AVEZZANO – Sarà una battaglia all’ultimo voto quella delle elezioni comunali del 31 maggio a Celano (L’Aquila), dove a contendersi la poltrona lasciata libera dal parlamentare del Nuovo centro destra Filippo Piccone sono ben cinque candidati sindaci e 80 aspiranti consiglieri in un comune di 12 mila persone.
Con in campo ex sodali ora ai ferri corti, come Piccone, dominus da decenni della politica celanese, ma che a questo giro si candida come semplice consigliere, e l’ex presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, da poco rientrato in Forza Italia, e con altri ex picconiani protagonisti di repentini cambi di casacca, dopo mesi di tentativi di alleanze e convergenze, di conciliaboli e caminetti.
E ancora un Partito democratico anch’esso diviso, con in lista esponenti di un club dissidente di Forza Italia. Infine, un Movimento 5 stelle che candida il cugino del consigliere regionale di centrosinistra del Centro democratico Maurizio Di Nicola.
Del Corvo, da poco rientrato nei ranghi forzisti abbandonando Ncd, mancata con un po’ di amarezza l’elezione a consigliere provinciale, conta di rifarsi vincendo almeno le amministrative di Celano dove è candidato sindaco. Nella sua lista civica, “Celano solidale”, spiccano Abramo Frigioni, preside della scuola elementare, ex assessore di Piccone, l’avvocato Antonio Stornelli, la giornalista Cinzia Marcanio, e due consiglieri di maggioranza uscenti, Cesidio Piperni e Adelio Di Loreto, due dei quattro che hanno sfiduciato il sindaco Piccone nell’ottobre 2014, portando il comune al commissariamento. Gli altri due congiurati sono Domenicantonio Rosati e Carmine Torrelli.
Piperni e Di Loreto poi, per rendere le trame ancora più intricate, provengono dal club Forza Silvio di cui è presidente Guido Piperni, che non è parente di Cesidio, che sorprendentemente candidato con lista civica del Pd.
Mobilitato, invece, senza se e senza ma con Del Corvo, l’altro club di Forza Italia, quello che ha come presidente Vittoriano Frigioni, che è il figlio di Abramo.
Assidua in queste settimane la presenza a Celano di Piccone, nonostante i suoi impegni parlamentari a Roma.
Del resto Piccone qui a Celano, prima trampolino di lancio poi roccaforte della sua carriera politica, si gioca una partita importantissima anche dal punto di vista personale.
Dopo tanti dubbi, e il mancato accordo con Del Corvo per una lista unitaria del centrodestra, il candidato sindaco picconiano, della lista civica “Celano da amare”, sarà Settimio Santilli, ingegnere dell’Ama di Roma, ex assessore all’ambiente della Giunta Piccone. Lo stesso Piccone sarà in lista come consigliere. Ma dei 14 ex suoi consiglieri solo tre sono presenti nelle liste di Celano da amare: Angela Taccone, l’ex presidente del Consiglio comunale, Ezio Ciciotti e Vincenzo Montagliani.
Dei numerosi parenti di Piccone protagonisti della vita politica ed imprenditoriale di Celano nessuno è in lista, per l’evidente motivo di non togliere voti all’ex sindaco candidato.
Terzo incomodo nel campo elettorale del centrodestra Elio Morgante , anche lui ex vicesindaco picconiano, candidato sindaco con una sua lista civica.
Se lo scenario nel centrodestra è intricato, non lo è di meno in quello del centrosinistra.
La lista civica democrat è “Celano città viva” con candidata sindaco Evelina Torrelli, l’ex presidente del Consorzio industriale e past president del Lions Club di Avezzano. In lista il segretario del circolo di Celano Antonello Di Stefano, ex consigliere di opposizione.
Ma come detto anche il presidente di uno dei due club di Forza Italia dissidente, Guido Piperni.
Presenza che, però, non ha creato imbarazzo alcuno al Pd, dove invece a creare spaccature è stata paradossalmente la candidature di Torrelli e Di Stefano.
Italo Taccone, sindaco dal 2000 al 2005 ai ferri corti con Di Stefano pare si sia tirato fuori dalla partita molto contrariato.
Mastica amaro Annamaria Bacchetta, componente dell’assemblea regionale del Pd, candidata alle ultime regionali. E che ambiva alla candidatura a sindaco di Celano, forte anche dell’endorsement di D’Alfonso.
Infine il Movimento 5 stelle, che candida l’odontoiatra Alessandro Ricci, che dovrà, però, saper dosare in campagna elettorale gli argomenti più anti-politici e anti casta del grillismo puro e duro, se non vuole urtare la suscettibilità del cugino Maurizio Di Nicola, consigliere regionale del Centro democratico.





