L’AQUILA – Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità, con astensione del consigliere Maurizio Leopardi, il Regolamento per l’edilizia sostenibile e il risparmio energetico, volto a incentivare una progettazione sostenibile e una migliore efficienza energetica per gli edifici di nuova costruzione, con particolare riferimento alla ricostruzione post sisma.
“Il documento – ha dichiarato l’assessore Alfredo Moroni, che oggi, a Firenze, ne illustra i contenuti in un convegno nazionale sull’ecosistema urbano promosso da Legambiente – costituisce uno strumento operativo di importanza strategica per la definizione degli obiettivi in materia di adeguamento energetico e di edilizia sostenibile. Il regolamento contiene disposizioni che sono obbligatorie per edifici di nuova costruzione, pubblici e privati, e per quelli soggetti a ristrutturazione con demolizione”.
Bisognerà tener presenti, in sede di progettazione, elementi quali l’orientamento e l’illuminazione naturale e sarà obbligatorio garantire l’isolamento termico dell’involucro della struttura. In questo caso per eventuali maggiori spessori delle murature esterne o degli elementi di copertura, fino a un massimo di 20 centimetri per le pareti e di 25 centimetri per l’altezza, si potrà andare in deroga alle norme previste per distanze minime tra edifici e rispetto al nastro stradale.
Viene consigliato, per le nuove costruzioni, l’impiego di materiali naturali o riciclabili e di sistemi di produzione di calore ad alto rendimento. Il regolamento contiene altresì norme per la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico interno (uso di disgiuntori e cavi schermati, decentramento di contatori e impiego di bassa tensione) e prevede l’obbligo dell’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, l’installazione di contatori indivisuali di acqua potabile e l’utilizzo delle acque meteoriche per l’irrigazione.
Ai fini di favorire la realizzazione di edifici a basso consumo energetico e a basso impatto ambientale attraverso la concessione di incentivi e, in particolare, di incrementi delle superfici ammesse, fino al 10 per cento della superficie capestabile e di quella accessoria.




