CHIETI – A dieci giorni dal voto per le comunali teatine la campagna elettorale si accende in un “tutti contro tutti” dove lo sport più gettonato, anche da chi non ha palesemente alcuna chance di vittoria, diventa quello del “vinciamo noi”.
La campagna elettorale più popolata di sempre, almeno per quanto riguarda il numero di aspiranti sindaci e consiglieri comunali, vede 8 competitor in lizza, 23 liste a supporto e 682 candidati consiglieri.
Gli aspiranti sindaci più supportati sono quelli del centrosinistra e del centrodestra. Luigi Febo (centrosinsitra) ha dalla sua 7 liste e 208 candidati consiglieri, il sindaco uscente Umberto Di Primio (centrodestra) 6 liste e 177 aspiranti consiglieri.
L’ex vice sindaco Bruno Di Paolo può contare su tre liste d’appoggio, Enrico Raimondi su due (L’Altra Chieti e Sel) così come l’outsider Antonello D’Aloisio (Noi con Salvini e Partito liberale). Ottavio Argenio (Movimento 5 Stelle), Donato Marcotullio (Ideabruzzo) e Roberto Di Monte (Rinnoviamo Chieti) su una a testa.
Per qualcuno si attende il supporto di qualche big nazionale. È il caso dei 5 Stelle, che per il momento hanno annunciato l’arrivo di Luigi Di Maio, anche se il vero colpo grosso potrebbero farlo portando Beppe Grillo in città. È il caso di NcS che sta lavorando per far venire a Chieti il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.
Nessuno dei candidati sindaci ha fatto sapere cosa ha intenzione di fare in caso non riuscisse ad arrivare al ballottaggio. Per tutti l’argomento è top secret.
Anche se, stando alle diverse sensibilità personali, si potrebbe azzardare una vicinanza di Marcotullio a Di Primio. Stesso discorso per D’Aloisio. Ovviamente gli interessati sono pronti a smentire.
L’asse politico dovrebbe vedere vicini anche Febo e Raimondi, ma fino ad ora non si sono viste molte consonanze. Anche Di Monte potrebbe avvicinarsi a Febo, sebbene, anche in questo caso, niente è scontato.
È risaputo, inoltre, che fra Di Primio e il suo ex numero due, Di Paolo, non corre buon sangue, a causa degli avvenimenti che hanno portato quest’ultimo fuori dalla Giunta comunale.
I 5 Stelle, infine, sono stati chiari: in caso di ballottaggio non centrato, guai a parlare di appoggi all’uno o all’altro. Al secondo turno liberi tutti.





