L’AQUILA – “Noto, e me ne dispiaccio, un certo nervosismo da parte di alcuni consiglieri. Fra questi il compagno Enrico Perilli, che non deve avere coda di paglia, certo non accusavo lui. Lo invito però a rifarsi i conti, come ho fatto io, considerando che dalle riunioni svolte, togliendo Italia dei valori e Sinistra, ecologia e libertà, che avevano annunciato di non partecipare al voto, e tolto Peppe Ludovici, chiaramente, si prevedevano meno voti a Paolo Federico e più voti, almeno 5-6, a Gianni Padovani“.

Così in sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in risposta al consigliere comunale dell’Aquila Enrico Perilli, di Federazione della sinistra, attraverso la sua pagina Facebook.

Perilli aveva risposto rabbiosamente via AbruzzoWeb alle affermazioni del sindaco dell’Aquila, reo di aver accusato gli esponenti della sua maggioranza di non aver votato alle lezioni provinciali il candidato di centrosinistra espressione del Consiglio comunale del capoluogo, Gianni Padovani del Partito socialista italiano, che infatti non è stato eletto, per “vendicarsi” dell’appoggio dello stesso sindaco alla nomina a consigliere di amministrazione della società Gran Sasso Acqua Spa Salvatore Santangelo, ex di Alleanza nazionale.

“Tra l’altro la lettura di Abruzzoweb – di un mancato voto a Padovani per la vicenda Santangelo è sbagliata – afferma Cialente – poiché Padovani è stato tra i primi esponenti a firmare il documento di, diciamo, insulti nei miei confronti”.

“Il documento che esaltava, a cominciare da Peppe Ludovici, i limiti ‘invalicabili del centrosinistra’. Me sa tanto che tanto invalicabili per qualcuno non sempre lo sono”, conclude Cialente.