L’AQUILA – Concorsi contestati al Comune dell’Aquila, le carte arrivano in procura.
A finire sotto la lente d’ingrandimento dei pm aquilani gli atti relativi alle procedure di mobilità interna, nonché alle selezioni per soli titoli per la formazione di una graduatoria da utilizzare per l’assunzione di personale a tempo determinato con il profilo di funzionario amministrativo, esperto in comunicazione e istruttore amministrativo.
Già dai primi giorni di novembre la procura dell’Aquila ha tra le mani i verbali di due sedute della commissione di Garanzia e controllo del Comune dell’Aquila, presieduta dal consigliere comunale del gruppo di Forza Italia Enzo Lombardi, in cui sono state segnalate anomalie nella predisposizione di delibere di Giunta e provvedimenti dirigenziali che riguardano il reclutamento del personale o il trasferimento di dipendenti già in organico da un settore all’altro dell’amministrazione.
“Sicuramente c’è stata un’attività poco chiara che va approfondita”, ha detto Lombardi ai commissari, quindi due di loro, i capigruppo della Dca e di Sinistra per L’Aquila, Roberto Tinari e Giuseppe Bernardi, hanno proposto: “mandiamo gli atti alla procura della Repubblica”, iniziativa che è stata approvata con dieci voti favorevoli e soli tre astenuti.
In particolare il presidente della commissione, sempre nel corso della seduta, ha sottolineato alcuni punti non chiari degli avvisi per le assunzioni a tempo determinato, che prevedevano la valutazione solo sulla base delle autocertificazioni: “il possesso di adeguata qualità non è riportato e non gli viene neanche dato un punteggio”.
“Ragion per cui – prosegue Lombardi – che cosa succede? Praticamente qui è (esaminato, ndr) solamente il punteggio della laurea, i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e pure di soggetti privati e i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con le pubbliche amministrazioni. Anche i co.co.co., che voi sapete che non si può fare. I co.co.co. sono consulenze, sono collaborazioni, quindi non sono di dipendenza. Gli si danno 7,50 punti, mica uno”.
“Per dire – spiega – rapporti di lavoro alle dipendenze pubbliche punti 3 e 1,50, ai co.co.co. 7 punti”.
“È una cosa terribile”, conclude Lombardi.
Al momento non ci sono sviluppi giudiziari sulla vicenda, si attendono le prossime mosse degli inquirenti. (alb.or.)





