L’AQUILA – I consiglieri comunali dell’Aquila Daniele Ferella, Emanuele Imprudente e Luigi D’Eramo di Noi con Salvini e Gianni Padovani del Psi hanno inoltrato per conoscenza anche alla procura della Repubblica e a quella della Corte dei Conti l’interrogazione che hanno depositato per chiedere di fare chiarezza sulle assunzioni a chiamata diretta effettuate nei mesi scorsi con delibera dirigenziale ignorando gli idonei del concorso Ripam Abruzzo, il cosiddetto “concorsone”, quello bandito dopo il terremoto per l’assunzione di circa 300 persone a tempo indeterminato da impiegare negli uffici della ricostruzione.
“Il problema non sono naturalmente le singole persone ma le modalità con cui sono state scelte”, spiega Ferella, ribadendo come “non era possibile fare quel tipo di assunzioni ignorando sia le graduatorie Ripam che le altre interne all’Ente”.
L’assunzione dei nove professionisti aveva fatto molto discutere anche perché tra loro figurano anche parenti di amministratori comunali.
“La Giunta – spiega poi Ferella – ha preso atto dell’errore, tanto che il 31 marzo ha approvato una nuova delibera che in parte rettifica quella del novembre scorso, che stabiliva i fabbisogni di personale nei singoli settori che però non sono stati rispettati dai dirigenti che hanno proceduto ad affidare gli incarichi, visto che nonostante le venissero assegnate 7 unità la dirigente del settore Ricostruzione pubblica Enrica De Paulis ne ha assunte 9″.
I consiglieri di opposizione hanno poi prospettato l’ipotesi di illegittimità dei contratti già in essere, stipulati prima della nuova delibera del 31 marzo. (m.sig.)






