L’AQUILA – Come vuole la liturgia della politica, chiuse le urne e arrivati risultati, il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, ha subito esultato parlando di vittoria del centrodestra alle comunali abruzzesi, snocciolando i tanti comuni dove i sindaci della sua area politica sono stati riconfermati, a cominciare da Celano, Montorio al Vomano, Guardiagrele, e Castel di Sangro.
Glissando in realtà sul fatto che invece il centrodestra come il suo partito, bene non certo sono andati nelle due sfide principali, quelle di Chieti ed Avezzano, rispettivamente 48mila e 41.000 abitanti. Con il centrodestra ancora una volta spaccato.
E per par condicio va anche detto, in sede di analisi, che la principale forza di opposizione, il Partito democratico, ha rimediato una figuraccia ad Avezzano e ha ottenuto un risultato ben sotto le aspettative anche a Chieti.
Ad Avezzano ha trionfato il sindaco civico uscente Gianni Di Pangrazio, per un terzo mandato, con il 61,3%, pari a 14.419 voti. Creando il vuoto dietro di sé, rispetto al candidato voluto proprio dal capogruppo FdI in Consiglio regionale Massimo Verrecchia, l’ex questore Alessio Cesareo, che si è fermato 20,1% con 4.744 voti. Fdi ha preso, in quella che dovrebbe essere una sua roccaforte, 2.158 voti, pari al 9,4%.
Alle elezioni regionali del 2024, che hanno sancito la storica riconferma di Marsilio, per fare un confronto, FdI aveva ottenuto il doppio dei voti, 5.504, pari al 29,8%.
Certo, elezioni regionali e comunali sono partite diverse, ma è lecito dire che il consenso ad Avezzano è molto volatile anche per il partito di Giorgia Meloni, ed è altrettanto lecito parlare di risultato perlomeno al di sotto delle attese.
Alle comunali di Avezzano del 2020 FdI, a sostegno del candidato ai tempi leghista Tiziano Genovesi, aveva preso invece 1.571 voti, pari al 6,6%, tenuto conto che il campione di preferenze marsicano Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio, aveva sostenuto Di Pangrazio. Ad alzare la media è stata poi ad Avezzano in questa tornata la grande performance proprio di Verrecchia.
Per il Pd il termine giusto è invece quello di figuraccia. Nel “feudo” del senatore Michele Fina, i dem hanno tentennato fino all’ultimo, indecisi se andare con la coalizione di centrosinistra di Roberto Verdecchia oppure con Di Pangrazio. Ha prevalso la prima scelta, visto che sarebbe stato difficile spiegare agli elettori l’adesione ad una coalizione dove c’era anche la Lega.
Ma poco è cambiato, e il Pd ha rimediato un imbarazzante 2,5%, pari ad appena 579 voti. Alle Regionali del 2024 il Pd aveva preso 2.824 voti, pari al 15,3%, Alle comunali del 2020 il 4,6%, pari a 1.100 voti.
Per quanto riguarda Chieti: il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini, ex vice presidente del Csm ed ex commissario sisma 2016, ha preso 10.678 voti pari al 47,1% ed è ora super favorito al ballottaggio del 6 e 7 giugno.
Cristiano Sicari, appoggiato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi moderati e Chieti progetto ha preso 6.287 voti pari al 27,6%. Dovrà dunque recuperare nelle prossime due settimane 4.391 voti di distacco. Impresa ardua ma non impossibile, con l’alleanza con il candidato della Lega, Mario Colantonio, che ha ottenuti 3.811 voti pari al 16,7%.
Qui Fdi ha preso l’11,59 pari a 2.824 voti, dietro Forza Italia nella coalizione di Sicari, al 14,2% pari a 3.468 voti. Il partito di Marsilio alle Regionali del 2024 aveva preso il 19,0%, pari a 3.896 voti. Alle comunali del 2020 il 13,8%, pari a 3.719 voti, a sostegno del candidato leghista Fabrizio Di Stefano.
Ma neanche qui il Partito democratico può davvero esultare: ha preso 2.723 voti, pari all’11,1% superato dalla civica Sindaco Legnini Chieti 2026, che ha ottenuto l’11,6%pari a 2.841 voti. Pur vendo espresso per cinque anni il sindaco Diego Ferrara.
Alle comunali del 2020 il Pd aveva ottenuto, primo partito nella coalizione, 1.659 voti, pari al 6,6%. Alle regionali del 2024 il 18,1%, pari a 3.717 voti. Anche qui una erosione del consenso.
Fa bene invece ad esultare Marsilio per le schiaccianti vittorie della coalizione di centrodestra a Celano, terzo comune più popoloso al voto, con la riconferma di Settimio Santilli, di Fdi, a Montorio al Vomano, con il sindaco di centrodestra Fabio Altitonante, a Guardiagrele, con la riconferma di Donatello Di Prinzio, a Castel di Sangro dove ha prevalso in modo schiacciante Angelo Caruso, di Fdi, presidente della Provincia dell’Aquila. Ci sono poi piccoli comuni mantenuti e conquistati da Fdi, quelli dell’Aquilano come Ocre, Fontecchio e Villa Sant’Angelo, con i candidati fortemente sostenuti dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
Il Pd si consola conservando la roccaforte di Pizzoli, del dem Gianni Anastasio.






