutti all’interno del Palazzo, io non faccio proclami – spiega -. Non mollerò fino alla fine, ma ci sono assessorati mediamente inutili, o anche singoli consiglieri, che hanno staff nutriti, stanze e mezzi. Questa è la misura del rispetto istituzionale che c’è”.
Dopo i primi anni di forte attivismo e frequenti comunicazioni alla stampa, in questo scorcio finale di consiliatura l’azione di Daniele si è notevolmente rallentata.
“C’è stato un inizio in cui c’era mia forte partecipazione nei confronti del ruolo, poi ci sono stati problemi politici interni – conferma – La commissione ha continuato a svolgere il suo ruolo, io punto più alla sostanza che alla forma, non amo apparire”.
Inoltre, fa notare, “per contenere i costi non riunisco la commissione per ogni stupidaggine, ma 10 volte l’anno, circa una al mese”.
Tra i principali temi affrontati, “il rinnovo dei precari del Comune, le inchieste sull’aeroporto sfociate in rinvii a giudizio, la gestione di C.a.s.e. e Map, del Centro turistico, i bandi ritirati perché avevamo trovato irregolarità”, snocciola.
“Sull’uso dei fondi pubblici per spese private scoprimmo l’allora presidente del Centro turistico, sollevammo il caso e fu allontanato – rivendica il presidente – Abbiamo evidenziato l’incongruenza delle banche dati di C.a.s.e. e Map, abbiamo sollevato il caso della transazione con Banca Sistema e tantissime altre problematiche”.
Andando sulla politica, Daniele boccia la riproposizione di uno schieramento misto civico-politico di centro ancora griffata Giorgio De Matteis, come L’Aquila città aperta con cui è stato eletto in Consiglio nel 2012.
“Neanche Al Gore dopo che ha perso per 20 voti si è ricandidato – ammonisce – De Matteis credo abbia capito di aver fatto una grande cosa, che oggi va anche di moda, ma in politica è difficile rimanere per tanto tempo ed è facile scontentare le persone. Non vedo oggi in città gli estremi per poterla riproporre”.
Quanto alla situazione del centrodestra, “si pensa più a chi sarà il candidato sindaco, ma nessuno si pone un’idea di città”.
E Daniele, che negli anni migliori era chiacchierato anche di futuribile candidatura a sindaco, prima di uscire con le ossa rotte da una guerra tra faide interna a quello che resta dell’Udc, sul suo futuro sceglie di andarci piano, trincerandosi dietro una frase di circostanza.
“Con chi sto? Sto con L’Aquila, il mio impegno è per la città e spero di riconsegnare ai miei figli una città più bella di come l’ho trovata. L’Udc che si spacca e rispacca, le scissioni dell’atomo, non appassionano me, figuriamoci i cittadini”.
Neanche sicura una sua ricandidatura da consigliere. “La mia esperienza non è stata bellissima dal punto di vista pratico, ho una visione romantica della politica e mi sono scontrato con una realtà cruda – conclude – In questo momento mi sento più in pausa di riflessione che deciso a schierarmi e scendere di nuovo in campo”.






