PESCARA – Oramai è guerra dentro al Movimento 5 stelle di Pescara, in vista delle elezioni comunali di maggio, a seguito della candidatuta del consigliere comunale Erika Alessandrini, scelta con il voto on line sulla piattaforma Rousseau. Il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo ha ieri annunciato clamorosamente l’uscita dal movimento dopo 10 anni di militanza, a causa dell’esclusione della lista per le elezioni amministrative presentata da Di Pillo, e che candidava a sindaco l’altrettanto storico attivista pescarese Gianluca Travaglini. Di Pillo si candiderà con il civico Carlo Costantini. Un appoggio prezioso per l’ex consigliere regionale dell’Italia dei Valori, che se la dovrà vedere con l’ex assessore al bilancio di Forza Italia Carlo Masci, a capo della coalizione del centrodestra, in attesa dell’ufficializzazione del candidato del centrosinistra, che potrebbe essere l’avvocato Carmine Ciofani, contro il quale però si registra il niet della Lista Teodoro, che propone in alternativa l’assessore Gianni Teodoro.
A stretto giro dopo l’addio di Di Pillo, tornando ai pentastellati, è stata diramata una nota di fuoco, a firma di non precisati “Fantasmi del movimento”, e “staff” in cui si insinua il tremendo sospetto che Erika Alessandrini sia stata in qualche modo favorita nella corsa alla candidatura da Enrica Sabatini, “uno dei quattro soci di Rousseau con competenza diretta sulla gestione delle certificazioni delle liste che si maschera dietro le comunicazioni del famigerato staff”. Sabatini infatti è nella plancia di comando del Movimento, al fianco di Davide Casaleggio.
Non si è però fatta attendere la replica rabbiosa di Alessandrini, che arriva ad annunciare “di aver dato mandato ai nostri legali di verificare la sussistenza di ipotesi di reato a carico dei mittenti della nota”, che sottolinea nulla ha a che fare con gli attivisti pentastellati.
Non si registrano repliche dei vertici del Movimento invece nei confronti di Di Pillo, che senza giri di parole ha affermato che “dopo una lunga agonia, per il sottoscritto e non solo, il Movimento Cinque Stelle è morto. Ho parlato a suo tempo con tutti i vertici del M5S per manifestare quello che stava accadendo, ma è stato tutto inutile”.
“Per queste ragioni scenderò comunque in campo alle prossime elezioni amministrative, correndo con il Polo Civico che sosterrà la candidatura a Sindaco di Carlo Costantini, persona a cui mi lega un rapporto di stima di lunga data”.
A provocare lo scontro, la procedura bocciata con cui il candidato Travaglini, appoggiato da Di Pillo ha presentato sulla piattaforma Rousseau la propria Lista per l’ottenimento della certificazione da parte dello “Staff”, utile a concorrere, per nome e conto del Movimento, alle elezioni amministrative del 26 maggio.
Lo “Staff” Rousseau ha però sentenziato l’impossibilità di procedere all’accoglienza dell’istanza, essendo già stata certificata un’altra Lista, quella di Erika Alessandrini.
Da qui le accuse contenute della nota dei “Fantasmi”.
“La comunicazione – si spiega nella nota – è avvenuta ben 43 giorni prima della chiusura dei termini per il deposito delle liste da sottoporre a certificazione, in barba ai candidati della Lista Travaglini che hanno continuato nel frattempo a impiegare energie, tempo e denaro per formalizzare la propria candidatura. 32 persone che, assieme al gruppo operoso e ricco di competenze e umanità che ne ha sostenuto la causa, sono diventate dei fantasmi: invisibili e inascoltati persino in casa loro, all’interno del Movimento. Persone spazzate via dall’ennesima, anonima comunicazione di uno “Staff” senza nome e senza volto, impossibile da contattare per chiedere spiegazioni e confronti. Questo inverosimile accadimento è stato reso possibile da una serie di fattori, primo tra i quali l’assoluta e inaccettabile ingerenza del sistema Rousseau che, da strumento di democrazia a servizio del Movimento, ne è divenuto ambiguo ambito di potere e decisioni arbitrarie senza trasparenza”.
A seguire bordate contro Sabatini.
“Sapete come si chiama l’attuale Capogruppo M5S in Consiglio Comunale? Enrica Sabatini.
Sapete come si chiama la Consigliera che insieme ad Erika Alessandrini ha interrotto da anni i rapporti di collaborazione con il Consigliere Massimiliano Di Pillo e con tutto il suo gruppo di attivisti storici candidati nella lista esclusa? Enrica Sabatini. Sapete chi ha evitato di accogliere le ripetute istanze degli attivisti pescaresi a incontrarsi, organizzare assemblee pubbliche, riunire i gruppi cittadini? Enrica Sabatini. E sapete chi sostiene apertamente la campagna elettorale di Erika Alessandrini, ben visibile in tutte le foto di circostanza? Sempre lei, Enrica Sabatini. E infine, la domanda delle domande: sapete chi è uno dei quattro soci di Rousseau con competenza diretta sulla gestione delle certificazioni delle liste che si maschera dietro le comunicazioni del famigerato “Staff”? Incredibile, ma vero: Enrica Sabatini”.
“Con queste parole – prosegue la nota – siamo a rivendicare giustizia che se non arriverà dai vertici del Movimento, già abbondantemente informati dei fatti, ci auguriamo possa giungere dagli attivisti e i portavoce locali che, per onestà intellettuale e rispetto dei principi fondamentali di integrità e trasparenza del Movimento 5 Stelle, non possono in alcun modo accettare e sostenere la candidatura di un sindaco che fonda la sua esistenza su un’ingiustizia scaturita da un abuso di potere”.
Si precisa però che non ci sarà l’appoggio nemneno per Di Pillo e Costantini.
La candidata Alessandrini ha però denunciato che la nota dei ‘I fantasmi del MoVimento 5 Stelle’, “giunta alla stampa da un non qualificato staff del MoVimento 5 Stelle Pescara e da una casella di posta non ufficiale, non può e non deve essere ricondotta in alcun modo al MoVimento”.
“Ricordiamo infatti che gli unici autorizzati a parlare in nome e per conto del MoVimento sono i portavoce eletti, a qualunque livello. Al fine di garantire la trasparenza e la correttezza delle informazioni riguardanti il Movimento abbiamo dato mandato ai nostri legali di verificare la sussistenza di ipotesi di reato a carico dei mittenti della nota”, minaccia Alessandrini.





