L’AQUILA –  Piovono strali sulla Regione Abruzzo e sulla struttura commissariale. Dopo le dimissioni da vice commissario del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente è sempre più netta la divisione tra l’Amministrazione comunale del capoluogo, la struttura commissariale e gli uffici della Regione. Il primo cittadino ha denunciato la “situazione di isolamento del capoluogo che blocca la ricostruzione”, mentre l’assessore alle attività produttive Marco Fanfani se ha attaccato gli uffici della Regione “per i ritardi burocratici nel pagamento degli indennizzi alle Attività produttive”.

Pronta la replica del commissario Chiodi che ha ricordato come “siano già state evase 1576 domande di risarcimento danni, per oltre 12 milioni di euro”.

CIALENTE: “L’AQUILA E’ ISOLATA, RICOSTRUZIONE AL PALO”

“La ricostruzione è ferma perché l’Sge non funziona, non ha mai funzionato, la Regione non pubblica da febbraio sul Bura il prezziario per l’edilizia agevolata e anche il Provveditorato alle Opere pubbliche ci ha mollato”.

Non fa sconti a nessuno il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (nella foto), che nel corso del Consiglio comunale di oggi non ha esitato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti di quel mondo di istituzioni, organi e strutture di cui ha fatto parte sino al giorno delle dimissioni da vice commissario per la ricostruzione.

Sulla vicenda dell’approvazione della norma in Senato che stabilisce la natura dei fondi per le riparazioni degli immobili il sindaco dell’Aquila ha aggiunto: “Se oggi parliamo di indennizzi e non di contributi è solo grazie all’impegno del sottoscritto e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta”, smentendo quanto affermato ieri dal commissario per la ricostruzione e presidente della  Regione Gianni Chiodi che durante il suo intervento in Consiglio regionale ha rivendicato la paternità di quell’operazione.

“La città dell’Aquila è isolata – ha aggiunto Cialente – l’Sge non è strutturata e non funziona, Cicchetti non ha alcun mandato per operare a che titolo partecipa alla riunione di quest’oggi?”. In realtà oggi, anche secondo fonti interne alla Struttura per la gestione dell’emergenza, non c’è stata alcuna riunione con il neo vice commissario.

“Anche il provveditorato alle Opere pubbliche ci ha mollato – ha aggiunto il sindaco – Ci sono gli stessi tecnici che c’erano dopo il terremoto e da mesi invoco un’adeguamento del personale alle reali esigenze della fase di ricostruzione. I lavori all’ex Scientifico ed alla scuola media Mazzini (di proprietà del Comune, ndr) non sono mai partiti ed è il Provveditorato che avrebbe dovuto eseguirli”.
Una stoccata anche per il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: “Mi sono fidato diverse volte. Adesso basta, non mi fiderò più, lui è diventato il nuovo protagonista della ricostruzione”.

Sulla situazione in Consiglio comunale ed il nuovo programma di mandato Cialente ha sottolineato che: “In Consiglio ci sono troppi gruppi consiliari, e ciò non facilita il funzionamento dell’assise civica. Il nuovo programma di mandato lo sto scrivendo e sarà pronto a breve. Si tratta di una rivisitazione di quello del 2007, integrato dalle vicende legate al post sisma. In quell’occasione presenterò quella che è la mia visione della ripianificazione della città”.

“Il progetto di Piazza D’Armi presentato dall’assessore alla Ricostruzione Di Stefano rispecchia esattamente a quelle che sono i contenuti del programma di mandato. Mentre per quanto riguarda il progetto dell’associazione ‘Forza L’Aquila’, che insiste nell’area, quando arriverà in Consiglio ognuno voterà secondo la sua coscienza”.

FANFANI: “TROPPA BUROCRAZIA DELLA REGIONE SU INDENNIZZI AD ATTIVITA’ PRODUTTIVE”

L’AQUILA – Durante il consiglio comunale che, si è tenuto questa mattina all’Aquila, sulla quinta Commissione (Garanzia e Controllo) sulla verifica dell’attuazione del programma di governo, l’assessore Marco Fanfani ha espresso il proprio dissenso in merito “all’ostruzionismo burocratico da parte della Regione Abruzzo sugli indennizzi alle attività produttive”.

“Avverto la necessità – ha dichiarato il titolare della delega alle Attività produttive – di informare i cittadini in ordine allo stato delle procedure relative agli indennizzi per le aziende e per il commercio. Le richieste pervenute al nostro sportello sono state complessivamente 3924. Grazie al lodevole impegno della struttura comunale – continua – e dei giovani volontari messi a disposizione dalla presidenza del consiglio dei Ministri siamo riusciti ad istruire positivamente circa 2500 richieste. Sulle rimanenti sono in corso integrazioni o chiarimenti che ci consentano di portare a termine il lavoro, cosa che contiamo di fare entro la fine dell’anno”.

“Purtroppo però – ha proseguito Fanfani – mi corre l’obbligo di segnalare un ostruzionismo burocratico da parte degli uffici regionali preposti. In un primo momento ci è stato chiesto di non trasferire le domande se non in numero di 500 per volta. Inviato il primo gruppo di 500 domande, tuttavia, si è eccepito che 20 di queste non contenevano gli onorari dei periti, requisito, peraltro, assolutamente non richiesto dall’ordinanza. In attesa di chiarire la questione, dal momento che non ci hanno specificato quali pratiche erano sospese, abbiamo dovuto fermarle tutte”.

L’assessore ha sottolineato, peraltro che “l’ordinanza che disciplina la materia non prevede la possibilità di ulteriori controlli o verifiche da parte della struttura regionale”.

“Non potendo ulteriormente protrarre – spiega Fanfani – l’erogazione dei risarcimenti abbiamo provveduto a trasmettere le circa 1700 pratiche nel frattempo istruite al fine di ottenere i trasferimenti delle somme. Siamo in attesa di una risposta da un mese, ma nulla ci è stato comunicato. Anzi, per la precisione ci è pervenuta la richiesta di specificare le somme richieste con conteggi degli importi foglio per foglio. Soprattutto, ci viene chiesto di apporre il timbro del Comune dell’Aquila su tutte le pagine della pratica, peraltro già firmate dal dirigente”.

“Mi corre pertanto  l’obbligo  – ha concluso – di informare dell’accaduto il commissario Chiodi ma, soprattutto, i diretti interessati, denunciando l’ostruzionismo burocratico ingiustificato che sta arrecando un danno grave al settore. Non è tollerabile che l’iter di questi doverosi indennizzi venga rallentato da intralci ingiustificati e, oltretutto, che chi li provoca si renda anche irreperibile”.

 

Solo nella seduta del Consiglio comunale di oggi il primo cittadino ha denunciato come la città dell’Aquila viva “una condizione di isolamento che blocca la ricostruzione”, mentre l’assessore alle Attività produttive Marco Fanfani se l’è presa con la Regione “per la troppa burocrazia legata alla concessione degli indennizzi alle attività produttive”.

LA RISPOSTA DI CHIODI A FANFANI: ”GIA’ PAGATI 12 MILIONI DI EURO”

 L’AQUILA – E’ dalla metà di giugno scorso che il commissario Gianni Chiodi ha disposto l’accantonamento di 44 milioni di euro per il pagamento dei danni causati dal sisma alle attività produttive.

“Si evidenzia – si legge in una nota della struttura per la Gestione dell’emergenza – che il ‘bando’ si è chiuso già dai primi di febbraio del 2010 e che alla data odierna (8 mesi dopo) le strutture dirette dall’assessore Marco Fanfani dicono di aver positivamente istruito 2500 pratiche (anche se alla Sge ne sono state trasmesse solo 2148)”.

“La Sge – continua – non ha mai richiesto l’invio di 500 pratiche la volta, ma è stato lo stesso Comune dell’Aquila, con nota agli atti della struttura Commissariale a comunicare ufficialmente che avrebbe proceduto in tal modo: tutto ciò in quanto, a detta dei sui tecnici, il Comune avrebbe avuto enormi difficoltà a preparare tutti e 4000 gli atti di ammissione a finanziamento contemporaneamente”.

“Sugli elenchi trasmessi, poi, l’assessore Fanfani – prosegue la nota – non può confondere la circostanza della mancanza di timbri e altri requisiti formali con l’accertata duplicazione di diversi soggetti ammessi a finanziamento. Pertanto, se la Sge avesse proceduto a disporre i pagamenti sulla base degli elenchi trasmessi, senza effettuare i controlli necessari, avrebbe creato seri problemi sia al Comune che alla stessa Struttura”.

“Le verifiche hanno consentito di evitare serie responsabilità al sindaco Massimo Cialente  e alla Sge – si legge  – nonchè evidenti imbarazzi ai percettori dei ristori. L’assessore Fanfani sa bene che il commissario Chiodi ha disposto già il pagamento di 1576 istanze per un totale di oltre 12 milioni di euro. Infine – conclude la nota – si evidenzia che a tutti gli altri comuni, ad eccezioni di chi non ha comunicato i fabbisogni, sono stati già integralmente trasferiti i fondi necessari”.