L’AQUILA – Nel 2012 sono stati 4.626 i ricorsi alla Sezione Abruzzo della Commissione Tributaria Centrale. Un superlavoro che, però, viene messo in ombra dalle annose carenze strutturali degli uffici dopo il sisma del 6 aprile 2009 come denunciato nella sua relazione dal presidente facente funzioni della Commissione, Romolo Como.
I dati, snocciolati questa mattina nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario, evidenziano, secondo il presidente del 2° Collegio della Commissione, Luciano Rasola, “un’attività altamente produttiva con i due collegi capaci di garantire due udienze mensili ciascuno con ruoli di 40 ricorsi per ogni udienza e quindi con un carico di lavoro di quasi 160 ricorsi esaminati e decisi mensilmente, distribuiti tra i cinque giudici che compongono ogni sezione”.
In un anno di lavori i due collegi hanno deciso 3.981 ricorsi, di cui 1.244 con ordinanze e decreti, e 2.737 definiti con sentenze già depositate e pubblicate.
“La pendenza dei residui 645 ricorsi – spiega Rasola nella sua parte di relazione – non riguarda ricorsi da decidere, ma ricorsi decisi e per i quali si è in attesa del deposito e della pubblicazione delle relative sentenze”.
Un risultato raggiunto “nonostante le difficoltà incontrate, costituite dal fatto che bisognava decidere ricorsi risalenti nel tempo, ricorsi cioè spesso di 35 o 40 anni fa, per i quali il più delle volte è stato difficile reperire i contribuenti, sia nel caso di persone fisiche, sia nel caso di persone giuridiche”.
Era prevedibile che parte del ‘riassunto’ di un anno di attività riguardasse la situazione logistica degli uffici a ormai quattro anni dal sisma del 6 aprile 2009.
“Lo scorso anno – ha scritto nella relazione il presidente facente funzioni della Commissione, Romolo Como – pur dando atto che era stata ottenuta dopo lunga ed estenuante attesa la sistemazione degli uffici sia della Commissione Regionale che di quella Provinciale dell’Aquila nella sede istituzionale, e nel lamentare che detta sistemazione non era ancora completata perché una parte degli spazi assegnati aveva dovuto ospitare gli uffici del Giudice di Pace, in via temporanea e dovuta all’inagibilità dei locali prima da essi occupati conseguente all’evento sismico, si auspicava la soluzione definitiva nell’arco di pochi mesi a seguito del trasferimento della Corte di Appello dalla strutture provvisorie di Bazzano alla nuova sede di via Pile”.
“Lo spostamento dei giudici di pace – ha continuato Como – a Bazzano non era stato però possibile per esigenze di altri uffici giudiziari, ma sembrava prossima la ricostruzione del vecchio palazzo di giustizia di via XX Settembre che avrebbe questa volta consentito la riconsegna dei locali delle commissioni tributarie”.
“Come spesso accade nel nostro Paese – ha commentato – soprattutto per lungaggini di burocrazia e forse errori di valutazione nelle varie fasi della ricostruzione, senza con questo voler entrare nel merito dei problemi e delle scelte di altri uffici, l’auspicio allora formulato con un po’ di ottimismo resta disatteso ancora per un tempo che, a voler essere a mia volta ottimista, non sarà inferiore a un altro anno. Non possiamo che mantenere questa situazione di disagio, peraltro non solo dei nostri uffici ma anche di quelli attualmente ospitati, pur nel rammarico di aver visto trascorrere quasi quattro anni dal sisma senza che sia stata seriamente avviata l’opera di ricostruzione in tutti i settori, pubblici e privati”.
Alla cerimonia era presente, tra gli altri, l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Lelio De Santis con tanto di fascia tricolore, anche in rappresentanza del sindaco Massimo Cialente. Roberto Santilli





